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DA BOLOGNA A BRESCIA: L'ASSEMBLEA DEI LAVORATORI COMBATTIVI SI SVILUPPA A LIVELLO TERRITORIALE

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Si è svolta a Brescia Lunedì 19 Ottobre, in continuità con l'incontro Nazionale tenutosi a Bologna il 27 Settembre, la prima Assemblea Provinciale dei Lavoratori Combattivi, denominazione attorno alla quale si raccolgono lavoratori appartenenti a diverse categorie e sigle che vogliono intraprendere un percorso di “fronte comune” politico e sindacale con un programma minimo di rivendicazioni e di lotta comune (vedi documento finale dell'assemblea bolognese a questo link).

La partecipazione all'assemblea è stata di oltre cinquanta persone e, tra i circa 15 interventi, numerosi sono stati quelli di lavoratori e lavoratrici della Logistica, del settore Metalmeccanico e Tessile e della Grande Distribuzione (alta la partecipazione di lavoratori immigrati in particolare del settore logistico), rappresentanti di base o aderenti ad un ampio spettro di sigle sindacali (SiCobas, SlaiCobas, FIOM-CGIL, FILCTEM-CGIL). Numerose sono state le testimonianze dirette dell'alto livello di sfruttamento e precarietà dei lavoratori, in particolare di quelli delle Cooperative o Interinali ma non solo, e gli appelli all'unità dei lavoratori e dei sindacati “conflittuali” per contrastare efficacemente l'attacco frontale ai diritti dei lavoratori da parte delle associazioni padronali (Confindustria in testa) spalleggiate da Governi completamente proni ai loro interessi quale che siano il “colore” o le promesse espresse in campagna elettorale.

Come PCI, pur non aderendo formalmente alla piattaforma, siamo intervenuti all'Assemblea per voce del compagno Carmelo (Lavoratore Iveco – FIOM CGIL/Comitato Futuro Iveco) che ha delineato, con alcuni esempi, la situazione precaria in cui si trovano lavoratori e lavoratrici anche nei settori storicamente più “tutelati” (come per esempio l'automotive) e di come l'obbiettivo principale debba essere il superamento di corporativismi e rivalità sindacali. Questo potrà avvenire solo sotto la spinta di una rinnovata coscienza di classe e la centralità e il protagonismo  dei lavoratori stessi.
E' quindi necessario agire tra i lavoratori e all'interno dei sindacati di riferimento del settore al quale si appartiene spingendo per una linea unitaria e conflittale e per una rinnovata solidarietà e unità d'azione inter-categoriale con parole d'ordine e obbiettivi comuni: Salario minimo e aumenti salariali (centrali saranno le mobilitazioni per il rinnovo dei ccnl dei Metalmeccanici previste per il 5 Novembre), riduzione dell'orario di lavoro (inteso sia come durata della giornata lavorativa che della vita lavorativa), sicurezza sul lavoro, lotta alla precarietà per citare le principali.

Aderiamo quindi, invitando a partecipare lavoratori, cittadini, sigle politiche e sindacali, al presidio deciso durante l'assemblea per Sabato 24 Ottobre dalle 15 alle 17, davanti all'Associazione Industriali Bresciani di Via Cefalonia 60 (zona Brescia2).

 

 

Morti sul Lavoro - Tragedia senza fine

Scritto da Dip. Lavoro PCI e FGCI.

Così scrive Giuseppe Conte al presidente dell'ANMI, Zoello Forni: "Il tema della sicurezza sul lavoro è infatti uno dei pilastri sui quali non può non reggersi una società che si definisce progredita, moderna, civile. Nel 2020 subire un infortunio invalidante o, peggio ancora, perdere la vita mentre si sta svolgendo il proprio lavoro non può essere più considerato accettabile".

E, nel messaggio di Sergio Mattarella allo stesso Zoello Forni, si può leggere: "L'impegno per garantire la massima sicurezza sul lavoro non deve arretrare di fronte a nessun evento emergenziale, perché la tutela della salute di chi lavora costituisce un bene primario su cui si misura la civiltà delle economie avanzate. L'auspicio è che, nonostante le condizioni difficili create dalla pandemia, si tragga la spinta per aumentare gli investimenti sulla sicurezza, avvalendosi dei progressi offerti dalle nuove tecnologie e degli avanzamenti compiuti in questi anni dalla ricerca scientifica". 

Sono dichiarazioni che dimostrano (o, almeno, dovrebbero farlo) una sorta di risveglio dell'attenzione riguardo quello che da anni denunciamo come una delle tragedie del nostro paese: gli infortuni, i morti, le malattie professionali che ogni giorni colpiscono chi vive del proprio lavoro. Una specie di “nuova presa di coscienza” rispetto a quello che è un reale e drammatico problema del paese.

IL REFERENDUM E IL RUOLO DELLA CLASSE MEDIA

Scritto da Lamberto Lombardi - Segr. Prov. PCI BS.

di Lamberto Lombardi - Segretario Provinciale PCI Brescia

Quel che colpisce del dibattito accesosi attorno al quesito referendario di settembre non è tanto la
pochezza delle argomentazioni a sostegno del SI’. Difficile, se non impossibile, sostenere che ciò che
funziona male con 900 eletti debba per forza funzionare meglio con seicento, cioè che sia il numero
responsabile del malfunzionamento, soprattutto se il giudizio di malfunzionamento è totalmente
soggettivo e per di più riferito ad organismi politici complessi soggetti, per loro natura, a ben altri criteri di
valutazione. O sostenere che il risparmio legato a questa diminuzione sia significativo in termini
economici generali, o che ci debba in qualche modo interessare il numero degli eletti nelle altre
democrazie, democrazie di cui peraltro, come sopra, è difficile se non impossibile tracciare un bilancio
utile per questo confronto. E difficile, se non impossibile, è sostenere che è sulla base di queste
argomentazioni che si rende necessario un referendum dalle diverse, incerte e delicatissime
implicazioni.

Un sincero e non sottile disgusto

Scritto da Giorgio Langella - Dip. Lavoro PCI.

28 agosto 2020

di Giorgio Langella - Dip. Lavoro PCI

 

Ieri, un articolo pubblicato in “primo piano” su lastampa.it iniziava così:

 

«Beau non ce l’ha fatta. Il suo cuore si è fermato durante la notte». Inizia così il triste messaggio che Tiziano Ferro pubblica sul suo profilo Instagram per dare l’annuncio della morte del suo cane.

 

Certamente Tiziano Ferro starà soffrendo, a ragione, per la morte del suo cane. È giusto così. È qualcosa di profondamente umano.


Quello che non riesco a sopportare sono gli articoli in primo piano delle testate giornalistiche su questo fatto, mentre lavoratrici e lavoratori continuano a morire nei luoghi di lavoro per infortunio, malore o malattia senza che gli stessi organi di informazione dicano niente.


Certo Tiziano Ferro è famoso, fa notizia il suo dolore ... mentre il dolore di chi muore lavorando, la disperazione dei familiari, l'orrore di un sistema che è spietato ... rientra nella normalità. E' il prezzo da pagare per "il progresso". E poi, bisogna essere realisti: è il profitto che conta e nulla più.

L'isteria anti-cinese guida la spesa per gli armamenti negli Stati Uniti

Scritto da Quiao Collective.

 

Da:https://www.qiaocollective.com/en/articles/china-hysteria-2021-defense-spending

Di Quiao Collective

Traduzione di redazione comunistibrescia.org

L'isteria anti-cinese è emersa come la "minaccia" centrale progettata per giustificare le infinite spese militari e l'avventurismo degli Stati Uniti nell'Asia-Pacifico.

Dall'Unione Sovietica ai Vietcong, gli spauracchi geopolitici hanno giustificato guerre, invasioni e occupazioni in tutto il mondo. Ora, la macchina da guerra si è orientata verso la Cina come pietra angolare della sua strategia narrativa militare.

Solidarietà al Popolo Libanese

Scritto da PCI Fed. Brescia.

La Federazione Bresciana del Pci esprima la massima solidarietà al Popolo libanese, già colpito duramente dalla crisi economica aggravata dalle inique sanzioni volute da USA e alleati, per la tragedia che lo ha colpito nel cuore di Beirut.

Di seguito il comunicato del Partito Comunista Libanese. 

Da http://lcparty.org/en/statements-en/item/33278-lcp-expresses-condolences-and-requests-a-prompt-investigation

LCP esprime condoglianze per le famiglie dei martiri e chiede una rapida indagine trasparente per rivelare le responsabilità

Il Partito comunista libanese esprime le sue più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime che martirizzano oggi a Beirut nell'esplosione del porto e auspica un rapido recupero per tutti i feriti. A questo proposito, chiediamo al popolo libanese in generale e ai comunisti in particolare di mostrare solidarietà a coloro che hanno subito l'esplosione, fornire supporto e aprire le case a coloro che ne hanno bisogno.

22 LUGLIO: IL FUTURO DELL’IVECO È IL FUTURO DI BRESCIA!

Scritto da Comitato Futuro Iveco.

Resoconto dalla mobilitazione in Iveco del 22 Luglio: Il futuro dell’Iveco è il futuro di Brescia!

Ieri, 22 Luglio 2020, si è svolta a Brescia in Via Volturno, di fronte al Palazzo di Vetro dell’Iveco, un assemblea pubblica dei lavoratori nell’ambito delle 8 ore di sciopero chiamate dalle sigle sindacali per protesta contro la decisione della dirigenza CNHi di rivedere i piani aziendali firmati a Marzo, annunciando il definanziamento degli stabilimenti di Brescia e Lecce.
Come Comitato Futuro Iveco eravamo presenti per portare la nostra solidarietà e ribadire il nostro appoggio più volte dichiarato negli ultimi due anni.