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Brescia - muore lavoratore in una cava

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Ogni giorno in Italia un lavoratore si alza e sa che potrebbe non tornare più a casa, non rivedere più i suoi cari. Anzi, tre.

 

Ieri alla lista nera delle morti sul lavoro si è aggiunto Diego Vono, 44enne di Mazzano (Brescia), quattro figli, travolto da un banco di ghiaia in una cava di Virle Treponti, frazione di Rezzato, mentre stava operando con un escavatore.

La Sezione di Brescia del Partito Comunista Italiano si associa al lutto di familiari, amici e colleghi.

 

È il primo lavoratore a morire nella provincia Bresciana quest’anno, sono stati dieci nel 2020 senza calcolare i sanitari deceduti per Covid, il trentaduesimo in Italia secondo l’Osservatorio Morti Sul Lavoro di Bologna http://cadutisullavoro.blogspot.com, unico organo di informazione a fornire un report aggiornato quotidianamente dei lavoratori e delle lavoratrici che perdono la vita mentre svolgono le loro mansioni o in itinere.

 

Queste morti (più di mille all’anno in Italia) non sono una fatalità ineluttabile ma il risultato di anni di depontenziamento e definanziamento degli organi preposti alla sorveglianza, di regole di sicurezza disattese e infrante in nome della competitività e del profitto, di una mentalità padronale del lavoro che è stata fatta propria dai lavoratori e dalle lavoratrici in una sorta di ‘ritorno al passato’ dove la vita di un operaio, di un cavatore, di un portuale, di un rider, vale meno del diritto di ‘lorsignori’ a vedere fruttare il proprio investimento.

 

In altri tempi avremmo visto, su questo tema, scioperi generali e manifestazioni nelle piazze, oggi registriamo, anche da parte di sindacati, istituzioni e delle forze politiche, silenzi, rimozioni e frasi di circostanza.

Buon Compleanno P. C. I.

Scritto da PCI Fed. Brescia.

A nome di diverse forze politiche, di cittadini dalla differente cultura sociale, di tanti lavoratori e lavoratrici siamo orgogliosi di porre all'attenzione della città la celebrazione del centenario dalla fondazione del Partito Comunista in Italia.

Cento anni di una presenza che ha cambiato il volto della società italiana.

Cento anni che hanno sancito la piena cittadinanza ed il ruolo pieno, legittimo e non subalterno dei lavoratori e delle lavoratrici nella società.

Cento anni iniziati con il rifiuto fondamentale della guerra e continuati con il contributo alla Costituzione democratica, col suffragio universale e lo Statuto dei Lavoratori.

In alto le bandiere: Fascismo, imperialismo e anticomunismo nella rivolta di Capitol Hill

Scritto da PCI Fed. Brescia.

SCRITTO DA QIAO Collective (collettivo di analisi politica e controinformazione composto da cittadini cinesi e sino-statunitensi residenti negli U.S.A.)

da https://www.qiaocollective.com/en/articles/fascism-imperialism-capitol-hill

Traduzione di Redazione comunistibrescia.org

 

Le bandiere degli stati asserviti agli Stati Uniti, dei regimi anticomunisti e degli stati fantoccio pre-indipendenza punteggiavano il mare di cappelli MAGA e bandiere confederate tra la folla di Capitol Hill. Dare un senso al perché di questo richiede la comprensione della convergenza tra imperialismo all'estero e fascismo in patria. 

Il 6 gennaio 2021, in un piano d'azione premeditato per "fermare il furto" delle elezioni presidenziali di novembre che stanno per essere certificate dal Congresso, migliaia di sostenitori di Trump hanno preso d'assalto l'edificio del Campidoglio degli Stati Uniti a Washington, DC. che letteralmente "ha aperto i cancelli " con un occhiolino e un cenno del capo. La folla ha invaso la sede del potere statunitense, occupando le camere della Camera e del Senato e scattando selfie negli uffici abbandonati di Nancy Pelosi e di altri esponenti democratici. 

L '"insurrezione" era una nuda dichiarazione dell'estremismo suprematista bianco: dalle felpe di Auschwitz agli assurdi costumi vichinghi , l'estetica del fascismo razziale dominava il paesaggio. Tuttavia, oltre ai simboli espliciti della supremazia bianca, il paesaggio era disseminato di curiosi simboli di solidarietà internazionale: bandiere dell'ex Vietnam del Sud, l'India, il Giappone, la Cuba (e l'Iran n.d.t.) pre-rivoluzionaria, Hong Kong e l'indipendenza tibetana, tra le altre, sono tutte visibili in vari filmati della protesta. 

Ieri è oggi - Tanti morti, tutti assolti.

Scritto da Giorgio Langella Responsabile Dipartimento Lavoro PCI.

 

9 gennaio 2021

 

 

Ieri e oggi

Di Giorgio Langella Dip. Lavoro PCI 

Settantuno anni fa, il 9 gennaio 1950, a Modena la polizia di Stato sparò, anche con le mitragliatrici, contro gli operai (che manifestavano contro i licenziamenti di oltre 500 lavoratori delle Fonderie Riunite di Modena) uccidendone 6 e ferendone oltre 200.

Di questa strage, conosciuta come “Eccidio delle Fonderie Riunite di Modena” e oggi sostanzialmente dimenticata, noi comunisti dobbiamo e vogliamo mantenere viva la memoria perché il sacrificio di tanti compagni non sia diventato inutile.

Ricordiamo i lavoratori che vennero assassinati perché lottavano per il diritto al lavoro: Angelo Appiani (30 anni, partigiano, metallurgico), Arturo Chiappelli (43 anni, partigiano, spazzino), Arturo Malagoli (21 anni, bracciante), Roberto Rovatti (36 anni, partigiano, metallurgico), Ennio Garagnani (21 anni, carrettiere), Renzo Bersani (21 anni, metallurgico).

IL NATALE E I SACRIFICI UMANI - APERITIVO DI SANGUE

Scritto da PCI Fed. Brescia.

IL NATALE E I SACRIFICI UMANI/ APERITIVO DI SANGUE

di Lamberto Lombardi Segretario Provinciale PCI Brescia 

In quanto a prevedibilità le epidemie sono come i terremoti: non si sa quando arriveranno ma si sa che prima o poi colpiranno. Delle epidemie si sa anche qualcosa di più: sono sempre zoonosi, ovvero malattie trasmesse dagli animali all'uomo. E' così da decine di migliaia di anni e assumere il dato come acquisito ci aiuterebbe non poco, quantomeno a non fare brutta figura davanti ai nostri nonni che, senza esperti a disposizione, queste cose già le sapevano.

Ci aiuterebbe, inoltre e per esempio, a ridurre il dibattito sulle responsabilità a due sole variabili: prevedere e organizzarsi come la Cina oppure non prevedere e fare come il mondo 'libero'. Perchè il resto sono chiacchiere.

E sarà forse per la nostra irrefrenabile passione per le chiacchiere, per il nostro insano desiderio di girarci in torno senza concludere niente, che l'unico sondaggio che non abbiamo avuto il bene di vedere effettuato nel 2020 è quello che propone la scelta tra i due modelli di organizzazione sociale che hanno dato risultati contrapposti in termini sanitari.

Le Parole sono Pietre! (Il vero volto del Capitale)

Scritto da Giorgio Langella Responsabile Lavoro PCI.

di Giorgio Langella Responsabile Lavoro PCI

Sono di ieri, 15 dicembre, le notizie che riportano le parole del presidente di Confindustria Macerata Domenico Guzzini: "Ci aspetta un Natale molto magro. Le persone sono stanche di questa situazione e vorrebbero venirne fuori. Bisogna riaprire: anche se qualcuno morirà, pazienza".

Guzzini è stato lesto a chiedere scusa affermando di avere sbagliato.

Essendo, però, impossibile fare finta di niente Confindustria ha aperto una procedura nei suoi confronti.

Quella di Guzzini non è una espressione infelice che gli è scappata nella foga del discorso (anche così sarebbe inconcepibile), tutt'altro perché in definitiva e forse inconsapevolmente, Domenico Guzzini ha detto la verità. Basta ricordare alcune cose e si ha la consapevolezza che affermazioni di questo genere, magari non così dirette, e fatti che succedono ogni giorno, dimostrano che al capitalismo interessano molto di più i soldi e il profitto piuttosto che la vita e la salute degli esseri umani o la tutela dell'ambiente.

Dall'analisi al conflitto tra capitale e lavoro - Documento finale della seconda Conferenza Nazionale Lavoratori e Lavoratrici Comunisti/e

Scritto da Conferenza Nazionale Lavoratori e Lavoratrici Comunisti/e.

Dall'analisi al conflitto tra capitale e lavoro


Si è tenuta Sabato 21 Novembre la seconda conferenza, on-line per emergenza Covid, dei lavoratori e delle lavoratrici comunisti\e. Questo percorso, nato a Settembre 2020, intende mettere insieme i compagni e le compagne comunisti\e ovunque collocate per intervenire in maniera unitaria sul conflitto capitale lavoro.

Anni di frammentazione hanno portato i comunisti a non incidere sul corso degli eventi, sia in ambito sindacale che politico, riducendosi a ruoli di mera testimonianza. La crisi sanitaria da COVID 19 ha approfondito la crisi capitalistica spingendo le classi dominanti ad una ulteriore destrutturazione dell’intero quadro dei rapporti di lavoro introducendo nel dibattito politico nazionale l’intenzione, neanche troppo velata, di un uso massivo del cottimo quale strumento per scaricare i costi della crisi sui lavoratori salariati nonchè il legame, sempre più stretto e soffocante, tra reddito e produttività\profitti. Ciò rappresenta un vero e proprio salto di qualità nell’attacco al salario già duramente colpito negli ultimi decenni , compresa la famosa spending review (attacco al salario indiretto e differito) di cui oggi paghiamo le conseguenze osservando i disastrosi effetti della pandemia e le difficoltà in cui versano i servizi pubblici essenziali come sanità, scuola e trasporti.