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IV FESTA PROVINCIALE PCI BRESCIA - PER IL LAVORO E LA LIBERTA' DEI POPOLI

Scritto da PCI Fed. Brescia.

 

Torna, per il quarto anno, l`appuntamento con la Festa Provinciale del Partito Comunista Italiano - Federazione di Brescia. Vi aspettiamo all`area Feste della chiesetta del Rugby di Via Maggia (S. Polo - Brescia) con Dibattiti, Musica, Libreria, cibo e bevande.

PROGRAMMA DIBATTITI (ore 21.00 circa) : (segui gli aggiornamenti)

GIO 3                  BRESCIA E L`AMBIENTE

                           Dibattito Pubblico con Associazioni e Comitati

VEN 4                 Pensioni, oggi (forse) e domani?  

                            Focus con Alberto Cavedo - "Il Sindacato è un'altra cosa"

                                              Dario Filippini - USB pensionati

 

AL TERMINE: RESHO E ORIENTAL PHASE presentano POLIS (Riflessioni a tempo di RAP)

SAB 5                 100 ANNI dalla RIVOLUZIONE - Eredita' ed attualita' della Rivoluzione d`Ottobre

                            Dibattito Pubblico

                           con  Giorgio Cremaschi    Eurostop

                                   Paolo Pagani             Coordinatore Mdp Bresciia

                                   Luca Trentini             Segretario  Sinistra Italiana Brescia
                                  
                                   Marco Fenaroli           Assessore Comune di Brescia
                                  
                                   Fiorenzo Bertocchi    Segetario PRC Brescia
                                                    \                                       
                                   Lamberto Lombardi   Segretario PCI Brescia
 
                                       Beppe Corioni        C.S. 28 Maggio (Rovato BS)
 
A seguire musica Folk e Blues con PINO E GLI ERRANTI

DOM 6                TIENANMEN E LE RIVOLUZIONI COLORATE

                            con Giambattista Cadoppi - Autore del libro "Ancora una primavera - Tienanmen e dintorni"

                                   Diego Angelo Bertozzi - Storico - Redattore di MarxXXI

Al  termine musica con BENZANI DUO

MER 9              IL LAVORO RENDE LIBERI?

                           PERFORMANCE TEATRALE a cura di PCI Fed. di Brescia

GIO 10               ANTIFASCISMO NEL XXI SECOLO - LA RESISTENZA NEL DONBASS

                          con Enrico Vigna - Storico

                                 Mario Pietri (PCI Fed. di Brescia)

VEN 11              AMERICA LATINA TRA IMPERO E INDIPENDENZA - I CASI BRASILE E VENEZUELA

                          con Giusi Greta di Cristina (Responsabile America Latina del Partito Comunista Italiano)

                                 Geraldina Colotti (giornalista)

A SEGUIRE   'CONFINI"

Recital a cura di RUGGIERO FLORA

accompagnamento musicale di TONY de BLANC

SAB 12             SYRIA - PALESTINA - HEZBOLLAH - L`ASSE DELLA RESISTENZA

                         Con Diego Siragusa - Storico

                                 Diego Angelo Bertozzi - Storico, redattore di MarxXXI

DOM 13           PRESENTAZIONE DEL PROGRAMMA PCI PER IL RINNOVAMENTO DEL PAESE

                        con Mauro Alboresi (Segretario Nazionale Partito Comunista Italiano)

                               Lamberto Lombardi (Segretario Provinciale PCI Brescia)

FISCAL COMPACT - PROPOSTA RENZI PROPAGANDISTICA E DI DESTRA

Scritto da PCI Fed. Brescia.

NOTA della Segreteria nazionale PCI

Dopo aver fatto approvare in Parlamento (luglio 2012) il patto fiscale (Fiscal Compact) che, in tema di rigore di bilanci pubblici, ha imposto ai Paesi membri dell’Unione europea un’ulteriore stretta rispetto alle già draconiane regole del Trattato di Maastricht e dopo essersi dimostrato più realista del re con l’inclusione in Costituzione del pareggio di bilancio, in ossequio agli orientamenti neoliberisti e antipopolari di Bruxelles, oggi il Pd di Matteo Renzi scopre l’acqua calda - leggi: gli effetti nefasti di tali decisioni - presagendo evidentemente le conseguenze elettorali del disastro sociale ed economico da queste prodotto. E azzarda una timida quanto improbabile correzione, provando a ipotizzare un parziale scostamento da quei rigidi dettami.

Lo fa con una proposta propagandistica e sostanzialmente di destra: chiedendo cioè il permesso di operare in deficit entro il 3% per i prossimi cinque anni, così da destinare le risorse resesi in tal modo disponibili ad un abbattimento della tassazione; e - contemporaneamente - prevedendo l’ennesima stagione di privatizzazioni del patrimonio pubblico del nostro Paese con la cessione ai privati di ulteriori quote dei pacchetti azionari delle nostre aziende strategiche e di pezzi di demanio pubblico. Con tale iniziativa, l’ex Presidente del Consiglio ha finito per scontentare sia la sua minoranza interna, critica rispetto a misure che assecondano da destra il malumore nei confronti del fisco, sia il governo in carica, restio a disturbare anche solo timidamente la tecnocrazia europea. Quel che è peggio, con tale sortita si persegue un’impossibile quadratura del cerchio: conciliare spazi di crescita economica e sociale con una ribadita osservanza dell’asse di fondo degli orientamenti dell’Ue e dei suoi Trattati.

Il Partito Comunista Italiano, coerentemente con quanto sostenuto dalla sinistra di classe in questi ultimi due decenni, alla luce della perdurante involuzione delle condizioni di vita del grosso della popolazione italiana (e in generale continentale) nonché degli assetti della nostra economia (segnatamente, con il consistente inarrestabile peggioramento del rapporto tra debito e Pil) conferma la radicale opposizione alle cosiddette politiche di austerità, ribadisce l’illusorietà del proposito di riformare questa Unione europea ricercando un’inversione di tendenza compatibile con gli orientamenti di quest’ultima. E rilancia in vista del prossimo autunno i propri contenuti programmatici: difesa delle aziende strategiche e loro
rinazionalizzazione, rilancio del ruolo pubblico a cominciare dalla costituzione di un Polo pubblico del credito che finanzi produzioni socialmente e ambientalmente sostenibili, attivazione di un piano del lavoro per la creazione di occupazione buona e non precaria, difesa e incremento del potere di acquisto dei redditi da lavoro, abolizione della controriforma Fornero sulle pensioni e del Jobs act, deciso abbattimento delle spese militari. Il perseguimento dei suddetti obiettivi comporta in tutta evidenza un radicale spostamento dell’asse di governo del Paese: ma ciò non è realisticamente proponibile senza porre come premessa la rottura con questa Unione europea.

Segreteria Nazionale Pci

Oltre la subalternità

Scritto da PCI Fed. Brescia.

La situazione politica che caratterizza la sinistra di questo avvio di secolo è del tutto inedita.

Lo smantellamento delle postazioni del PCI a seguito della caduta del Muro di Berlino si è rivelata frettolosa quando non addirittura liberatoria per un ampio settore di quel gruppo dirigente. Il venir meno, grandioso anche se parziale, dei riferimenti alternativi all’esistente capitalistico ha dato il via ad una dismissione non solo del patrimonio ideologico ma anche della funzione stessa di quella rappresentanza di classe che diremmo fisiologica, adducendo una supposta e provvidenziale scomparsa della classe operaia stessa.

Venticinque anni di esperimenti e di ricollocazioni tra abiure più o meno velate e critiche parossistiche fatte nella convinzione che tutto fosse da rifare visti gli esiti, hanno determinato, nei fatti, una vacanza di ruolo.

L’intervenuto cambio di regime democratico, da proporzionalistico a maggioritario, ha fatto il resto costringendo tutte le formazioni residue ad una sterzata istituzionalistica più o meno accentuata, vista la patologica dipendenza economica dei Partiti dalla presenza in Parlamento. E conseguentemente non si è vista altra via, per le residue sigle dei lavoratori, che accreditarsi presso le formazioni di maggioranza, perdendo progressivamente identità nella ricerca della ‘compatibilità’ con esse e della cosiddetta affidabilità .

Sul corpo complessivo del Paese il venir meno dell’unica forza di contenimento degli appetiti mai sazi della borghesia parassitaria ha generato, da un lato, un’esplosione di corruttela e di cinismo politico che ha portato al quadruplicarsi della corruzione a partire dalla pur fragorosa situazione disvelata con il processo cosiddetto di Mani Pulite. Dall’altro alla contrazione dei diritti legati al lavoro con una riduzione sostanziosa e sostanziale sia dei salari diretti, ovvero quelli in busta paga, che di quelli indiretti (gratuità di scuola, sanità, casa, trasporti). Persino il prelievo fiscale si concentrava sui salari con l’aumento delle imposte indirette e di quelle che chiameremmo imposte indirette estorte, ovvero la corruzione che si sostanzia nel drenare ricchezza dallo Stato verso i ceti parassitari.

M. Alboresi, segretario del PCI sulla censura al Brancaccio: "Le motivazioni di Falcone sono per noi inaccettabili"

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Teatro Brancaccio, Roma. E' andato in scena ieri l'incontro di varie componenti che avevano accolto l'invito della "società civile" per una nuova ricerca di unità a sinistra. La giurista Falcone, protagonista con lo storico dell'arte Montanari dell'iniziativa, ha deciso di non far parlare durante i lavori dell'Assemblea il segretario del Pci. E la motivazione, abbastanza singolare, è così sintetizzabile: ha già parlato Acerbo, segretario di Rifondazione Comunista. Sull'iniziativa in sè del Brancaccio non abbiamo molto da aggiungere a quello che abbiamo già pubblicato nei giorni precedenti. Trattasi, in estrema sintesi, dell'apripista di "Campo progressista" di Pisapia e dagli ex Pd.... per creare un nuovo Pd.
Manuela Palermi, presidente del Pci, ha scritto una nota molto critica in cui dichiara: “Quando qualcuno non ti permette di parlare, vuol dire che non vuole sentire quello che hai da dire. Il Pci ha risposto positivamente all’appello Falcone/Montanari manifestando, per correttezza politica, la sua posizione. E cioè: nessuna alleanza col Pd, nessuna riedizione del centrosinistra e il mantenimento della proprio autonomia politica ed organizzativa. Per capirci bene tra noi: il Pci non aderisce ad alcun soggetto politico, non si scioglie, ma continua con assoluta determinazione la sua ricostruzione."
Ieri al Brancaccio avebbe dovuto prendere la parola il segretario nazionale del partito, Mauro Alboresi. Come AntiDiplomatico gli abbiamo rivolto alcune domande.

28 MAGGIO - I Comunisti in Piazza Loggia anche per il Venezuela

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Domani, 28 Maggio 2017, in occasione e congiuntamente alla commemorazione della strage del 1974, alle ore 15 si terrà in Piazza Loggia un volantinaggio di solidarietà con il Venezuela e con tutti i popoli oppressi dall'imperialismo capitalista di USA, UE e alleati.

Organizzano PCI BS, PRC BS e il CS 28 Maggio di Rovato (BS)

 

" Lo studio dello sterminato numero di atti che compongono il fascicolo dibattimentale porta ad affermare che anche questo processo, come altri in materia di stragi, è emblematico dell'opera sotterranea portata avanti con pervicacia da quel coacervo di forze, individuabili con certezza in una parte non irrilevante degli apparati di sicurezza della Stato, nelle centrali occulte di potere che hanno prima incoraggiato e supportato lo sviluppo dei progetti eversivi della destra estrema e hanno sviato, poi, l'intervento della magistratura, di fatto rendendo impossibile la ricostruzione dell'intera rete di responsabilità. Il risultato è stato devastante per la dignità stessa dello Stato e della sua irrinunciabile funzione di tutela delle istituzioni democratiche, ... , ponendo una pietra tombale sui troppi intrecci che hanno connotato la malavita, anche istituzionale, dell'epoca delle bombe "

(Motivazioni della sentenza di appello del Tribunale di Milano, 10 agosto 2016.[23])

Conosciamo da tempo, se non da sempre, una verità storica sufficientemente chiara che inquadra la strage di Brescia dentro la sequela di attentati, stragi e tentate stragi, tentati colpi di stato, che nel periodo dagli anni 60 agli anni 80 ha visto muoversi Servizi segreti americani e nostrani, settori dell'Esercito e apparati dello Stato con esecutori ben riconoscibili appartenenti alla destra radicale. C'era, allora, la necessita` di ''normalizzare'' l'Italia nel quadro del fronte mediterraneo della Nato per lo piu' governato da dittature militari, c'era la necessita' di colpire e fermare quella immensa forza rappresentata da un movimento operaio compatto consapevole e vincente e da un Partito Comunista ad un passo da diventare forza di governo.

UNA FACCIA, UNA RAZZA, UNA LOTTA

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Dal sito del KKE, Partito Comunista Greco.

Uno sciopero generale di 24 ore si è tenuto in Grecia il 17 maggio 2017, così come scioperi e manifestazioni del Fronte Militante dei lavoratori (PAME) in decine di città, contro le misure che il governo di coalizione del partito “di sinistra” di SYRIZA e il partito nazionalista di ANEL hanno portato in parlamento per la discussione. Manifestazioni di protesta saranno organizzate dal PAME in tutto il paese il 18 ° di maggio, il giorno in cui i provvedimenti saranno votati.
Migliaia di lavoratori attraverso la loro partecipazione di massa allo sciopero dell 17 ° maggio in tutto il paese hanno dichiarato: “‘Non diventeremo gli schiavi del 21° secolo.’
Ad Atene lo sciopero del PAME si è concluso con una grande marcia verso il Parlamento.

Vale la pena analizzare le misure che il governo SYRIZA-ANEL ha portato dopo le trattative con i sindacati e gli imperialisti dell'UE e del FMI per la 2° valutazione del 3° Memorandum. E ' chiaro dai risultati che il governo ha negoziato con gli istituti di credito per conto degli interessi dei gruppi nazionali di monopolio e non per il popolo, con l'obiettivo di accelerare un processo di un'uscita dalla crisi capitalistica che favorisca il capitale.
La nuova serie di misure antipopolari intensifica ulteriormente l'assalto, spinge verso nuovi oneri alle famiglie, nello stesso tempo in cui si creano le condizioni migliori per le multinazionali (come ad esempio le nuove misure per la liberalizzazione del mercato e per accelerare le privatizzazioni).
In breve, le misure prevedono: