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CON LA LOTTA DEL POPOLO GRECO E PER LA DEMOCRAZIA

Scritto da PCdI – Federazione di Brescia.

Salto nel vuoto oppure comoda fuga dalle proprie responsabilità: così, anche nel diversificato e a volte confuso universo della sinistra radicale, si è generalmente reagito alla decisione del governo greco guidato da Alexis Tsipras di sottoporre a referendum le misure facenti parte del nuovo diktat dell'Unione Europea. No, non è questo il momento per lanciare facili accuse a chi ha dovuto prendere tale decisione ricorrendo ad uno strumento semplicemente democratico, ma che sta producendo la rabbiosa e intimidatoria reazione di governi europei e dirigenti Ue. Rispettiamo quella decisione!

 

Occorre, invece, dare il pieno sostegno al governo greco e al suo popolo, entrambi chiamati a prendere una decisione che – vincesse il “NO” - potrebbe avere un carattere storico, vale a dire produrre la prima vistosa crepa in una costruzione che ha mostrato, e mostra sempre più, il suo carattere antidemocratico; la prima vistosa crepa in quella che si è via via rivelata una caserma per i popoli, soprattutto per le classi popolari, con i suoi reparti di assalto e le sentinelle a guardia dell'ordine liberal-liberista. Si è, infatti, scatenata, a reti europee unificate, la campagna di terrorismo volta a intimidire, ricattare e condizionare il processo democratico greco: il “NO” avvierebbe ad una fase di caos, instabilità politica, povertà e definitivo fallimento!

Il referendum rappresenta certo una lama a doppio taglio, una mossa ad altissimo rischio: la vittoria del “Sì” (dato in testa da sondaggi che servono puntualmente ad orientare il voto) spazzerebbe via ogni minimo argine sopravvissuto e nulla potrebbe più fermare il compiuto dispiegamento della “macelleria sociale” ai danni del popolo greco, prima, e poi a quelli di altri Paesi (l'Italia in prima fila).

Quale alternativa al referendum? Certo Tsipras avrebbe potuto rifiutare subito le misure proposte, tragico eufemismo quando di fatto si tratta di imposizioni ricattatorie, senza attendere il pericoloso ricorso a tale strumento. Ma c'è da valutare il rischio - concreto in un quadro di rapporti di forza europei totalmente a sfavore – di alimentare una ribellione interna, anche violenta, di quei settori sociali agiati e conniventi, già mobilitatisi nei giorni scorsi per opporsi al nascente “stalinismo”, e che avrebbero dalla loro la quasi totalità del sistema mediatico continentale, delle istituzioni europee e dei diversi governi. Una rivoluzione “colorata” contro un governo, subito definito autoritario e anti-democratico, sarebbe stata una possibile e nefasta via d'uscita.

La federazione bresciana del Partito Comunista d'Italia esprime il pieno appoggio al popolo greco chiamato ad una difficile prova nella lotta per la difesa dei propri diritti. Un'altra Europa è possibile solo se si spazza via questa Europa e se si concilia l'integrazione con il rispetto della dimensione nazionale della democrazia.

La Segreteria

PCdI – Federazione di Brescia

 

 

 

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