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MARCIA DEGLI SCALZI E BOMBARDAMENTO DELL'INDIGNAZIONE

Scritto da PCdI Federazione di Brescia.

La Federazione bresciana del PCd'I, in linea con le indicazioni sul fronte della lotta alla guerra e all'imperialismo del documento approvato in coda al Comitato centrale del 6 settembre scorso, fa proprie le considerazioni dei compagni della Casa rossa di Milano e del collettivo di redazione del sito SibiaLiria espresse pubblicamente in merito alla cosiddetta "Marcia degli scalzi". Interventi che qui riproponiamo.
 
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Sulla "marcia degli scalzi"
 
Tra i promotori della marcia appaiono – il che non guasta mai – nomi illustri, i quali, tra i meriti acquisiti, hanno quello di essere indubbiamente personaggi “umanitari”. Sono un po’ simili alle guerre che invocano…
 
Sulle guerre umanitarie come quella per il Kosovo, quella libica o quella siriana non hanno avuto dubbi, bisognava esserci.
 
Neppure oggi ne hanno, da Venezia infatti parte questa bella idea della marcia che, nel suo essere scalza, ammicca alla solidarietà propria di un certo francescanesimo.
 
Peccato che tutto questo umanitarismo faccia venire in mente il Kosovo e in genere “dittatori” che andrebbero immediatamente abbattuti. Non ha importanza cosa è accaduto in Iraq o in Libia dopo le guerre…
 
Le migrazioni sono davvero il frutto della rapina portata avanti dalle multinazionali e praticata anche attraverso i conflitti armati di cui sono stati promotori i paesi della NATO e dell’Unione Europea o no?
 
Noi siamo convinti che questa martellante campagna di spettacolarizzazione mediatica del dramma dei profughi sia la premessa per spingere la “Comunità internazionale”, di cui fanno parte la NATO, l’Unione Europea, così come le petromonarchie del Golfo, verso la legittimazione del conflitto, peraltro già in essere contro la Siria.
 
All’interno della campagna sta anche la “marcia degli scalzi”. Non è un caso che vessilli inequivocabili siano già apparsi nella fase della sua promozione: ci riferiamo alle bandiere del FSA che è il Free Syrian Army, o se si preferisce Esercito Libero Siriano. Non troverete invece normali bandiere siriane con due stelle verdi, quelle, per intenderci, del paese aggredito.
 
I compagni della Casa Rossa guardano con favore ad un processo costituente del Partito Comunista, che avrà successo se si sarà capaci di una lettura scientifica della realtà e coerenti con essa, mai in contraddizione con i fatti concreti, e lineari con le premesse su cui si basa l’adesione di tante compagne e compagni.
 
Speriamo vivamente che sia volontà comune non cedere e non retrocedere.
 
I compagni e gli amici della Casa Rossa
 
Marce a piedi scalzi che dimenticano i Signori della Guerra
 
Non sappiamo se addebitarla alla goebbelsiana capacità dei mass media mainstrem di travisare la realtà o alla dabbenaggine di tante “anime belle” della “Sinistra”. Di certo, c’è da riflettere sulla, prevedibilmente affollata, "Marcia delle donne e degli uomini scalzi” indetta, per l’11 settembre, anche da organizzazioni come CGIL e ARCI (che invocavano la No Fly Zone in Libia) o come  Amnesty International, (che troppo spesso, negli ultimi decenni ha dato retta, per le sue accuse, a fonti di parte favorendo così interventi militari). insomma, da organizzazioni che la guerra (e il conseguente fiume di profughi) l’hanno nei fatti, fomentata.
 
Preceduta da una martellante campagna mediatica  contro l’Ungheria e la Cecoslovacchia (che, almeno, la guerra contro la Libia e la Siria… non l’hanno fatta) basata, soprattutto,  su una inverosimile  fotografia  (che accomunava il trattamento da essi dato ai profughi come una nuova Shoah) la tragedia di innumerevoli profughi che dalla guerra si riversano in Europa è stata, finalmente, “spiegata” su tutti i media nientedimeno che dal generale – Martin Dempsey, Capo di stato maggiore delle Forze armate Usa. Che una soluzione per arginarla ce l’ha: invadere la Libia e la Siria per impedire l’attività dei  “trafficanti di esseri umani”. Insomma, altre guerre.
 
Di fronte a questo stravolgimento della realtà, sarebbe stato lecito aspettarsi un qualche ripensamento da parte dei tanti che avevano animato il Popolo della Pace e che, almeno dal 2011, sono andati in letargo. Così non è stato. Anzi, è stato fatto di peggio. Identificando come responsabili della tragedia dei profughi non già le guerre (e chi le ha volute) ma i vari Salvini e Orban, hanno indetto questa “marcia a piedi scalzi” che non solo, nel suo appello, non cita una sola volta la necessità di una mobilitazione contro la guerra ma che arriva a chiedere l’apertura di “corridoi umanitari”, già cavallo di battaglia di guerrafondai come Erdogan, Kerry, Hollande, Gentiloni e compagnia bella. Insomma, un lasciapassare per nuovi conflitti.
 
La "Marcia delle donne e degli uomini scalzi” come quella per “Je suis Charlie”? A quest’ultima parteciparono in prima persona quasi tutti i Signori della Guerra. Per quella del 11 settembre ci si dovrà accontentare, considerando l’annunciata partecipazione, per ora,  di campioni di pacifismo come Gad Lerner, Lucia Annunziata, Roberto Saviano… Ma temiamo che il peggio debba ancora arrivare.
 
La Redazione di Sibialiria