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NON RACCONTATECELA DI NUOVO "IN NOME DELL'UMANITA'"

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Parigi, ma potrebbe essere Beirut, Beslan o Kunming, come un aereo di turisti russi. Non è tempo di doppia morale. Perché questo terrorismo colpisce da anni non solo in Europa. Troppo comodo, a tratti meschino, di certo ipocrita, nonché segnale di poco rispetto per l'umanità, dirsi solo oggi "tutti francesi", quando non si è spesa una parola per gli oltre duecento russi morti nel recente attentato aereo (rivendicato dall'Isis), quando si è di fatto civettato con gli stessi terroristi lasciando la Siria sola nella lotta alla barbarie, quando di fronte all'orrore di Beslan (centinaia di morti, fra i quali 186 bambini, ed oltre 700 feriti) si leggevano sui giornali persino giustificazioni sull'azione dei terroristi di origine cecena, paragonati a "partigiani" in lotta per la libertà (e una simile lettura è proposta anche per gli attentati nello Xinjiang cinese).

Quello consumatosi a Parigi - a pochi giorni dal doppio attentato a Beirut dove in un quartiere sciita, roccaforte del partito Hezbollah e anti Isis, sono morte oltre 40 persone - ha i connotati di vero e proprio attacco militare, probabilmente opera di terroristi "globali", "professionisti", che hanno frequentato con viaggi di andata e ritorno - grazie anche all'occhio benevolo dei governi occidentali e complicità di servizi segreti - i campi jihadisti in Siria o in Libia. Gruppi armati, addestrati, senza scrupoli, ai quali si è troppo lisciato il pelo perché utili all'opera di disintegrazione di Stati scomodi in Medio Oriente, Libia prima e Siria ora.

Ora, proprio alla luce dell'orrore parigino, abbiamo un motivo in più per giudicare come catastrofiche l'aggressione Nato (che ha visto la Francia ricoprire un ruolo di primo piano) alla Libia e l'appoggio politico-militare alla ribellione islamista in Siria. Ora, ancora di più, va dato appoggio all'impegno anti-terrorista di Mosca e Damasco. Non c'è alternativa ad una soluzione politica condivisa che, senza escludere attori come l'Iran e la Cina, preservi l'integrità siriana e permetta di condurre una lotta credibile, senza doppi fini e pericolose connivenze con "terroristi moderati", contro l'Isis, in Iraq come in Siria.

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