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Il PCdI contro le basi Nato, verso le mobilitazioni unitarie del 12 marzo

Scritto da Segreteria nazionale PCdI.

la Segreteria nazionale PCdI

Le politiche imperialiste  degli USA e della NATO si spingono sempre più sui fronti di guerra. La guerra, per le potenze imperialiste, con gli USA alla testa,  è ancora una volta considerata  la risoluzione primaria sia delle proprie difficoltà economiche che delle contraddizioni geopolitiche. L’Italia, suddita silente della NATO, assume integralmente le spinte belliche imperialiste e si pone anch’essa, con moto automatico, sui fronti tragici del riarmo totale e della guerra.

La NATO, che avrebbe dovuto estinguersi dopo lo scioglimento del Patto di Varsavia, si è trasformata invece, attraverso il suo “Nuovo Concetto Strategico”, formulato e ratificato tra la prima guerra del Golfo del 1991 e il Consiglio Atlantico del 1999, in un nuovo soggetto bellico volto alla difesa dell’ordine imperialista mondiale.

 

La crisi economica del modello di sviluppo liberista e imperialista e la crescita, nel quadro mondiale, del ruolo economico e politico, dal carattere alternativo all’ordine imperialista, dei paesi del BRICS, hanno costituito un combinato disposto che ha spinto, innanzitutto gli USA , ad acutizzare la propria spinta alla guerra, sia come risposta alla propria crisi economica interna che come argine e monito al rafforzamento del ruolo internazionale degli stessi paesi del BRICS.

Da tutto ciò trae origine l’imponente  processo di riarmo imperialista: i dati forniti nel 2015 dal SIPRI ( l’ Istituto di Stoccolma che studia e tiene sotto controllo gli sviluppi militari mondiali) attestano che la spesa militare dei paesi della NATO nel 2015 è stata di circa 120 miliardi di dollari ( quasi il 60% della spesa militare mondiale); che la spesa militare degli USA in questo stesso anno è stata di oltre 900 miliardi di dollari, circa la metà di quella mondiale e che in Italia la spesa militare è stata di circa 30 miliardi di euro, circa 80 milioni di euro al giorno: una spesa militare, questa italiana, impressionante, una ricchezza immensa sottratta ai diritti e al welfare, un tributo di dolore sociale quotidiano  pagato dal popolo italiano alle spinte imperialiste belliche degli USA e della NATO.

Dalla Jugoslavia all’Afghanistan l’Italia è in guerra permanente da oltre vent’anni: in questa lunga fase temporale si è drammaticamente rafforzato il rapporto di subordinazione servile del nostro Paese agli USA e alla NATO; attraverso la violazione continua dell’articolo 11 della Costituzione si è accentuato il processo di costruzione di un nuovo ordine autoritario e liberista nel nostro Paese; le immense spese militari hanno contribuito notevolmente al manifestarsi di una miseria sociale di massa.

Di fronte “al salto di qualità” delle basi USA e NATO in Italia, sempre più dotate di ordigni nucleari; di fronte alla genuflessione del governo Renzi ai chiari, imminenti e ulteriori progetti bellici imperialisti; di fronte al pericolo incombente di un nuovo impegno militare italiano in Libia, è tempo che tutte le forze  comuniste, di sinistra, pacifiste, democratiche si uniscano nell’obiettivo, quanto mai urgente, di rimettere in campo, in questo Paese, un movimento di massa contro la guerra.

Per questi motivi, il PCdI aderisce alle manifestazioni della giornata unitaria e nazionale del 12 marzo attraverso sit in e manifestazioni davanti a tutte le basi Nato e si dispone convintamente a lavorare affinché, anche attraverso le stesse iniziative del 12 marzo, prenda corpo il più vasto, forte e unitario movimento di popolo contro la guerra.