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Parlamento Europeo - Conferenza stampa del KKE (Partito Comunista Ellenico) e della FIR (Federazione Internazionale dei resistenti)

Scritto da Giovanni Zorra.

Nel pomeriggio del 29 Febbraio, presso il parlamento europeo, si è tenuta una conferenza stampa organizzata dal partito comunista grego e dalla FIR, la federazione internazionale dei resistenti (a cui aderisce anche l'ANPI).
L'argomento era il punto delle cause e delle vertenze politiche in corso in merito alla questione dei danni di guerra richiesti da parte della Grecia alla Germania, prima nel dopoguerra e poi al momento della riunificazione tedesca.
Presenti erano i parlamentari europei del partito comunista greco nonché della federazione degli ex partigiani greci, che hanno fatto un excursus sulla situazione del paese. Particolare è il timore che la situazione mediorientale e l'inaffidabilità turca, porti la NATO a militarizzare l'Egeo (già sono state fatte delle esercitazioni congiunte con la marina greca). Un secondo elemento toccato è stato quello dell'emegenza migranti, in cui il kke ritiene che ci debba essere un maggiore interesse da parte dei partiti "rivoluzionari" in quanto trattasi di un'enorme massa di subproletari che potrebbe modificare le situazioni di equilibrio "borghese" in Europa.
Hanno continuato criticando fortemente il governo Tsipras, Syriza e il loro alleato ANEL, accusandoli di essersi sottomessi al sistema egemonico e capitalistico europeo. Per ciò che riguardava l'argomento della conferenza stampa, in una recente interpellanza parlamentare, il ministro dell'economia greco ha risposto che non è il momento storico adatto per lanciare accusa alla Germania e che tale campagna è, sì nel programma di Syriza, ma da affrontare in futuro.
Due numeri interessanti: il debito che spetterebbe alla Grecia, secondo le stime fatte dai tribunali internazonali dell'epoca, sarebbe di 162 miliardi di euro  (compresi i rimborsi ai privati), corretti al cambio e all'inflazione storica. Se poi si volesse calcolare un interesse del 3%, come di abitudine fanno in questi casi le corti internazionali, si arriverebbe alla fantasmagorica cifra di 1,5 trilioni, cioé un miliardo e mezzo di miliardi.
La Germania, con il beneplacito degli Stati Uniti, nel 1953 rimandò il pagamento dei danni di guerra al momento della riunificazione, che come ben sappiamo avvenne nel 1990. Il governo unificato tedesco non ha però mai accettato nessun tipo di richiesta di questo tipo derubricandole a provocazioni in quanto verso un paese amico.
Realisticamente questo tipo di rivendicazioni hanno ben poche possibilità di essere prese in considerazione dal punto di vista pratico, ma è ben chiaro l'intento politico: la Germania (anche attraverso l'Europa) non può ora porsi come ricattatrice di una serie di paesi verso i quali continua ad avere un così forte debito, sì economico, ma soprattutto storico e morale.
L'ANPI nazionale dovrebbe, anche in riferimento ai nuovi documenti desecretati provenienti dall'armadio della vergogna, prendere posizione a breve.

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