NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Referendum del 17 Aprile - I Comunisti votano SI

Scritto da Giorgio Busi - Associazione Ricostruire il Partito Comunista - Brescia.

Il 17 aprile saremo chiamati a votare per il referendum  riguardante le trivellazioni nel nostro mare,  per qualcuno può sembrare un piccolo referendum senza importanza, una scelta di poco conto per il nostro paese, ma non è così.
Innanzitutto un referendum non è mai una cosa di poco conto, per il motivo che viene chiesto a noi cittadini di esprimere una opinione relativamente alle scelte del governo, scelte che possono influenzare la vita di questo paese ma anche le nostre vite e quelle di chi ci stà intorno.

Saremo  dunque chiamati ad esprimerci su di un quesito relativo alle concessioni petrolifere in mare e alla possibilità di perforare i fondali mediterranei.

Scelta alquanto discutibile, una scelta che porta il paese indietro di trent'anni, una scelta legata a politiche energetiche di vecchio stampo che si sono dimostrate fallimentari e che non hanno portato alcun beneficio né economico né per la salute dei cittadini.

I danni a qui questo paese và incontro con nuove trivellazioni sono enormi, basti ricordare l'incidente della piattaforma BP avvenuto nel 2010, danni che ancora oggi si possono osservare non solo sulle specie che popolano il Golfo del Messico ma anche all'economia che gira intorno ad esse, basti pensare al calo della pesca dovuta alla moria di pesci avvenuta subito dopo l'incidente. Inoltre l'incidente è avvenuto nell'atlantico,

Cosa succederebbe se tale incidente avvenisse in un mare chiuso come il Mediterraneo? A quali danni andremmo incontro? Vale la pena rischiare per risparmiare qualche centesimo al distributore di benzina?

Il motivo per qui invitiamo a votare SI al referendum è molto semplice, riteniamo che oramai la scelta di affidarsi agli idrocarburi per alimentare la fame energetica di questo paese non sia più accettabile. Tali perforazioni inoltre non risolvono il nostro fabbisogno energetico , soddisferebbero solo lo 0,8% del bisogno petrolifero  ed il 3% del gas, fabbisogno soddisfabile tramite investimenti nel settore delle energie rinnovabili, un settore in continua crescita e sicuramente con un impatto ambientale molto minore.

Il 17 quindi saremo chiamati a decidere del futuro energetico di questa nazione  il nostro futuro e quello dei nostri figli. Vogliamo una Italia più pulita e meno dipendente dalle forniture energetiche degli altri paesi e con questo referendum dobbiamo dare una accelerata verso il futuro del nostro Paese.