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In Ucraina si scatena la guerra alla memoria dei combattenti contro il nazifascismo

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Dichiarazione del Partito Comunista di Ucraina
da www.solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

In occasione dell'anniversario della Liberazione del nostro paese, intendiamo richiamare l'attenzione dei nostri lettori, dei militanti antifascisti e delle loro organizzazioni, a cominciare dalla gloriosa ANPI alla vigilia del suo Congresso, sull'appello lanciato dal Partito Comunista di Ucraina in difesa della memoria antifascista, in un paese del continente europeo guidato oggi da una giunta nazionalista-oligarchica - arrivata al potere con un colpo di stato appoggiato da USA, UE e NATO e dal baccano dell'apparato mediatico dominante in Occidente -, i cui dirigenti non esitano ad ispirarsi alla peggiore eredità del collaborazionismo con gli aggressori hitleriani, offrendo spazio e copertura alle azioni criminali di bande nazi-fasciste che agiscono nell'impunità, scatenando la violenza più brutale non solo contro gli oppositori politici del regime, ma anche contro gli stessi simboli dell'eroismo antifascista.



Il Partito Comunista di Ucraina rileva che in un certo numero di località del nostro paese criminali nazionalisti radicali, incoraggiati dal regime nazionalista-oligarchico che è salito al potere dopo il colpo incostituzionale del febbraio 2014, è stata scatenata una guerra contro i monumenti ai soldati sovietici, i partigiani e i combattenti nella clandestinità uccisi durante la Seconda Guerra Mondiale. Ciò è in contrasto con le risoluzioni delle Nazioni Unite che condannano la profanazione dei monumenti ai combattenti contro il fascismo, è in contrasto con la Convenzione per la salvaguardia del patrimonio architettonico d'Europa, firmata dalla maggior parte dei paesi europei, ignora il giudizio prevalente dell'opinione pubblica, le opinioni dei cittadini.


Quasi 450 memoriali sono stati oltraggiati negli ultimi anni. I casi più eclatanti: l'incisione della svastica sul monumento all'Esercito Sovietico a Chervonohrad (regione di Lviv), la profanazione di un Memoriale a un assassinato dai nazisti a Baby Yar, la distruzione della targa commemorativa all'Eroe dell'Unione Sovietica, il pilota Fyor Dudnik, nella regione di Sumy, la distruzione del monumento a trentadue soldati liberatori a Hlynyani nel distretto Zolochiv (regione di Lviv), la ripetuta profanazione del Memoriale delle Vittime dell'Olocausto a Novomoskovsk (regione di Dnepropetrovsk), la distruzione del monumento ai Soldati nella città di Sukhoi Liman (regione di Odessa) e della targa commemorativa all'Eroe dell'Unione Sovietica Vasilevsky Peter a Kharkiv. Il Vialetto degli Eroi a Chernihiv resta distrutto a metà dai vandali. Il Monumento agli Eroi dell'Unione Sovietica nella strada Chopin a Lutsk è tuttora devastato. Il luogo di sepoltura degli Eroi dell'Unione Sovietica a Nikolayev è stato sommerso da olio combustibile. Le tombe dei soldati sovietici sono profanate nel cimitero Smolyansky a Zhitomir. E molti, molti altri simili c

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