NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Comunicato del Comitato Centrale del Pci

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Il Comitato Centrale del Partito Comunista Italiano, riunitosi il 26 novembre 2017, approva la relazione del segretario nazionale Mauro Alboresi e, in vista delle imminenti elezioni politiche, dà mandato al gruppo dirigente di continuare a verificare la possibilità di costruzione di una lista elettorale articolata e unitaria, comunista, anticapitalista, di sinistra alternativa. Una lista aperta a tutti coloro che non intendano affidare la necessaria discontinuità con le politiche neoliberiste e antipopolari condotte in questi anni dal centrodestra e dal centrosinistra a quanti (ovunque collocati) si sono resi responsabili di tali sciagurate scelte.

Per questo abbiamo convintamente partecipato alla manifestazione dell’11 novembre scorso, indetta dalla piattaforma Eurostop contro questa Europa e questo governo: denunciando in piazza l’approfondimento delle disuguaglianze, l’impoverimento del Paese, la svendita del suo patrimonio produttivo, il logoramento del tessuto democratico e il ritorno delle destre più retrive. Una realtà drammatica che ha allontanato dal voto e dalla stessa sinistra una consistente parte di popolo.

Nel perseguimento di tali intenti, il Pci ha criticato a fondo il tentativo di aggregazione avviatosi al Brancaccio sia per il metodo non inclusivo evidenziatosi sin dalla prima riunione, sia perché esso conteneva una grave ambiguità politica per quel che concerne gli obiettivi generali e la natura della lista elettorale cui si intendeva dare luogo: ambiguità che - una volta palesatosi il patto politico già stretto tra Mdp, Sinistra Italiana e Possibile - ha fatto deflagrare ogni ambizione di tenuta democratica del percorso, costringendo addirittura i due garanti a disdire l'assemblea del 18 novembre già convocata.

Parimenti, esprimiamo un giudizio positivo sulla convocazione dell’assemblea romana da parte del collettivo Je so’ pazz e sul suo esito, caratterizzato da due elementi promettenti: la grande partecipazione, che ha trasformato una sollecitazione fatta in emergenza in un evento politico che ha sommato le diverse provenienze (sociali, sindacali, partitiche) della sinistra alternativa; la chiarezza politica, emersa in tutti gli interventi, tesa a configurare una strada alla sinistra del Pd che sia alternativa e incompatibile con la lista di D’Alema e Bersani.

Il Pci è stato presente alla suddetta iniziativa ed è intervenuto nel dibattito interloquendo con i promotori e le realtà presenti: un dibattito che, valorizzando le vertenze locali e la loro presa di parola dal basso, si è altresì svolto senza che queste ultime assumessero la forma dell’invettiva antipartito ed anzi all’insegna del reciproco rispetto. In ogni caso, la posizione del Pci in merito alla scadenza elettorale era già stata ufficializzata da una tempestiva dichiarazione del Segretario nazionale, pubblicata e diffusa in rete dal giorno precedente l’iniziativa stessa.

Ora si tratta di valutare il seguito del percorso. La prospettiva aperta dall’assemblea romana merita di essere seguita con attenzione. Sin qui è chiaro l’orientamento politico generale, che traccia un opportuno spartiacque nei confronti di soluzioni e alleanze alla sinistra del Pd improponibili e - come gli anni recenti insegnano – fallimentari. Ma è ancora tutta da decidere la concretizzazione di tale orientamento generale: programmi, candidature, simbologie ecc. Il Cc impegna quindi il gruppo dirigente del partito a verificare la praticabilità delle convergenze implicate nel suddetto percorso, garantendo ovviamente il rispetto delle istanze di ciascun componente e, nella fattispecie, di quelle dei comunisti.

In ogni caso il Pci non si farà trovare impreparato di fronte alla scadenza elettorale. Ciò significa che il Comitato Centrale decide di promuovere la raccolta delle firme per essere comunque preparato a partecipare alle prossime elezioni politiche.