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Ex Ilva, operai annunciano sciopero: contestati criteri assunzioni

Scritto da Giorgio Langella (PCI - fed.reg. del Veneto).

Sono i lavoratori aderenti all’Usb (Unione sindacale di base) dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal di Taranto


I lavoratori aderenti all’Usb (Unione sindacale di base) dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal Italia (ex Ilva) di Taranto, sciopereranno per 32 ore, dalle 23 del 17 dicembre alle 7 del 19 dicembre, in quanto sostengono che l’azienda non abbia rispettato l’accordo sindacale del 6 settembre scorso, e i criteri stabiliti per assunzioni ed esuberi. Il 18 dicembre, invece, è previsto un presidio davanti alla sede del ministero dello Sviluppo economico (Mise).

Secondo il sindacato di base ci sarebbero state anche «operazioni di taglio ingiustificato del personale, con allontanamento di operai scomodi - e di ciò che diciamo abbiamo le prove - con sovraccarichi di lavoro per coloro che rimangono». «Per noi - attacca il coordinatore provinciale dell’Usb, Francesco Rizzo - è abbastanza chiaro che c'è stata la manina di alcuni capi che, in alcune zone dello stabilimento, hanno fatto un avere propria selezione in base alle proprie simpatie».

L’Unione sindacale di base denuncia inoltre «la sostituzione dei lavoratori Ilva su alcune attività che sono state affidate integralmente a terzi, come pulizia civili, attività di manutenzioni officine, attività afferenti Area 12». «Tutto ciò - osserva Rizzo - è una palese violazione dell’accordo sottoscritto in sede ministeriale. Nonostante sia stata fatta presente tutta questa situazione ad ArcelorMittal, non si è ricevuta alcuna risposta. E’ come se fossero spariti, ma Taranto non è terra di conquista». L’Usb ha proclamato anche uno sciopero nelle giornate del 24 e del 31 dicembre di «tutto il personale Acciaieria (ESE e MAN acciaierie 1 e 2, CCO 1-2-3-4-5, COB, GRF, IRF, MOF e servizi) per i gravi problemi - viene spiegato - legati alla sicurezza e ai sovraccarichi psico-fisici sui lavoratori».
 

 
Finalmente i lavoratori e un sindacato si ribellano alla protervia e all'arroganza padronale. Lorpadroni, ma è risaputo, raramente si attengono agli accordi sottoscritti, vogliono, pretendono, sempre di più. Se sono, poi, multinazionali straniere l'arroganza raggiunge vette estreme. L'accordo Ilva, ritenuto "buono" e "applaudito" un po' da tutti si rivela per quello che in pochi avevamo previsto ... null'altro che carta straccia. L'aver accettato supinamente di cedere una industria strategica a un gruppo privato, invece di attuare la Costituzione ed espropriare l'Ilva si rivela una scelta non solo cattiva ma sostanzialmente sbagliata. I lavoratori e USB scendono in lotta.
Lo sciopero proclamato nelle giornate del 24 e del 31 dicembre per "i gravi problemi legati alla sicurezza e ai sovraccarichi psico-fisici sui lavoratori" è, poi, molto significativo e estremamente importante anche considerando l'enorme aumento dei morti nei luoghi di lavoro di quest'anno. Da inizio anno, infatti, i morti nei luoghi di lavoro (esclusi quelli in tinere) sono 687, 53 in più rispetto a quelli di tutto il 2017.
Non possiamo che appoggiare la lotta dei lavoratori dell'Ilva e di USB, convintamente e "senza se e senza ma". Ma dobbiamo anche chiedere agli altri sindacati di muoversi e contribuire attivamente alla lotta che inizia con l'azione proclamata ma che non può esaurirsi terminate le 32 ore di sciopero.


Giorgio Langella (PCI - fed.reg. del Veneto)

 
 

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