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COVID-19, DAL TRAMONTO ALL'ALBA

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Riprendiamo, dal sito egalite.org, un'articolo sulle diverse strategie implementate nella risposta alla pandemia di Sars-2 e le diverse concezioni dei rapporti internazionali a firma di Dario Dongo (avvocato, Presidente Associazione Egalitè) e Maurizio Biena, della Segreteria PCI di Brescia.

COVID 19. DAL TRAMONTO ALL'ALBA

Dal tramonto all’alba, Ovest ed Est, Covid-19. Paesi guidati da paradigmi socio-economici diversi affrontano un identico problema.

1) Immagini

Le immagini delle ultime settimane segnano il tramonto, a Occidente. File di autocarri militari carichi di bare a Bergamo, ospedali al collasso lì come a Brescia e Milano, eroi della sanità al fronte senza scudi, anziani uccisi al Pio Albergo Trivulzio di Milano e in altre case di cura.

Vi sono poi le fosse comuni nell’isola artificiale di Hart Island (New York, USA) e i piazzali di Las Vegas (Nevada, USA) coi senzatetto inquadrati tra le strisce dei parcheggi.

Alle carenze strutturali di un fragile modello capitalista, incapace di prevedere il ‘cigno grigio’ Covid, si aggiunge la disattenzione agli avvertimenti diramati da Cina e OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità, o WHO) a partire dal 31.12.19.

2) Alba cinese

Wuhan, capitale della Provincia di Hubei (Cina), segnala a WHO il primo focolaio di SARS-CoV-2. In relazione a un’epidemia virale emersa probabilmente il 17.11.19, individuata tra metà dicembre e i primi giorni di gennaio 2020. (1)

Il governo cinese – dopo una prima serie di misure parziali di contenimento (es. chiusura mercato del pesce, distanziamento sociale) – istituisce la zona-rossa a Wuhan (11 milioni di abitanti, 1 milione in più dell’intera Lombardia), il 23.1.20. La misura viene poi estesa all’intera Provincia dell’Hubei (circa 60 milioni di abitanti, poco meno dell’Italia). Il 29.1.20, lo stato di emergenza di livello 1 (massima allerta) è esteso a 31 Province e 44 Prefetture del Paese.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 30.1.20, conferma di essere stata coinvolta con prontezza e si congratula con la Cina per l’efficienza dimostrata. (2) L’eventuale intempestività nella divulgazione delle notizie al grande pubblico si spiega del resto con esigenze tecniche (identificare un nuovo ceppo virale) e di salute pubblica (attuare un piano efficace, prevenire reazioni inconsulte dei cittadini).

Efficienza e solidarietà

Le strategie di contrasto messe in atto in Cina si distinguono per un approccio ‘contenitivo’ e cooperativo. Isolamento a casa della popolazione, sostegno e assistenza a domicilio. (3) In poche settimane 16 ospedali dedicati, ex novo e su strutture esistenti, in modo da isolare i contagiati, nonché proteggere i degenti e non congestionare le strutture sanitarie della zona. (4) Si ricorderanno l’ospedale da 10 mila posti costruito in due settimane e i 1700 medici e infermieri accorsi dalle altre Province. (5)

La metropoli di Wuhan paga un tributo altissimo in termini di vite umane. E tuttavia raggiunge il risultato ‘zero contagi’ in 76 giorni di lockdown totale. Il 9.4.20 riaprono le porte delle case e le attività, sotto vigile sorveglianza sanitaria. (6)

L’intero Paese ha applicato subito misure di distanziamento sociale (sospensione delle feste del Capodanno lunare cinese e altre manifestazioni di massa) e test a campione sulla popolazione. Ciò ha permesso di localizzare con celerità altri piccoli focolai al di fuori della Provincia di Hubei e arrestarne subito la diffusione. I casi di infezione da Covid-19 in Cina attualmente variano dai 114/100.000 abitanti in Hubei a 1,5/100.000 nelle provincie confinanti, fino a 0,5/100.000 in quelle più lontane. (7)

continua al link https://www.egalite.org/covid-19-dal-tramonto-allalba/

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