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OBAMA "SFONDA"... IL BUDGET PER LA GUERRA ("DIFESA"). PECHINO PRIORITA' ASSOLUTA

Scritto da Diego Angelo Bertozzi.

Il Nobel per la pace Barack Obama chiede al Congresso l'approvazione del nuovo bilancio militare: 534 miliardi dollari ai quali vanno aggiunti altri 51 miliardi per fronteggiare gli impegni militari in Siria e Iraq. Si tratta di una richiesta di sfondamento ai tetti di spesa - comunemente denominati "sequestration" - di circa 38 miliardi. Il concetto è chiaro: "cancellare l'idea che la fine delle guerre in Iraq e in Afghanistan porterà automaticamente a budget del Pentagono più piccoli". Nel bilancio è prevista una spesa di 1,3 miliardi di dollari per addestrare i ribelli "moderati" siriani (soldi che probabilmente finiranno ancora nelle mani delle milizie fondamentaliste islamiche, come ammoniva G. Gaiani sul bolscevico Sole24Ore il 23 gennaio scorso) nella lotta contro l'Isis (leggasi "contro il governo siriano").


La priorità militare "assoluta" - definizione del segretario di Stato John Kerry - per gli Stati Uniti resta il "Pivot to Asia", ovvero la politica di containment nei confronti della crescita cinese: sviluppo di un nuovo aereo da combattimento a lungo raggio e ulteriori finanziamenti per la flotta di aerei anti-sottomarino P-8. Una priorità militare "assoluta" di fronte alla quale le "minacce" rappresentate da Putin in Europa e dall'Isis in Medio Oriente, sono classificate come "problemi a breve termine".Scrivere qui la nuova nota.Il Nobel per la pace Barack Obama chiede al Congresso l'approvazione del nuovo bilancio militare: 534 miliardi dollari ai quali vanno aggiunti altri 51 miliardi per fronteggiare gli impegni militari in Siria e Iraq. Si tratta di una richiesta di sfondamento ai tetti di spesa - comunemente denominati "sequestration" - di circa 38 miliardi. Il concetto è chiaro: "cancellare l'idea che la fine delle guerre in Iraq e in Afghanistan porterà automaticamente a budget del Pentagono più piccoli". Nel bilancio è prevista una spesa di 1,3 miliardi di dollari per addestrare i ribelli "moderati" siriani (soldi che probabilmente finiranno ancora nelle mani delle milizie fondamentaliste islamiche, come ammoniva G. Gaiani sul bolscevico Sole24Ore il 23 gennaio scorso) nella lotta contro l'Isis (leggasi "contro il governo siriano").

La priorità militare "assoluta" - definizione del segretario di Stato John Kerry - per gli Stati Uniti resta il "Pivot to Asia", ovvero la politica di containment nei confronti della crescita cinese: sviluppo di un nuovo aereo da combattimento a lungo raggio e ulteriori finanziamenti per la flotta di aerei anti-sottomarino P-8. Una priorità militare "assoluta" di fronte alla quale le "minacce" rappresentate da Putin in Europa e dall'Isis in Medio Oriente, sono classificate come "problemi a breve termine".Scrivere qui la nuova nota.

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