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QUESTO GOVERNO E QUESTA CLASSE DIRIGENTE NON CI DANNO LE NECESSARIE GARANZIE DI ANTIFASCISMO

Scritto da Segreteria Provinciale PCdI Brescia.

1.  Nel novembre scorso, in sede ONU, l' Italia si è astenuta in occasione del voto sulla risoluzione dell'Assemblea generale che condannava la glorificazione di nazismo e fascismo

2.  A marzo, su indicazione della Presidenza del Consiglio, viene attribuita una onorificenza alla memoria di Paride Mori ex-repubblichino e ex-SS. L'onorificenza viene consegnata a Reggio Emilia, città medaglia d'oro alla Resistenza, dal ministro Del Rio

3. In questo mese il governo ucraino, governo in cui si annoverano numerosi ministri di dichiarata fede nazista, dopo aver riabilitato il proprio passato a fianco di Hitler e messo fuori legge il Partito Comunista, perseguitandone diversi esponenti, ha fatto approvare una legge che pone sullo stesso piano nazismo e comunismo.  Non una parola di biasimo o di preoccupazione si è levata dalle aule del Parlamento Italiano.

4.  Dopo la condanna dell'Italia da parte dell'Alta Corte Europea per la Giustizia per i fatti legati alle torture di Genova 2001 nella caserma Diaz, il Governo Italiano non ritiene di rimuovere il principale responsabile operativo di quei fatti, l'allora capo di polizia Giovanni De Gennaro, che su quelle torture ha costruito una carriera di prefetto, poi nei servizi segreti fino ad arrivare alla guida di Finmeccanica, la più grande azienda pubblica del nostro paese.

5. Le riforme costituzionali e le ipotesi di legge elettorale ci portano fuori dal tracciato della democrazia resistenziale. Il parlamento, che nei decenni scorsi ha visto l'ingresso di rappresentati della classe lavoratrice, ritornerà presto ad essere una Camera di notabili; e la stessa attività politica – dopo decenni di campagne contro ogni tipo di finanziamento pubblico -  diventerà prerogativa di chi ha il sostegno dei grandi gruppi economici di questo Paese. Sì, il nostro Parlamento si trasformerà presto in un bivacco per i manipoli di quest'ultimi!

 

Il 25 aprile, data fondamentale per la costruzione dell'Italia democratica e che molti vorrebbero ridotta a generica glorificazione della libertà contro ogni totalitarismo, torna ad essere giornata di lotta: il mostro nazifascita è risorto alle porte dell'Europa e torna ad essere utile strumento per i piani di guerra e di sovversione.

Oggi, come settant'anni fa, siamo chiamati a resistere: per la democrazia e la pace minacciate!