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NEWS

Francia: La CGT verso uno sciopero generale della funzione pubblica

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Il sindacato francese della funzione pubblica (Fédération CGT des Services publics) chiama ad uno sciopero generale del settore per tutto il mese di Dicembre contro le politiche del governo Macron. Di seguito il comunicato del Segretario Generale (https://www.cgtservicespublics.fr/les-luttes/actualites-des-luttes-2018/preavis-de-greve-2018/article/preavis-de-greve-preavis-de-greve-de-0-h-a-24-h-pour-les-journees-des-9-10-11) nella traduzione della nostra redazione.

 

Avviso di sciopero dalle 00:00 alle 24:00 dal 9 al 31 dicembre 2018

 

Onorevoli Ministri,

 

La situazione attuale dimostra il profondo rifiuto della politica regressiva del vostro governo.

 

In questo contesto, e nella mobilitazione avviata dalla CGT per fare di dicembre un mese di lotta, la Federazione CGT della funzione pubblica ritiene necessario agire.

 

Per troppi anni abbiamo denunciato le conseguenze delle politiche dei governi succedutisi.

 

Le riforma avviata dalla legge del 16 dicembre 2010 e le leggi HPST e MAPTAM OuR del 2012, 2014 e 2016 hanno costantemente distrutto i servizi pubblici locali: nelle nostre comunità, negli ospedali, nei servizi statali ...

 

Allo stesso tempo, i servizi pubblici: trasporti pubblici, acqua, alloggi, servizi sanitari, assistenza personale, assistenza ai minori, servizi culturali, sport, pulizia, ecc. sono stati distrutti o privatizzati. Stanno scomparendo a detrimento di gran parte della popolazione che vive alla periferia di grandi centri urbani e nelle aree rurali.

 

I salari sono stati congelati troppo a lungo e la creazione di ricchezza è riservata ai "primi della cordata".

 

Le condizioni di lavoro e di vita continuano a deteriorarsi.

 

I progetti governativi sul servizio pubblico e il nostro sistema pensionistico stanno portando a drammatiche battute d'arresto. Rifiutiamo a titolo definitivo gli annunci del Presidente della Repubblica che mirano a rafforzare il potere di gestione degli eletti sul personale pubblico e rompere l'unità della Funzione Pubblica.

 

Anche per tutti questi motivi, rivendichiamo:

 

- Il disgelo immediato del punto indice della Funzione Pubblica e l'aumento dei salari pubblici e privati ​​sulla base minima di € 1.800, lo stesso per pensioni e minimi sociali;

- Ripristino della tassa sul patrimonio;

- una moratoria sull'aumento delle tasse;

- Fermare i tagli di posti di lavoro e le chiusure di servizi pubblici, la riapertura dei servizi pubblici e sociali locali per soddisfare i bisogni della popolazione in un'organizzazione di territori equilibrata e rispettosa dell'ambiente, che includa lo sviluppo del trasporto ferroviario;

- Il massiccio reclutamento di posti statali e l'apertura dei servizi necessari, in contrasto con le regressioni contenute nel Piano d'azione pubblico 2022;

- Fermare qualsiasi aumento dell'orario di lavoro e ridurre il tempo di lavoro a 32 ore;

- Salvaguardare e sviluppare il nostro sistema di protezione sociale e il nostro sistema pensionistico, a differenza del sistema voluto dal governo;

- Uno sviluppo equilibrato del territorio che passi attraverso la lotta alla concentrazione di attività nelle metropoli, veri "territori aziendali" al solo servizio dei grandi gruppi e dei loro azionisti, mantenendo i dipartimenti e le competenze e l’intervento finanziario dello Stato al livello dei bisogni.

 

Per consentire ai dipendenti di esprimere le loro richieste, la Federazione dei Servizi Pubblici CGT presenta avvisi di sciopero dalle 0:00 alle 24:00 per i giorni 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30 e 31 dicembre 2018 per tutti i dipendenti del servizio pubblico territoriale e dipendenti del settore privato del nostro settore federale (aziende idriche e fognarie, settore privato dell'abitazione sociale).

 

La nostra organizzazione rimane disponibile per tutti i negoziati sulle richieste del personale, sia a livello nazionale che locale.

 

Vi mandiamo, onorevoli Ministri, i nostri saluti sinceri.

Per la Federazione CGT dei servizi pubblici,

Baptiste TALBOT

Segretario Generale

 

 
 
 
 

Intervista a Francesco Maringiò al XX incontro internazionale dei Partiti Comunisti

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

da amna.gr

Pubblichiamo, nella traduzione di MARX21.it un'intervista che Francesco Maringiò ha rilasciato in occasione del XX incontro internazionale dei Partiti Comunisti


A più di 100 anni della rivoluzione di ottobre ci sono persone che ritengono il comunismo una cosa del passato. Lei è d'accordo? Cosa significa essere comunista nel 21° secolo?

Chi considera il comunismo una cosa del passato commette due errori principali. Il primo è quello di aver creduto alla campagna mediatica occidentale che ha cercato di far passare l’idea che la fine dell’esperienza sovietica coincidesse con la fine del comunismo nel mondo.

FMI - WB - OMC – Le spaventose minacce sulla de-globalizzazione e la guerra dei dazi - Il ritorno delle nazioni sovrane.

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Pubblichiamo, come contributo alla discussione sulla “questione nazionale”, un intervento di Peter Koenig*, pubblicato dal sito www.globalresearch.ca nella traduzione della nostra redazione.

 

I rappresentanti chiave dei tre principali criminali della finanza e del commercio internazionale, l'FMI, la Banca mondiale (WB) e l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), si sono incontrati nella lussureggiante isola di Bali, Indonesia, e hanno avvertito il mondo delle terribili conseguenze in termini di riduzione degli investimenti internazionali e do declino della crescita economica a seguito delle guerre commerciali in continua espansione avviate e istigate dall'Amministrazione Trump. Hanno criticato il protezionismo che potrebbe attirare i paesi verso il declino della prosperità. Il FMI taglia le sue previsioni di crescita economica globale per l'anno in corso e per il 2019.

Questo è puro allarmismo basato sul nulla. In effetti, la crescita economica del passato che si sostiene sia dovuta ad un aumento degli scambi e degli investimenti ha servito una piccola minoranza e ha spinto un crescente cuneo tra ricchi e poveri dei paesi sia in via di sviluppo che industrializzati. È interessante come nessuno parli mai della distribuzione interna della crescita del PIL della quale si vantano questi gestori e strumenti dell’imperialismo; nessuno sembra mai mettere in discussione il modo in cui vengono calcolati questi tassi di crescita.

Il conflitto tra capitale e lavoro è una vera e propria guerra

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

 
 
Nel conflitto tra capitale e lavoro, vera e propria guerra in atto nei luoghi di lavoro, chi vive del proprio lavoro continua a morire.

Le cause sono evidenti:
- mancanza di sicurezza,
- ritmi di lavoro sempre più alienanti,
- retribuzioni insufficienti a condurre una vita decente,
- cancellazione di diritti,
- crescente precarietà,
- competizione e divisione tra i lavoratori,
...
in poche parole, brutale sfruttamento che lavoratrici e lavoratori devono subire per sopravvivere.

Tutto in nome "dell'impresa" e "del profitto".

Nella guerra in atto non esiste alcuna "pace", nessuna "tregua".

IL BILANCIO INVATEC/MEDTRONIC E LA MERITOCRAZIA

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

 

20.249.000 euro, su un fatturato di oltre 70 milioni.

Questo, secondo quanto riportato dal rapporto Brescia 1000 imprese a cura di Bresciaoggi, l'utile relativo all'esercizio 2017 di Invatec S.p.a. Queste dunque le performance finanziarie alla vigilia della decisione della multinazionale controllante Medtronic, primo player mondiale nel settore dei medical device, di cessare le attività in tutti e due gli stabilimenti bresciani rimasti attivi del gruppo e delocalizzare la produzione in Messico e Irlanda. Perché in fondo, in un'economia liberale, non conta quanto tu sia bravo a fare qualcosa, ma se esiste qualcuno disposto a farlo a meno.

È questa meritocrazia? Forse sì, ma finché si confrontano aree economiche omogenee. quando si iniziano a confrontare le mele con le pere, l'Italia con il Messico o l'Irlanda (che, ricordiamo, è stata soggetta a più di una procedura infrazione per la prassi di "aggiustare" le aliquote fiscali alle multinazionali) ecco che la retorica liberale della meritocrazia perde tutto il suo potere immaginifico e si svela per ciò che é, ovvero la retorica dell'ipocrisia, del sottosviluppo, della povertà e della regressione. La stessa retorica che suona il requiem delle democrazie occidentali, ormai del tutto prone e succubi agli interessi finanziari internazionali dietro una patina sempre più sottile di legittimità costituzionale.

COMMISSIONE LAVORO PCI BRESCIA

 
 

PRESIDIO CONTRO LE MORTI SUL LAVORO - SABATO 3 NOVEMBRE A BRESCIA

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Dall'inizio del 2018 sono già circa 600 i morti sul posto di lavoro, dato che raddoppia se si considerano anche quelli in itinere. Una strage quotidiana, uno stillicidio di vite per lo più ignorato dai media e dai politici.

Sabato 3 Novembre, in Largo Formentone a Brescia, contro questa barbarie il PCI organizza un presidio durante il quale verrà data lettura del "Diario delle morti bianche" estratto dai dati dell'Osservatorio Indipendente dei morti sul lavoro di Bologna.

I lavoratori e le forze politiche e sindacali sono invitate a partecipare e ad intervenire.

 

Tre morti al giorno su lavoro. Anmil, dimezzare le vittime

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Da Ansa.it con commento di G. Langella (Dip. Lavoro PCI)

Tre morti al giorno su lavoro. Anmil, dimezzare le vittime

Mattarella, dramma ferisce la società. Di Maio, ora più ispettori

Tre morti al giorno sul lavoro dall'inizio dell'anno. Una strage quotidiana e inaccettabile in un Paese civile: nella 68/ma Giornata nazionale per le vittime di incidenti sul lavoro e di malattie professionali, promossa dall'Anmil, arriva il nuovo richiamo a fare di più sulla salute e la sicurezza del lavoro e sulla prevenzione degli infortuni. Con una "sfida", lanciata dallo stesso presidente dell'Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, Franco Bettoni: "Dimezzare le vittime" nei prossimi cinque anni.

"Il dramma delle vittime degli incidenti sul lavoro ancora oggi ferisce la nostra società. Garantire a tutti la possibilità di lavorare in un ambiente sicuro è scelta di civiltà", afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio per la celebrazione annuale. Va perseguita prima di tutto "la cultura" della sicurezza, sostiene il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che assicura l'impegno a potenziare prevenzione e controlli, anche facendo entrare in campo nuovi ispettori con "un rafforzamento del personale" dell'Ispettorato nazionale del lavoro già previsto in legge di bilancio.