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NEWS

VERITA' E PROPAGANDA

Scritto da Segreteria PCI - BS. Postato in NEWS

L'aforisma più famoso tra quelli attribuiti a Goebbels, ministro della propaganda del III Reich, recita: ripeti una bugia una, cento, mille volte e diventerà la verità. Alla celeberrima citazione, divenuta mantra nell'era dell'informazione di massa, si dimentica di aggiungere che non ha portato un granché bene né all'autore né al popolo che rappresentava né, tantomeno, alla collettività mondiale sconvolta da una guerra che provocò sessanta milioni di morti.

Il collegamento tra i due fatti, la citazione e le conseguenze di quel regime basato sulla menzogna, non appare certo forzoso a chiunque abbia letto qualcosa di quel pezzo di storia e non è di secondaria importanza considerare l'insegnamento che ne deriva.

Eppure notiamo che la tentazione di costruire verità su notizie false o inventate non cessa mai di manifestarsi e negli ambiti più insospettabili e protetti.

Ci sia consentito dire che la questione delle Foibe, Istria anni 1944-45, appartiene a questo filone.

Certo l'episodio è allettante perchè si basa sulla irraggiungibilità di quei luoghi impervi (le grotte carsiche), fatto che rende possibile, nell'impossibilità dell'accertamento, qualunque speculazione al rialzo sul numero di morti. A Basovizza, nella foiba più famosa, non ci sarebbe neanche un italiano, solo nazisti uccisi in combattimento, ma c'è il monumento a ricordo delle vittime italiane. La cifra più alta citata dagli storici per tutte le foibe è di 1500 vittime senza peraltro poterne individuare la provenienza né, quindi, i carnefici, ma la politica rimbalza cifre dalle 10.000 al milione ad opera dei comunisti, ovviamente.

Nel contempo, in assenza di fatti certi, ci si deve basare sulle memorie, memorie che scopriamo essere strabiche visto che nessuno ricorda, o vuol ricordare, quel che successe da quelle parti per tutti i trent'anni precedenti, e, soprattutto, ad opera di chi.

E' così che, passo passo, arriviamo all'odierno panorama antropologico italico costituito da santi, navigatori, poeti e... vittime. Perché pare che lo status di vittima non possa negarsi a nessuno in una sorta di 'tana liberatutti', in primis a coloro che ferocissimi partirono sui carri armati per spaccare le reni al mondo e che, dopo che gli fu dato quel che cercavano e meritavano, frignano da decenni per la cattiverie della storia in cerca di una rivincita a tavolino. E, tragicamente, questo ottengono nella politica che, come si dice, è luogo di compromessi e mediazioni. Si media sulla verità per non far torto a nessuno, per un pugno di voti, per far contenti i potenti che certe storie di popolo non le hanno mai mandate giù. Si allunga così la lista di autorità che profondono parole di peloso buonsenso tipo 'le vittime son tutte uguali' ed è una ferita nel cuore del significato di democrazia quale deriva dalla nostra Costituzione. Nel Paese nostro dove la Shoà è responsabilità delle Leggi Razziali ma nessuno, pare, è responsabile di averle emanate, grava ormai un forte tanfo di chiuso e, come in certe cantine, cresce sui muri la muffa delle destre estreme non a caso protagoniste indiscusse delle giornate della memoria. Vietato stupirsi.

Ma, del resto, tutti sanno, tutti scrivono, tutti dibattono che dall'altra parte del Mondo, Maduro è un dittatore. Che sia stato eletto a schiacciante maggioranza nove mesi fa in elezioni fornite di doppio conteggio, elettronico (impronte digitali) e cartaceo ( voto espresso per iscritto), senza che duecento osservatori internazionali abbiano sollevato alcuna eccezione di regolarità, questo non viene ritenuto di alcuna importanza. Invece, la verità, qualche importanza ce l'ha, ce lo ha insegnato Goebbels.

 

Lamberto Lombardi - Segretario Provinciale PCI-BS

 
 
 

Sul cosiddetto Global Compact: "Espulsioni regolate e ordinate".

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in EVENTI

Sul cosiddetto Global Compact: "Espulsioni regolate e ordinate".
di María Alejandra Díaz - Costituente venezuelana

 http://cntpaldia.org/sobre-el-denominado-pacto-mundial-de-migracion-expulsion-regulada-y-ordenadahttp://cntpaldia.org/sobre-el-denominado-pacto-mundial-de-migracion-expulsion-regulada-y-ordenada

Non sono migrazioni, sono espulsioni. I capitalisti globalisti progettano metodi per espellere persone, aziende e popoli dalle loro terre e dall'ordine socioeconomico, originando nuovi fenomeni.
L'élite ONU approva i trattati di portata transnazionale; l'ultimo, il Global Compact per una migrazione sicura regolare e ordinata, traccia il percorso di esecuzione dell' Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile del saccheggio e appropriazione delle risorse naturali di paesi che saranno cancellati dalla mappa della terra.
Queste politiche comportano tre tipi di espulsione: lo sfratto dalle case a causa del mancato pagamento dei mutui; dislocamento forzato a causa di guerre, malattie e carestie o per l'acquisizione di grandi appezzamenti di terreno attraverso la manipolazione finanziaria del debito o a causa di disastri naturali. Il terzo è la reclusione, utilizzata dal 1980 per espellere la popolazione lavoratrice in eccedenza.
Hanno intenzione di demolire le comunità e cancellare le città e i loro abitanti. Vivendo nei paesi di origine, transito e destinazione, siamo tutti migranti. Migrazione regolata e ordinata significa distruzione ed evaporazione di ogni identità, essenza e natura stabile degli esseri umani.
Centri dove si monitorano e classificano i migranti in transito ci ricordano la Reclusione Protettiva applicata da Hitler ai cittadini di altre razze, inferiori secondo lui: ebrei, polacchi, zingari, "asociali", comunisti, cristiani, prostitute e omosessuali. I migranti diventano un business per i governi dei paesi di btransito, nascondendo obbiettivi che non si vedevano dai tempi dei campi di concentramento nazisti.
Mettono i cittadini in un limbo: "migranti". Nei centri di detenzione, nascondono il loro vero scopo: la classificazione "concentrata" sotto controllo e successivamente impiegarli con le condizioni di lavoro della neo-schiavitù: "posti di lavoro dignitosi" sembianze inumane di precarizzazione.
Tutti i popoli e i governi del mondo devono unirsi e rifiutare fortemente questi strumenti giuridici. Dietro il travestimento degli aiuti umanitari e la salvaguardia dei diritti umani dei migranti, nascondono l'intenzione di portare l'umanità retrograda alle fasi della schiavitù superate secoli fa.
María Alejandra Díaz
costituente

APPELLO DEL SEGRETARIO REGIONALE VENETO DEL PCI GIORGIO LANGELLA SULLA SICUREZZA SUL LAVORO

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Un'ecatombe.

Oltre tre morti sul lavoro ogni giorno!
Vi sembra che sia una cosa normale, naturale?

Nella recente comunicazione di INAIL su infortuni e malattie professionali del 2018, le cifre esposte danno una fotografia drammatica di cosa sia il lavoro, oggi, nel nostro paese. Secondo quanto riportato da INAL, nel 2018, sono 1.133 le denunce di infortunio con esito mortale con un aumento del 10,1% rispetto al 2017. Questo dato si riferisce solo gli assicurati INAIL e comprende sia i lavoratori morti sul luogo di lavoro sia quelli in itinere. Se si leggono i dati dell'Osservatorio Indipendente di Bologna, i morti per infortunio nei luoghi di lavoro sono, nel 2018, sono stati 704 (tutti documentati), con un aumento rispetto ai 634 del 2017 pari all'11%. Considerando i decessi in itinere, come fa INAIL, è facile stimare un totale di oltre 1.450. è da precisare che i dati dell'Osservatorio comprendono anche i lavoratori non assicurati INAIL.

Ma non è tutto. Dai dati INAIL si viene a conoscenza che le denunce di malattie professionali relative al 2018 sono aumentate, rispetto al 2017, del 2,8%.

VENEZUELA: IL PCV PER UN FRONTE PATRIOTTICO DI DIFESA NAZIONALE E PER UN USCITA RIVOLUZIONARIA DALLA CRISI CAPITALISTA

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Da https://prensapcv.wordpress.com

 

Nella conferenza stampa tenutasi Venerdì 25 gennaio Oscar Figuera, Segretario Generale del Comitato Centrale del PCV (Partito Comunista Venezuelano)  ribadisce che si sta sviluppando un colpo di stato lanciato dall'imperialismo USA, dai suoi lacchè nei governi dell'America Latina e la destra venezuelana servile e apolide che, disconoscendo Nicolas Maduro come presidente costituzionale della Repubblica Bolivariana del Venezuela, tenta di installare un governo fantoccio nel nostro paese e creare le condizioni per un quadro di violenza politica che aprirebbe la strada di una guerra civile che giustificherebbe la reazione internazionale e l'intervento diretto.

 

* Di fronte a questi fatti, il PCV stabilisce di: *

Attivare tutte le capacità del PCV, della JCV (Gioventù Comunista Venezuelana) e dei fronti di massa politici per promuovere la più ampia alleanza patriottica, democratica e popolare-rivoluzionaria contro il golpe imperialista.

Continuare a promuovere la solidarietà internazionale dei Partiti Comunisti e Operai, e del movimento progressista mondiale, che si sta sviluppando attraverso il Dipartimento di Politica Internazionale PCV, JCV, COSI (Comitato di Solidarietà Internazionale) e dei fronti politici di massa; espressa in decine di azioni e messaggi di solidarietà provenienti da diverse organizzazioni come il Consiglio Mondiale della Pace, la Federazione Sindacale Mondiale, Federazione Democratica Internazionale delle Donne, Federazione Mondiale della Gioventù Democratica, partiti comunisti del mondo e altre organizzazioni.

Promuovere la più ampia alleanza patriottica, democratica e popolare-rivoluzionaria, che dovrebbe avere l’obbiettivo di integrare la gestione del processo venezuelano, sconfiggere l'aggressione imperialista e risolvere i gravi problemi della nostra gente.

Promuovere un governo di ampia alleanza patriottica e democratico popolare rivoluzionario, che colpisca i settori alleati dell'imperialismo USA, principalmente i monopoli, in particolare il settore finanziario speculativo, che quotidianamente saccheggia il nostro popolo.

Sviluppare un ampio piano di mobilitazione nazionale e internazionale che incorpori il movimento operaio-contadino, comunale e popolare, civile e militare, credenti e non credenti uniti in difesa della patria.

Chiediamo che i governi nazionali, regionali e comunali esercitino la loro autorità per neutralizzare le mafie della speculazione e della corruzione che agiscono impunemente, le azioni necessarie per recuperare il potere d'acquisto dei salari e l'accesso ai beni e ai servizi di base.

Sostenere la richiesta di una riunione immediata di GPPSB (Grande Polo Patriottico Simon Bolivar, coalizione di governo alla quale aderisce il PCV) con il presidente Nicolas Maduro Moros, e, allo stesso tempo, insistere su una incontro bilaterale con il capo dello stato sulle proposte del PCV, che consentono la via rivoluzionaria di uscita dalla crisi capitalista.

Contro l'aggressione imperialista, PCV, JCV e fronti politici di massa si pongano alla testa di un più ampio fronte patriottico, democratico, popolare e rivoluzionario per sconfiggere il colpo di stato in via di sviluppo.

Esprimiamo la nostra solidarietà ai venezuelani che in tutto il mondo soffrono di atti di xenofobia promossi dai governi di destra, in particolare in Ecuador. Condanniamo questa politica asservita all'imperialismo USA che cerca di raggiungere i suoi obiettivi di dominio, dividendo, disintegrando e contrapponendo i nostri popoli.

Il PCV sostiene la decisione del governo di interrompere le relazioni diplomatiche e consolari con il governo degli Stati Uniti.

* CONTRO IL GOLPE IMPERIALISTA! *

* UNITI IN DIFESA DELLA PATRIA! *

 
 

VENEZUELA: Comunicato dell'Assemblea Nazionale Costituente in rigetto della risoluzione UE

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

REPUBBLICA BOLIVARIANA DI VENEZUELA

ASSEMBLEA NAZIONALE COSTITUENTE

 

COMUNICATO STAMPA

 

Rifiutiamo la RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO che si aggiunge al piano di colpo di stato orchestrato DAL GOVERNO DEGLI STATI UNITI

 

L'Assemblea Nazionale Costituente, nell'esercizio del suo potere originale conferitole dal popolo venezuelano il 30 Luglio 2017 e in stretta conformità con la Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge con fermezza e categoricamente la risoluzione del Parlamento Europeo, approvata il 30 gennaio 2019, con la quale si intende appoggiare un colpo di stato in Venezuela, in seguito al complotto organizzato dal governo degli Stati Uniti.

 

Condanniamo i continui attacchi del Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, che lontano dalla sua funzione strettamente legislativa per l'Europa usa il suo alto ufficio per fare pressione sull'UE e i suoi Stati membri per presentare le posizioni estremiste che cercano di scatenare la violenza e sovvertire l'ordine costituzionale in Venezuela.

VENEZUELA - Bugie contro la pace. di Carola Chavez

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

DI CAROLA CHÁVEZ (giornalista venezuelana)

da psuv.org

traduzione di comunistibrescia.org


Il 10 ottobre 1990, una ragazza di 15 anni diede una terribile testimonianza davanti alla Commissione per i diritti umani del Congresso degli Stati Uniti. Raccontò la ragazza, in lacrime, di aver visto con i propri occhi i soldati di Saddam Hussein saccheggiare un ospedale, prendere i neonati dalle incubatrici e lasciarli morire. Come avrebbe potuto il mondo non restare scioccato  di fronte a una tale immagine del male contro la più pura impotenza!

L'Iraq fu invaso, questa volta, per ordine di George Bush. Molti morti dopo il mondo venne a sapere che la testimonianza dell'innocente quindicenne era falsa; che Nariyah non era Nariyah, nessuna ragazza del Kuwait, ma che era la figlia dell'ambasciatore del Kuwait, un cucciolo sul tappeto di Washington. Che tutto era un'invenzione, una messa in scena coordinata da un'agenzia di pubbliche relazioni e un'organizzazione civile chiamata "Cittadini per un Kuwait libero". Tutto era uno spettacolo, tutto tranne la guerra che la bugia ha contribuito a produrre.

Anni dopo i creatori delle stesse bugie lui dissero al mondo che l'Iraq era pericoloso, aveva armi di distruzione di massa, che si doveva fare qualcosa prima che Saddam lo facesse contro di noi. I media sono stati orchestrati in una campagna di diffamazione mai vista prima. I presidenti del mondo si prestarono a promuovere ciò che in seguito divenne noto essere un'altra bugia. José María Aznar, allora presidente della Spagna, con gli occhi fissi sullo schermo di tutte le Televisioni come per cercare di guardare negli occhi ogni spagnolo, come un avvoltoio, ha detto: "Credimi, l'Iraq possiede armi di distruzione di massa" . Non c'era modo di provarlo, ma se è in TV, se tutte le notizie lo confermano ogni minuto, allora, deve essere vero, giusto?

No. Gli spagnoli erano più intelligenti di quanto non lo siano ora e non ci credevano. Nessuno può credere a un personaggio tanto fatale quanto José María Aznar. Marciarono in milioni di spagnoli attraverso tutte le città con il grido di "No alla guerra" come slogan. Nella democrazia spagnola la voce degli spagnoli non conta. Questo è il modo in cui la Spagna è stata coinvolta in una guerra costruita su una bugia, il resto della storia già lo conosciamo.

Poi è arrivata la Libia, e di nuovo vediamo: un massacro nella Piazza Verde che non era un massacro e non era in piazza, ma una replica spettacolare costruita in Qatar. Oltre al macello, lo scandalo del Viagra come arma di guerra: il male, Gheddafi, dicevano tutti i media mainstream, distribuiva Viagra ai suoi soldati per uscire a stuprare le donne e le ragazze. I bambini di nuovo usati per toccare i nervi dell'indignazione e del panico. Sappiamo anche cosa è successo poi con la Libia, e sappiamo come Barack Obama, il promotore del comando di scatenare l'inferno in Libia, si sia lavato la coscienza, dicendo, anni dopo, che era stato un errore. Proprio così, un errore e tutto il petrolio e le ricchezze libiche nelle tue tasche.

Maduro al popolo degli Stati Uniti: "Trump punta a rendere il Venezuela un Vietnam in America Latina"

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Il Presidente della Repubblica Bolivariana, Nicolas Maduro ha inviato un messaggio al popolo americano, per chiedere il loro sostegno a "respingere l'interferenza del governo di Donald Trump che mira a rendere il Venezuela un Vietnam in America Latina."

"Voglio mandare un messaggio al popolo americano per allertarlo della campagna mediatica, la comunicazione e la guerra psicologica che si svolge nei media internazionali, in particolare degli Stati Uniti contro il Venezuela", così inizia il video di Maduro pubblicato sul suo account Facebook https://www.facebook.com/NicolasMaduro/videos/616514302112932/.