NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

NEWS

L'Africa tra neocolonialismo e lotta per una reale indipendenza - Un convegno a Brescia

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

«La schiavitù diretta è uno dei cardini intorno cui ruota l'odierno industrialismo tanto quanto lo sono i macchinari produttivi, il credito e così via. Senza la schiavitù dei neri nel Suriname, in Brasile, nelle regioni meridionali del Nord America [...] non ci sarebbe alcuna disponibilità di cotone, e senza il cotone non ci sarebbe l'industria moderna. È la schiavitù ciò che fornisce valore alle colonie, e sono le colonie ad aver dato vita al commercio su scala mondiale, e il commercio su scala mondiale è condizione necessaria all'industria meccanizzata su larga scala».
Con queste parole Karl Marx nel 1846 avvia il ragionamento sul legame tra capitalismo e imperialismo, poi ripreso e ampliato da Lenin, che lo porterà ad affermare che "l'imperialismo è la politica estera del capitalismo" e "il capitalismo è la politica interna dell'imperialismo".


A partire da questa riflessione vogliamo, con questo piccolo convegno, dare il nostro modesto contributo al percorso di recupero dell'unità tra Lotta di Classe e Lotta Anticolonialista e alla comprensione dei meccanismi in atto nel Sud del Mondo.


Soltanto riconoscendo "il nemico comune" che sfrutta i lavoratori dei paesi "sviluppati" e schiavizza i popoli oppressi, costringendoli a diaspore apparentemente senza soluzione, si potrà ridare corpo ad un reale movimento di liberazione internazionale.


"...le masse popolari europee non sono certo opposte a quelle africane. Coloro che sfruttano l’Africa sono gli stessi che sfruttano l’Europa. Abbiamo un nemico in comune." (Thomas Sankara - Discorso sul debito all'Organizzazione dell'Unità Africana - 1987)

IL CONVEGNO SI SVOLGERÀ A PARTIRE DALLE ORE 16 presso la Sala Museo KenDamy - Galleria di Corsetto S. Agata - Brescia (Metropolitana fermata P.zza Vittoria)

ALLE ORE 20 circa si terrà un aperitivo con buffet a sottoscrizione in solidarietà con il popolo del Mozambico recentemente colpito da due devastanti cicloni.

Organizzano:

PCI FEDERAZIONE DI BRESCIA
Partito dei C.A.R.C. Sezione di Brescia

Aderiscono e partecipano:
FRONTE POPOLARE IVORIANO Sezione di Brescia
URGENCES PANAFRICANISTE ITALIA

PRIMO MAGGIO DI SANGUE

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Sono 4 i morti sui luoghi di lavoro il 1°maggio.
Oltre a due agricoltori morti schiacciati dal trattore apprendiamo della morte dell'edile Alessandro Gigliani che era rimasto gravemente ferito nel piacentino e di un altro caduto da un 'impalcatura in provincia di Bolzano.
Un primo maggio bagnato dal sangue dei nostri lavoratori.
(Dall'Osservatorio Indipendente Morti sul Lavoro di Bologna cadutisullavoro.blogspot.com).

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO? LO STATO CONTRO UN’INFERMIERA PRECARIA

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

 

Rosalba Romano non è certo famosa o importante come Julian Assange, ma le loro vicende, come lei stessa dichiara in un recente intervento (link) hanno un destino in comune: la persecuzione, da parte delle strutture di potere, di chiunque cerchi di fare emergere scomode verità, in spregio ai diritti Costituzionali e alla tanto decantata libertà di parola e di stampa.

Rosalba gestisce, con altri, il sito, ora chiuso, Vigilanza Democratica, un blog di inchieste e denunce sui “crimini in divisa”, gli abusi perpetrati dalle forze dell’ordine nell’esercizio delle loro funzioni (i cui limiti sono anch’essi stabiliti da norme costituzionali).

I casi di Cucchi, Aldovrandi ed altri e la macelleria messicana della scuola Diaz dovrebbero bastare per capire che il problema è serio e reale.

SUDAN: la nuova giunta militare ha ribadito il sostegno alla coalizione saudita in Yemen.

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

SUDAN: Nonostante le opposizioni che hanno guidato la "rivolta del pane" che ha portato al rovesciamento del governo Al Bashir chiedano il ritiro delle truppe la nuova giunta militare ha ribadito il sostegno alla coalizione saudita in Yemen. L'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi ringraziano e promettono aiuti e sostegno al governo militare di transizione.
da sudantribune.com trad. di comunistibrescia.org

15 aprile 2019 (Khartoum) - Il vice capo del Consiglio militare di transizione (TCC), il tenente Mohamad Hamdan Daglo (aka Hemetti), lunedì, ha detto che le truppe sudanesi rimarranno nella coalizione a guida saudita nello Yemen.

L'esercito sudanese partecipa alla coalizione militare guidata dai sauditi dal 2015 in uno sforzo regionale per sostenere il governo del presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi dopo essere stato estromesso dalla capitale Sanaa dai ribelli sciiti Houthi sostenuti dall'Iran.

Almeno 3000 truppe e diversi jet da combattimento sudanesi combattono nello Yemen come parte dell'operazione Decisive Storm guidata dai sauditi.

AFRICA: dichiarazione, dal Brasile, di Kemi Seba, leader del movimento Urgences Panafricanistes

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

AFRICA: dichiarazione, dal Brasile, di Kemi Seba, leader del movimento Urgences Panafricanistes
(dalla pagina facebook di Kemi Seba traduzione di redazione comunistibrescia.org)

Kémi Seba: "Lavoriamo quotidianamente per strutturare una rivoluzione cittadina nonviolenta contro il sistema predatore neocolonialista occidentale in Africa, nei Caraibi e nelle Americhe.
Crediamo che liberando definitivamente l'Africa dal cancro imperialista, contrasteremo le diaspore in tutto il mondo.
Vogliamo che l'Africa decida il proprio destino politico, economico, militare, culturale, spirituale.
Vogliamo una reale INDIPENDENZA.

Dichiarazione del Partito Comunista Sudanese: Il colpo di stato nasce morto.

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

da sudancp.org traduzione di Redazione comunistibrescia.org

Il colpo di stato dell'11 aprile 2019, che ha portato la squadra di Abdel Awad Ibn Auf (ex ministro dell'interno del governo Al Bashir) e il cosiddetto comitato di sicurezza, non ha trovato sostegno fino a questo momento in qualsiasi paese del mondo ed è stato respinto dalle forze politiche di opposizione sudanesi.

Il colpo di stato è una nuova crisi nella serie di crisi del sanguinoso regime islamista fascista.

Il colpo di stato di Abobouf ha mantenuto tutte le leggi repressive che limitano le libertà, ha dichiarato uno stato di emergenza di tre mesi, un coprifuoco di un mese, addirittura annullato parte della Costituzione del 2005, la carta dei diritti nella costituzione, e mantenuto le strutture delle istituzioni repressive del regime come: il sistema giudiziario, l'apparato di sicurezza e le milizie repressive del regime e le brigate ombra, ha proclamato un periodo di transizione di due anni in modo arrogante e senza riferimento alle forze della rivolta, e mantenuto tutti gli obblighi e i trattati del sistema internazionale che proteggono e mantengono gli interessi delle potenze internazionali e regionali, e non hanno preso una decisione, ad esempio, sul ritirare le forze sudanesi dalla guerra dello Yemen a cui è contrario il popolo del Sudan.

Ha anche parlato della creazione del clima per una transizione pacifica del potere e dello svolgimento di elezioni libere ed eque alla fine del periodo transitorio, ed è noto che, secondo le leggi che limitano le libertà, le milizie, le brigate del regime, un apparato di sicurezza, l'apparato statale amministrato dai segretari dei ministeri e dei governatori islamici, e la magistratura Islamista, il risultato delle elezioni sarà conosciuto e forgiato a favore degli islamisti come in passato, e il colpo di stato ha mantenuto dispositivi inutili che sono un onere per il bilancio statale come: Congresso nazionale, sindacati e federazioni di potere e organizzazioni di studenti, donne e giovani, e associazioni caritatevoli. Il tipo di istituzioni che sono le braccia dell'islamismo.

La conclusione è che il rapido colpo di stato è solo un cambiamento formale, e rimane al centro il regime sanguinario fascista contro il quale il popolo si è ribellato, sostituendo un Presidente ricercato dalla giustizia internazionale con un altro presidente anche lui ricercato per crimini di guerra nel Darfur; come possono i portatori di armi fare appelli per il dialogo, come affermato nella loro dichiarazione!?!

Non sorprende, quindi, il rifiuto del nostro popolo, di tutte le "forze della libertà e del cambiamento", e i movimenti armati, e visto che non ha trovato una risposta da parte delle forze armate, il colpo di stato è nato morto, e il popolo ha aumentato la sua solidità e la forza di rovesciarlo, come spiegato dalla grande presenza nei picchetti, infrangendo il il coprifuoco. Le forze dell’opposizione hanno deciso di continuare la battaglia fino alla completa liquidazione del regime fascista corrotto, l'abrogazione di tutte le leggi che limitano le libertà, la liquidazione delle milizie, il ripristino delle forze armate nazionali e del servizio civile, la responsabilità dei corrotti e la restituzione delle proprietà al popolo saccheggiato, la liquidazione dell'apparato di sicurezza repressivo il cui ruolo si deve limitare alla raccolta e all'analisi delle informazioni.

I popoli del Sudan hanno aggiunto una grande rivoluzione nella serie di rivoluzioni contro l'oppressione e la corruzione, e gli islamisti corrotti non possono essere autorizzati ad aggirarli e a giocare con la loro vita.

Il nostro popolo farà inevitabilmente cadere il colpo di stato dell’11 aprile e trionferà nella liquidazione completa del regime islamico corrotto e istituire un sistema democratico, sancendo lo stato di diritto, l'indipendenza della magistratura, e le esigenze fondamentali dei cittadini per l'istruzione, la salute, il lavoro, l'alloggio e la sicurezza dalla fame e dalla paura. La riattivazione di progetti agricoli, industriali e di servizio, lo sviluppo equilibrato, la cessazione della guerra, una costituzione democratica che coinvolga tutti, e una conferenza costituzionale, il tutto attraverso un periodo transitorio come definito dalle forze di "libertà e cambiamento", al termine del quale si tengono elezioni libere ed eque.

 

NESSUNO SI SALVA DA SOLO - Incontro pubblico con gli operai autorganizzati FCA

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Nessuno si salva da solo!

Per fare fronte alla crisi è necessario che la classe lavoratrice riconquisti il ruolo di costruttrice del progresso di tutta la società. È stato fatto in passato, è possibile rifarlo ora!
Gli operai possono e devono organizzarsi FUORI E DENTRO i luoghi di lavoro, mobilitandosi direttamente per garantire un futuro al loro posto di lavoro e alle loro fabbriche e costruendo una rete di relazioni SINDACALI E POLITICHE, di solidarietà e organizzazione che sempre più si allarghi in tutto il paese. La parola d’ordine è trasformare la questione del lavoro e della tutela dell’apparato produttivo in una questione politica prioritaria e urgente!