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NEWS

FESTA PROVINCIALE PCI BS - 2018

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Festa Provinciale PCI Brescia
Dal 26 Luglio al 5 Agosto
Chiesetta del Rugby
Via Maggia 3 - Brescia (S.Polo)

Tutte le sere :
Rosticceria
Cucina vegana
Bar e Birreria
Dibattiti
Musica
Libreria

IL PROGRAMMA DELLE  SERATE (IN CONTINUO AGGIORNAMENTO):

inizio delle programmazioni ore 21.00

Ven 27 Luglio


Socialismo Reale o Totalitarismo Liberale?
Diego  Angelo Bertozzi dialoga con Alessandro Pascale, curatore dei due volumi "In difesa del socialismo reale e del marxismo leninismo" e di “Il Totalitarismo “Liberale”. Le tecniche imperialiste per l'egemonia culturale”.

Sab 28 Luglio


"Corea Popolare e Cina: Socialismi e Prospettive di Pace"
Dibattito con Federico Giuliani, autore di "Corea del Nord, il paese bunker (diario di un viaggio)" e con Diego Angelo Bertozzi, autore del libro "The Belt and Road Initiative - La nuova via della Seta e la Cina globale".
Al termine:
BS GIPSY TRIO
Luciano Poli - chitarra
Lucia Lucy Viani -   contrabbasso
Maurizio Viola  - chitarra 

Lun 30 Luglio

"Todos somos Venezuela"

incontro con la compagna e giornalista Geraldina Colotti per fare il punto sul Venezuela Bolivariano e la situazione in America Latina

al termine:

Luca Rodilosso Santorosso
Live in Maggia  del giovane cantautore comunista "organico"


Ven 3 - Sab 4 Agosto


"200 anni da Marx - 200 anni di   Marx"
Piccolo seminario dedicato al Materialismo Storico Dialettico e al pensiero marxiano in memoria del Compagno Prof. Domenico Losurdo

Interventi in via di definizione

Ven 3 Agosto


Pedro Tosi Blues Band - Birthday Jam Session
Pedro Tosi, Harp
Cek Franceschetti, guitar
Jack Balzani, drums
Rocco Bortoletto, bass
E altri ospiti a sorpresa....

 

Sab 4 Agosto

BENZANI DUO

tornano alla festa del PCI di Brescia Sergio "Benzo" Benzoni e Enrico Zani - Rock, Blues e dintorni.

Dom 5 Agosto


Comizio di chiusura con il Segretario Nazionale Mauro Alboresi

Al termine:
Taipan duo live in Maggia

COMUNICATO PCI BRESCIA SULLA VICENDA Medtronic/Invatec

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

La vicenda della crisi industriale Medtronic/Invatec rappresenta l'ennesimo attacco frontale che il padronato conduce contro i lavoratori con l'unico motivo di un maggior guadagno, con la scelta della multinazionale del biomedicale di chiudere entro due anni sia l’unità produttiva di Roncadelle che quella di Torbole Casaglia, cancellando in un solo colpo 314 posti di lavoro.

Il PCI di Brescia considera la salvaguardia di ogni singolo posto di lavoro come l'obiettivo più politicamente avanzato, obiettivo non a caso perseguito con maggior determinazione dalle operaie che in questa fase conducono la lotta più aspra tra i lavoratori dell'impianto.

Ad esse va il nostro plauso ed il nostro sostegno incondizionato, così come alle strutture sindacali che affiancano la lotta.
Qualsiasi risultato nel senso indicato sarà da noi ritenuto positivo a prescindere dall'appartenenza politica di chi lo avrà determinato.

CIAO COMPAGNO DOMENICO, ADDIO PROFESSOR LOSURDO

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

di Comitato Centrale del PCI

E’ morto questa mattina, giovedì 28 giugno 2018, dopo una malattia tanto rapida quanto impietosa, il compagno Domenico Losurdo.

Un dolore profondo, agghiacciante, ci sta prendendo tutti e tutte. Per il grandissimo valore del suo pensiero filosofico, ideologico, storico e politico, avvertiamo già attorno a noi un vuoto immenso. Un vuoto che tuttavia lo stesso compagno Losurdo, combattente per tutta la  vita per gli ideali del comunismo, non ci permetterebbe di vivere e subire, poiché invece ci spronerebbe immeditatamente all’impegno, alla militanza organizzata, alla lotta politica e culturale in senso antimperialista e anticapitalista. In tantissime e tantissime abbiamo studiato i libri, le opere, di Domenico e l’insegnamento è immenso.

 

In questa purtroppo lunga fase di resa da parte di tanta parte della sinistra, di rimozione del pensiero e della prassi della rivoluzione, Losurdo si è eretto come un gigante  nella difesa ed il rilancio del marxismo e del leninismo, rimettendo vigorosamente al centro dell’analisi teorica e politica le questioni dell’ imperialismo e del neocolonialismo. I suoi libri, le sue pagine di scrittura nitida, sorvegliata, antiretorica, ridanno voce ai popoli negletti, emarginati, spoliati dallo sfruttamento imperialista e dalle sue guerre. E la lotta, politica e ideologica contro l’ inestirpabile pulsione alla guerra delle forze imperialiste, dagli USA e dalla NATO, è  la cifra stessa,  il segno maggiore di tutta l’opera di Losurdo.

Per tutto ciò non ci sembra in nessun modo retorico, e Domenico non ce l’avrebbe permesso, affermare che in questa fase controrivoluzionaria, Losurdo si è offerto ed è stato vissuto come uno degli argini più importanti, a livello internazionale, dell’ intera onda del riflusso. I suoi libri sono stati tradotti in tanta parte del mondo: Germania, Brasile, Francia, Cina, Spagna, Portogallo e molti altri.

Il rilancio del pensiero marxista, leninista, gramsciano, l’interpretazione materialistica del quadro mondiale in movimento e dei moti sociali profondi non è mai scaduta nel dogmatismo o nella coazione a ripetere e ciò ha contribuito in modo determinante a consegnare al pensiero di Losurdo una libertà piena, una lontananza totale dalla retorica e dalle parole vuote e scarlatte. Il pensiero di Losurdo è stato e rimane vastissimo e profondo e innanzitutto i comunisti e le comuniste dovranno studiarlo. L’impegno intellettuale di Losurdo, specie negli ultimi dieci/quindici anni della sua vita, è stato strenuo, in qualche modo terribile.

Chi scrive si concede in aneddoto: noi chiamavamo sempre Losurdo ad incontri,  convegno, dibattiti. Domenico veniva sempre, in tutta Italia e fuori dell’ Italia, con un impegno logorante. E un giorno di dieci anni fa ci disse: “Io vengo sempre volentieri, perché sono un militante, ma vi prego,  lasciatemi questi ultimi miei anni per scrivere!”.

Solo ora, difronte alla grande opera lasciataci dal compagno Losurdo, di fronte a quell’immenso contributo alla rinascita di un pensiero e di una prassi del comunismo, cogliamo pienamente il senso della sua richiesta. Su Losurdo, sul suo pensiero, dovremo tornare a lungo e da lì molto attingere.

Per ora siamo  moralmente obbligati a ricordate un tratto della sua natura, culturale e politica: l’umiltà, un valore prezioso che troppi dirigenti e intellettuali, lontani dal valore di Losurdo, hanno perduto o mai conosciuto.

Losurdo è stato uno dei fondatori del PCI, membro del comitato centrale e presidente  dell’associazione politica e culturale Marx 21. Negli ultimi anni aveva seguito e sostenuto, tra le altre cose, la nascita di Marxismo oggi online.

Tutti noi abbiamo perso molto, oggi, con la morte di Domenico. Ma la sua opera è li, viva, profonda, capace di riorientarci in questa fase buia. In questo senso, in questo senso tutto vero e concreto il compagno Domenico Losurdo non è morto ma resiste, milita e lotta assieme a noi. Alla sua famiglia un grandissimo abbraccio!

 

La Federazione PCI bresciana, nell`unirsi al cordoglio della famiglia e di tutti i Compagni, lo vuole ricordare vivo in occasione della sua conferenza tenuta a Brescia per il centesimo anniversario della rivoluzione sovietica.

 

CONGRESSO PROVINCIALE PCI BRESCIA

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Domenica 24 Giugno
Sala Comunale Via Villa Glori, 13 Brescia
Congresso Provinciale PCI Brescia
ordine dei lavori
Ore 9,30
Elezione della Presidenza del Congresso
ore 10,00
Saluti delle forze politiche, sindacali ecc.
ore 10,30
Relazione del Segretario Provinciale e della Segreteria
ore 11,00
Discussione sulle Tesi Congressuali e proposta di eventuali emendamenti da portare al Congresso Regionale del 1 Luglio
Ore 12.30
Elezione degli Organismi Provinciali (Segretario, Segreteria e Direttivo Provinciale)

BRESCIA SENZA INDUSTRIE

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

La campagna elettorale è terminata, il lavoro da fare resta!

Comunicato congiunto PCI Federazione di Brescia e Partito dei CARC – Brescia.

Con la fine della campagna elettorale non si esaurisce la necessità di mettere al centro la questione del lavoro come asse portante della vita sociale della città e oltre. Una necessità ulteriormente affermata dalla vicenda Invatec – Medtronic, con il suo portato drammatico di centinaia di posti di lavoro messi in discussione. Il freno a questa china discendente lo troviamo nella lotta per ricreare un contesto che riporti al centro il protagonismo dei lavoratori, troppo spesso relegati a massa di manovra o numeri di esuberi in sede di trattativa sindacale.

C’è bisogno di una prospettiva politica e del protagonismo della classe operaia e di questo abbiamo parlato all’incontro pubblico “Brescia, le elezioni e il futuro dell’Iveco”, svoltosi lunedì 4 giugno presso la Sala Civica di via Villa Glori a Brescia.

Malgrado la sempre crescente richiesta di qualità urbanistica da parte della cittadinanza, gli ultimi trent'anni segnati dalla cosiddetta deregulation ci hanno consegnato tessuti urbani profondamente feriti, ed in alcuni casi devastati, dalla terziarizzazione, ovvero dalla dismissione degli impianti produttivi per lasciare i lavoratori al loro destino nell'ambito del settore dei 'servizi'. Come se l'incipiente era dei centri commerciali potesse garantire gli stessi livelli occupazionali e lo stesso benessere. Non si tratta solo di interessi nella cessione di aree ex-industriali alla speculazione edilizia, né si tratta solo di crisi industriale. C'è stata una scelta a mente fredda di spostare impianti, di frammentare le produzioni, oltre che il disinteresse a tutelare le produzioni stesse quando le difficoltà erano solo di ordine finanziario. La sorte di Torino valga come monito per tutti: una città industriale ridotta ad un cimitero di capannoni ed una popolazione che per la sua parte maggioritaria si prepara ad entrare di fatto ed in silenzio nel sottoproletariato o nella miseria in mezzo ai quartieri dormitorio.

A Brescia sta accadendo lentamente la stessa cosa: gli impianti storici dismessi (ATB, Pietra, ecc.) si contano a decine e il più grande di quelli rimasti, l'Iveco, sta lentamente svuotando il proprio stabilimento, pur non obsoleto, preferendo deportare tutte le mattine centinaia di propri dipendenti verso altri impianti tra Mantova e Piacenza.

UNA CRITICA MARXISTA AL REDDITO DI CITTADINANZA

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Riceviamo e pubblichiamo quale contributo alla discussione post-elettorale e pre-congressuale, dal compagno Giulio Palermo (economista dell'Università degli Studi di Brescia), un saggio sulla critica marxista al Reddito di Cittadinanza

"Da un punto di vista marxista, l’idea di migliorare le condizioni materiali della popolazione semplicemente distribuendo nuovi redditi nasce dalla confusione teorica tra sfere della produzione e della circolazione. Intervenendo solo nella circolazione il RdC agevola la vendita delle merci ma non modifica di una virgola lo sfruttamento del lavoratore nella produzione. Anzi, nel quadro del processo di riforma del mercato del lavoro, favorisce la generalizzazione del lavoro precario e il conseguente arretramento nelle condizioni lavorative e retributive.

Dal punto di vista della lotta di classe, il RdC ha un impatto doppiamente negativo: primo, perché aumenta le divisioni interne al proletariato e il differenziale retributivo tra lavoratori regolari e irregolari; secondo, perché sposta l’asse rivendicativo dalla lotta per la difesa degli interessi di classe dei lavoratori alla cooperazione interclasse in nome del bene comune. Infine, la parallela ritirata dello stato sul fronte della spesa pubblica apre nuovi spazi al mercato e favorisce lo sviluppo del processo di mercificazione della società.

...

I problemi del capitalismo non si risolvono distribuendo redditi ma combattendo il capitale e arginando i suoi effetti. I diritti del lavoratore, incluso il diritto a un salario dignitoso, si conquistano con la lotta sul posto di lavoro. E lì che si valorizza il capitale ed è lì che i lavoratori hanno i migliori strumenti per impedire che il capitale li ingoi del tutto. Ma fuori dei posti di lavoro, il capitale non termina certo la sua azione. E allora la lotta anticapitalista deve generalizzarsi e svilupparsi in ogni settore in cui il capitale prova ad espandersi.

Al malato non servono soldi ma un sistema sanitario che funzioni bene e gratis. La ricerca medica non può essere al servizio del profitto se deve garantire la salute e le medicine non possono essere una merce se devono arrivare a chi ne ha bisogno. Ai ragazzi bisogna fornire scuole che facciano pensare, non che insegnino a piegarsi al capitale. Bisogna dare loro strutture sportive in cui crescere sani, educare il loro corpo e divertirsi. Per ridurre le asimmetrie di genere, si deve socializzare il lavoro domestico, ancora troppo a carico delle
donne, non monetizzarlo. Per dare risposta concreta ai bisogni della popolazione si devono fornire beni e servizi, fuori dal circuito del mercato e fuori dalla logica del profitto. Si deve demercificare la società non sviluppare la mercificazione. Questa è la conclusione cui giunge il marxismo dopo aver criticato il capitale e i suoi meccanismi. Non c’è posto per nessun RdC in questo percorso."

Scarica l'articolo completo al seguente link:

 https://drive.google.com/file/d/1UgFzEncyGTHCBgTffL0q_5sxEojqpJvj/view


AMMINISTRATIVE BRESCIANE - COMUNICATO DELLA SEGRETERIA PROVINCIALE PCI

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

A BRESCIA IL PCI PARLA DI LAVORO E AGGIUNGE IL SUO 0,5% AD UNA SINISTRA IN DIFFICOLTA'

Il voto amministrativo bresciano si è tenuto sotto il peso di due ingombranti incognite ereditate dal voto politico nazionale di tre mesi fa: la protesta contro il PD e la rimonta di una destra radicalizzata sotto la guida di Salvini.

Ma il blocco sociale a sostegno della maggioranza PD in Loggia, poteri forti dietro un associazionismo spesso di facciata e un cooperativismo spesso pesantemente deteriorato, si presentava già come granitico consigliando ai principali notabili del centrodestra, Lega compresa, di declinare una candidatura da probabili perdenti.

In più la nuova coalizione alla guida del Paese si presentava, a Brescia, divisa, con i Cinque Stelle a correre da soli.

Il sindaco uscente Del Bono ha così rieditato una versione del cattolicesimo democratico tanto in voga da queste parti nella prima Repubblica, e senza mai fare una volta il nome del PD e senza mai invitare un esponente nazionale di quel partito è riuscito a smarcarsi rispetto al declino del centrosinistra incassando i voti legati ai suoi indubbi meriti ed al serrate le fila contro il nemico alle porte.

Tanto che anche la storica componente di sinistra della coalizione ne è risultata ridimensionata sino alla marginalità. L'astensionismo a destra gli ha consegnato una vittoria al primo turno, vittoria in cui è apparsa chiara l'ininfluenza della sinistra di governo che non è mai stata in grado di introdurre nella campagna elettorale temi che avessero attinenza col sociale.

La questione del lavoro, in tutte le sue componenti, è stata introdotta nella campagna elettorale solo dal PCI che, affacciandosi per la prima volta alla competizione elettorale, incassa uno 0,5% che va ad aggiungersi allo 0,8 di Potere al Popolo e al 3,1 della sinistra di governo. Un debutto incoraggiante che ne fa l'unica compagine di sinistra in crescita. Intanto a pochi chilometri chiude un'altra azienda e più di trecento lavoratori restano a casa. Si riuscirà, col solo velo dell'antifascismo, ad affrontare questi passaggi drammatici? La battaglia del PCI è appena cominciata.