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IN NOME DEL POPOLO ITALIANO? LO STATO CONTRO UN’INFERMIERA PRECARIA

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

 

Rosalba Romano non è certo famosa o importante come Julian Assange, ma le loro vicende, come lei stessa dichiara in un recente intervento (link) hanno un destino in comune: la persecuzione, da parte delle strutture di potere, di chiunque cerchi di fare emergere scomode verità, in spregio ai diritti Costituzionali e alla tanto decantata libertà di parola e di stampa.

Rosalba gestisce, con altri, il sito, ora chiuso, Vigilanza Democratica, un blog di inchieste e denunce sui “crimini in divisa”, gli abusi perpetrati dalle forze dell’ordine nell’esercizio delle loro funzioni (i cui limiti sono anch’essi stabiliti da norme costituzionali).

I casi di Cucchi, Aldovrandi ed altri e la macelleria messicana della scuola Diaz dovrebbero bastare per capire che il problema è serio e reale.

Proprio in seguito ad un appello pubblicato sul sito, in merito al brutale pestaggio dell’ultras bresciano Paolo Scaroni, ridotto in fin di vita dagli agenti del VII Reparto mobile di Bologna durante una immotivata carica alla stazione di Verona (lo dicono gli atti del processo con il quale Paolo viene risarcito con 1,4 milioni di euro per i danni permanenti riportati senza che nessuno degli agenti imputati venisse condannato), Rosalba viene accusata di diffamazione da Vladimiro Rulli (ex agente del VII Reparto) ed in seguito processata e recentemente condannata; condannata per avere divulgato una notizia, per avere ricercato la verità, come normalmente dovrebbe fare un organo di informazione.

La condanna in questione risulta ancora più paradossale in quanto nel dispositivo finale Rosalba e i suoi legali hanno scoperto che erano stati cambiati i termini del reato, ovvero, non potendo dimostrare che fosse stata lei a scrivere l’articolo la si condanna per non averlo rimosso dal sito.

Qui non si calpesta il solo diritto all’informazione ma lo stesso stato di diritto in quanto la difesa, non essendo a conoscenza di quel capo di imputazione, non ha potuto presentare prove a discarico…


Come Segreteria del PCI di Brescia vogliamo esprimere, a nome di tutti i militanti, solidarietà alla compagna Rosalba e appoggio alla sua lotta per la giustizia e invitiamo a sostenere la causa partecipando alla raccolta fondi lanciata dal partito dei CARC, del quale Rosalba è una militante, necessaria per pagare le spese legali e la sanzione pecunaria, 5000 euro subito e altrettanti in caso di condanna in appello, che si terrà l'8 Maggio, sanzioni che risultano particolarmente odiose in quanto non colpiscono un giornalista famoso o un politico milionario ma una lavoratrice precaria, una compagna che si batte per i diritti sanciti dalla Costituzione Repubblicana e per la giustizia sociale.

Per partecipare alla raccolta fondi Postepay 5333171000241535 intestata a Gemmi Renzo

Visita il sito www.carc.it per maggiori informazioni o per seguire gli sviluppi.

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