NEWS

MAGARI FOSSE...

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Di Lamberto Lombardi

Segretario Provinciale PCI Brescia

L'ormai famigerata risoluzione del Parlamento Europeo datata 19 settembre, e votata dalle destre comprese quelle estreme insieme coi cristiani e i liberali e i socialisti, non si limita a equiparare nazismo e comunismo, va oltre e ascrive all'URSS la corresponsabilità della II Guerra Mondiale, tracciando di fatto una connessione tra anti-comunismo e la legittimità di rivisitazione della Storia. Ovvero se sono legittimato dai crimini di Stalin ad essere anti-comunista sono parimenti legittimato a condannare ogni intervento che Stalin possa aver fatto, anche quello che ha posto fine allo sterminio che poteva inghiottirci tutti. Con buona pace di coloro, tra cui W. Churchill, che piansero di gioia alla notizia della vittoria di Stalingrado.
Se devo essere sincero la notizia della risoluzione non mi stupisce, mi addolora o indigna perchè so che la Storia testimonia diversamente, perchè si insulta il sacrificio di decine di milioni di persone, ma non mi sorprende.
Esiste da un secolo, se non da sempre, un nocciuolo inossidabile di sentimento antisociale, di cui l'anticomunismo è solo una delle forme assunte, che ha dovuto nascondersi per decenni di fronte all'evidenza di quella follia genocida nazista che egli stesso aveva generato ma che permane costante e sordo a qualsiasi ragione. E' una bestia oscura allevata nelle cantine della gente perbene e che riemerge oggi a varie latitudini, compresa l'Europa.


Ebbi a confrontarmi, nei tardi anni ottanta in prossimità delle celebrazioni del 25 aprile, con un conoscente che chiamava sprezzantemente 'grattigiani' i partigiani perchè questi durante l'inverno del '44, per la fame, scendevano dai monti, entravano nelle cantine e gli rubavano (gli 'grattavano') le pere dai cesti. Questa persona di circa sessant'anni aveva visto tutto della Guerra, sapeva della Shoà e dei sessanta milioni di morti ma limitava il suo giudizio al destino delle sue pere, giudizio che estendeva poi a tutto quel periodo storico. Era un anticomunista ma non per i gulag, di cui non gli importava nulla, ma per le sue pere, per il suo spazio vitale che, nella politica del ventennio, era divenuto il diritto di rapina nei confronti dei più deboli.
Del resto nove corpi d'armata di nove potenze straniere nel 1919 intervennero per cercare di schiacciare l'URSS provocando milioni di morti ben prima che Lenin o Stalin potessero commettere alcunchè, occorreva però difendere gli interessi degli investitori internazionali, interessi in pericolo per la Rivoluzione appena avvenuta.
Del resto decine di imprenditori statunitensi (Henry Ford, il padre di George Bush ecc.) trattennero vantaggiosi rapporti economici con Hitler fino a ben dopo l'inizio della Guerra, decretandone in gran parte il successo politico e militare, e si dichiaravano filonazisti usando nei loro stabilimenti in Polonia i deportati-schiavi del regime. Così come la gran parte del Clero parteggiava per Hitler durante la sua campagna di Russia e nemmeno voleva sapere che i prossimi nella lista stilata dal furer dopo ebrei e comunisti sarebbero stati i cristiani. E, ancora, al tavolo della resa della Germania nel '45, il generale George Smith Patton sosteneva la necessità di ricostruire subito l'esercito tedesco per invadere l'URSS, mentre pochi giorni fa il ministro degli esteri dell'Estonia rivendicava come il suo paese non avesse mai chiesto di essere liberato dai sovietici nel '44, né di cacciare i nazisti. Del resto, aggiungiamo noi, in quella linda repubblica baltica avevano collaborato così bene nello sterminare ebrei!
Ecco che nella recente risoluzione Europea riemerge questo nocciuolo, questa pulsione che tanta parte ebbe in America e in Europa nella nascita del nazi-fascismo, e questo nocciuolo duro si riscrive la Storia a suo piacimento, come facesse anch'essa parte della propria privata proprietà. E in questo segno dei tempi, in questa testimonianza della crisi profonda del sentimento democratico, ci vien da dire che magari c'entrasse l'avversione verso i crimini veri o supposti di Stalin, almeno ci sarebbe un terreno comune su cui confrontarsi.
Purtroppo e miserevolmente c'entrano solo le pere, la proprieta' privata, la 'robba', la possibilità di fare quattrini, possibilità che per i grandi magnati come per gli omuncoli comuni era negata con i comunisti come con qualsiasi forma di Stato Sociale. C'entra il desiderio di punire Putin che non si è voluto asservire a garantire miliardi alle multinazionali straniere come faceva Eltsin. La pace, la verità, la democrazia, i diritti in questa storia, invece, non c'entrano nulla. Così come testimoniano le miserevoli condizioni del lavoratori, dei giovani e l'insana ricerca di una guerra futura. Ebbene sì, magari fosse che l'anticomunismo c'entrasse qualcosa con i crimini di cui è incolpato Stalin. Ma la verità sembra essere un'altra e riverbera un'ombra sinistra su quale effettivamente sia il concetto di democrazia nell'Europa di Maastricht.

Lamberto Lombardi