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I medici lombardi denunciano le inadempienze della Giunta Regionale e chiedono tamponi ai lavoratori.

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Anche l'ordine dei medici chirurghi ed odontoiatri della Lombardia, in una lettera aperta all'amministrazione regionale, della quale riportiamo uno stralcio, denuncia inadempienze, errori e incapacità della Giunta Fontana e chiede tamponi a tappeto sui luoghi di lavoro e sul personale che verrà fatto rientrare quale unica soluzione per controllare l'epidemia e consentire la ripresa delle attività . 

#fontanadimettiti

#sanificarelapolitica

#lavorareinsicurezza

"Ricordiamo, a titolo di esempio non esaustivo:

1) La mancanza di dati sull’esatta diffusione dell’epidemia, legata all’ esecuzione di tamponi solo ai pazienti ricoverati e alla diagnosi di morte attribuita solo ai deceduti in ospedale. I dati sono sempre  stati presentati come “numero degli infetti” e come “numero dei deceduti” e la mortalità calcolata  è quella relativa ai pazienti ricoverati, mentre il mondo si chiede le ragioni dell’alta mortalità  registrata in Italia, senza rendersi conto che si tratta solo dell’errata impostazione della raccolta dati che sottostima enormemente il numero dei malati e discretamente il numero dei deceduti. 

2) L’incertezza nella chiusura di alcune aree a rischio

3) La gestione confusa della realtà delle RSA e dei centri diurni per anziani, che ha prodotto diffusione del contagio e un triste bilancio in termini di vite umane (nella sola provincia di Bergamo  600 morti su 6000 ospiti in un mese). 

4) La mancata fornitura di protezioni individuali ai medici del territorio (MMG, PLS, CA e medici delle

RSA) e al restante personale sanitario. Questo ha determinato la morte di numerosi colleghi, la malattia di numerosissimi di essi e la probabile e involontaria diffusione del contagio, specie nelle prime fasi dell’epidemia. 

5) La pressoché totale assenza delle attività di igiene pubblica (isolamenti dei contatti, tamponi sul territorio a malati e contatti, ecc...) 

6) La mancata esecuzione dei tamponi agli operatori sanitari del territorio e in alcune realtà delle strutture ospedaliere pubbliche e private, con ulteriore rischio di diffusione del contagio. 

7) Il mancato governo del territorio ha determinato la saturazione dei posti letto ospedalieri con la necessità di trattenere sul territorio pazienti che, in altre circostanze, avrebbero dovuto essere  messi in sicurezza mediante ricovero. 

La situazione disastrosa in cui si è venuta a trovare la nostra Regione, anche rispetto a realtà regionali viciniori, può essere in larga parte attribuita all’interpretazione della situazione  solo nel senso di un’emergenza intensivologica, quando in realtà si trattava di un’emergenza di  sanità pubblica. La sanità pubblica e la medicina territoriale sono state da molti anni trascurate e  depotenziate nella nostra Regione. ..

La ripresa del lavoro dovrebbe essere subordinata all’effettuazione del test immunologico rapido di screening, non risultando in letteratura alcun termine temporale valido per  la quarantena post malattia, anche se decorsa in forma paucisintomatica. 

E’ evidente come tale procedura comporti un rilevante impiego di risorse, soprattutto umane, ed è altresì evidente come la stessa, al momento, sia l’unica atta a consentire la ripresa  dell’attività 

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