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sindacalismo

  • "Non sono 30 pesos, sono 30 anni di abusi": sindacalista spiega le proteste in Cile
    AMERICA LATINA
    22.10.2019

    Di Sergio Pintado
    da sputniknews.com
    Trad. di redazione comunistibrescia.com

    Le massicce proteste contro il governo di Sebastián Piñera continuano in Cile nonostante il coprifuoco e aggiungono uno sciopero nazionale convocato martedì da diversi sindacati. Il leader Esteban Maturana ha detto a Sputnik che non vi sono state mobilitazioni del genere dall'ultima dittatura cilena.

    "In 30 anni, il Cile non ha vissuto un'esplosione di rabbia popolare come quella in cui vive adesso", Esteban Maturana, leader della Confederazione Nazionale della Sanità Comunale (Confusam), uno dei sindacati che ha chiesto uno sciopero nazionale contro la repressione che la polizia ha scatenato per le strade.

    "Le proteste in Cile sono un serio avvertimento per le autorità"
    Maturana ha spiegato che la mobilitazione era stata originariamente chiamata per lamentarsi della mancanza di un budget per la salute pubblica, ma lo stato di emergenza e il coprifuoco decretato dal governo cileno hanno portato a un cambiamento nella piattaforma di chiamata.
    Il leader ha sottolineato il sostegno delle organizzazioni sociali alle proteste, che sono sorte spontaneamente tra gli studenti che usano la metropolitana di Santiago ogni giorno. Il fattore scatenante è stata la decisione del gruppo di esperti del trasporto pubblico (organo responsabile della determinazione degli aumenti) di introdurre un adeguamento al rialzo di 30 pesos cileni.

    Il cambiamento, che ha iniziato a entrare in vigore domenica 6 ottobre, ha portato il prezzo del biglietto della metropolitana a 830 pesos ($ 1,14) nelle ore di punta, che va tra le 7 e le 9 e tra le 18 e le 20.

    Le proteste sono iniziate il 14 ottobre e, benché Piñera abbia annunciato la sospensione dell'aumento cinque giorni dopo, sono rimaste nelle ore successive, aggiungendo altre rivendicazioni.

    "Il problema non è di 30 pesos. Sono 30 anni di corruzione e abuso della classe politica, della chiesa e delle forze armate", ha detto Maturana.
    Secondo il leader sindacale, i manifestanti ora cercano "la riforma di una Costituzione che deriva dalla dittatura", nonché "qualità, sanità pubblica e istruzione".

    Maturana ha ritenuto che l'unica via d'uscita per la situazione di crisi in cui si trova il paese è che il presidente Piñera convochi un "patto sociale" in

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  • Oggi in Iveco, a Brescia, per volantinare in sostegno allo sciopero dei Metalmeccanici del 14 Giugno.
    BASTA RASSEGNAZIONE, È L'ORA DELLA LOTTA!
    + LAVORO - PROFITTO
    + STATO - MERCATO

  • Sono 4 i morti sui luoghi di lavoro il 1°maggio.
    Oltre a due agricoltori morti schiacciati dal trattore apprendiamo della morte dell'edile Alessandro Gigliani che era rimasto gravemente ferito nel piacentino e di un altro caduto da un 'impalcatura in provincia di Bolzano.
    Un primo maggio bagnato dal sangue dei nostri lavoratori.
    (Dall'Osservatorio Indipendente Morti sul Lavoro di Bologna cadutisullavoro.blogspot.com).

  • di Stefano Barbieri, Direzione Nazionale PCdI

    Relazione al seminario sulla forma partito.
    Ricostruire il Partito Comunista - Bologna, 24 gennaio 2015

    Il dibattito sul rapporto tra sindacati e comunisti è un dibattito antico. Un dibattito che si è legittimamente riproposto molte volte nella storia del movimento comunista internazionale e che, in realtà, prescinde dal puro specifico sindacale e tocca la questione centrale della conquista delle masse come chiave della prospettiva rivoluzionaria.

    Questo era il punto di partenza di Lenin nella sua polemica con l’ultrasinistrismo di allora, sulle questioni tattiche generali più importanti (dal sindacato appunto, alla questione elettorale).

    La questione sindacale si collega strettamente a quella della conquista della maggioranza della classe operaia e del proletariato. Questo concetto è punto centrale del testo delle gramsciane tesi di Lione, approvate al 3° congresso del Partito Comunista d’Italia.

  • Oggi, 25 novembre, presso il Tribunale di Roma si svolgerà la prima udienza del ricorso d’urgenza presentato da USB contro l’accordo del 10 gennaio scorso sottoscritto da Confindustria e CGIL, CISL, UIL e UGL sulla rappresentanza sindacale.
    Tale accordo di fatto vorrebbe sancire il formale e definitivo monopolio delle sigle sindacali stipulanti, in aperto contrasto con i più elementari principi democratici e con l’ultima sentenza della Corte Costituzionale del luglio 2013 sulla materia. l'USB si sta opponendo a questo accordo a livello sindacale tra i lavoratori ed anche a livello legale.