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esteri

  • Questione russa e Propaganda euro-atlantica

    di Federico La Mattina per Marx21.it


    Dallo scoppio della crisi ucraina i media occidentali hanno portato avanti una martellante campagna di disinformazione volta a presentare la Federazione Russa come responsabile della guerra civile ucraina e sulla base di questo hanno avallato le scellerate scelte europee in materia di sanzioni contro la Russia. Il voto al Parlamento Europeo del 15 gennaio, che ha visto uniti popolari e socialisti, ha confermato la politica aggressiva dell’Unione Europea, minacciando direttamente la pace in Europa. Le recenti dichiarazioni della NATO e le allusioni di qualche leader europeo dovrebbero mettere in allarme chiunque abbia a cuore le ragioni della pace.

    L’Unione Europea ha svolto fin dall’inizio un ruolo di prim’ordine nella realizzazione del golpe di febbraio contro il governo Yanukovich e ha avallato le politiche imperialiste nordamericane miranti a pressare e contenere la Russia tramite l’avanzata della NATO. In Italia il dibattito sui rapporti euro-russi è quasi inesistente; chi sostiene la necessità di instaurare normali rapporti politici, economici e di scambio culturale con la Russia viene solitamente bollato, con un certo sprezzo, come “filorusso” o, addirittura, come “ostile all’Europa”. E’ evidente che nell’immaginario comune (riflesso delle idee propagandate dagli organi di informazione legati a diversi livelli ai gruppi dominanti) non esiste Europa al di fuori della cornice euro-atlantica.

     

  • INCONTRO PUBBLICO CON GIULIETTO CHIESA - C.S. 28 MAGGIO - ROVATO (BS) - 6/2/15 (VIDEO)

  • Tsipras, l'Unione Europea e l'esigenza di uno sguardo lungo

    Com’è vero che la fase storica, in Europa, è totalmente sovraordinata – sino ai minimi dettagli politici, sociali e istituzionali – dalla nefasta e violenta costruzione dell’Unione europea per mano del capitale transnazionale europeo, così è vero che le vicende di questi giorni di inizio febbraio 2015 – tutte segnate dal tentativo di Alexis Tsipras e dal suo ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, di aprire con la BCE una trattativa sul debito greco - sono di capitale importanza sia per le future dinamiche interne all’Ue che per le stesso futuro politico delle forze comuniste e di sinistra d’Europa.
  • LA CINA DA IMPERO A NAZIONE Intervista con Diego Angelo Bertozzi

      Diego Angelo Bertozzi (Brescia, 1973) vive a Castegnato (BS). Laureato in Scienze Politiche (indirizzo politico internazionale) ha pubblicato "La Festa dei lavoratori. Il Primo Maggio a Brescia dalle origini alla prima guerra mondiale" (Ediesse, 2009). Ha collaborato con "Storia in Network" e "Il Calendario del Popolo", occupandosi principalmente di storia cinese e americana. Attualmente prosegue la ricerca sulla storia del Primo Maggio. È autore del volume "La Cina da impero a nazione. Dalle guerre dell'oppio alla morte di Sun Yat-sen (1840-1925)" (Edizioni Simple, 2011), in cui ha ricostruito le tragedie del colonialismo e dell'imperialismo che hanno umiliato la Cina. Su questi temi Bertozzi ci ha rilasciato l'intervista che segue.

  • Nuove Sanzioni UE basate sul nulla!

    La UE accusa Mosca del bombardamento di Mariupol e decide nuove sanzioni. Ma persino Kiev smentisce Bruxelles: “non ci sono truppe regolari russe nel Donbass”.

  • Procaccini (Segr. Naz. PCdI): Un fatto storico la vittoria di Tsipras

    I risultati che arrivano dalle elezioni greche sono di straordinaria importanza, segnano l'avanzata complessiva della sinistra e la vittoria netta di Alexis Tsipras. E' un segno forte che il popolo greco ha inviato alla Troika di Bruxelles, è la catena dell'austerity che comincia a spezzarsi. Tuttavia, il risultato dell'estrema destra di Alba Dorata è un dato di cui non si può non tenere conto: quel dato impone alla sinistra la massima compattezza e vigilanza democratica. Ci complimentiamo inoltre con i compagni del KKE per il loro risultato di tenuta in questi anni difficili.
    La vittoria di Tsipras ed il risultato della sinistra greca rappresenta un chiaro segnale anche per noi: è tempo che anche l'Italia conosca una sinistra unita in grado di contare, essere competitiva, plurale, partecipata e che valorizzi il contributo delle differenti organizzazioni e culture politiche di cui essa è composta.
    E' per questo che in Italia lavoriamo per la ricomposizione comunista e per un fronte di sinistra che abbia una politica di massa.
    Cesare Procaccini, segretario naz.le Partito Comunista d'Italia

  • LA GRECIA E NOI

    Alcuni compagni mi hanno scritto chiedendomi di chiarire meglio la posizione del partito sulle prossime elezioni in Grecia, e se avevamo cambiato posizione verso Tsipras e Syriza rispetto al recente passato.

    Il sito del partito ha pubblicato pochi giorni fa una dichiarazione del nostro segretario in cui, sia pure succintamente, la nostra posizione in materia è espressa in modo chiaro.
    Vediamo di evidenziarne i punti salienti.

  • ATENE: Il municipio di Kesarianí si tinge di rosso dopo il terzo turno elettorale

    Il municipio di Kesarianí, uno dei quartieri ad est di Atene (3 km ad est del centro di Atene), da domenica 30 novembre è nelle mani dei "rossi", dopo la ripetizione del secondo turno delle elezioni municipali.

    Bisogna evidenziare che nelle elezioni del maggio scorso la lista del "Raggruppamento Popolare", appoggiata dal KKE, aveva ottenuto il 22,36% (2.766 voti) ed era stata ingiustamente esclusa dal secondo turno per un voto.

  • Sulla cecità della sinistra occidentale

    Sulla cecità della sinistra occidentale

    di Andre Vltchek* traduzione di Giuseppe Volpe per www.znetitaly.org


    La sinistra occidentale gioca sul sicuro quando si tratta di storia
    mondiale. Alcuni stanno (ormai da decenni) paragonando l’Unione
    Sovietica alla Germania Nazista, la maggior bomba propagandistica di
    lavaggio del cervello inventata dai grandi propagandisti dell’Impero!

  • Discriminazione razziale e discriminazione di classe negli Stati Uniti

    ferguson

    Dire che quello di Michael Brown è stato un omicidio non è abbastanza. È stata un’esecuzione. Così come un’esecuzione è stata quella di Davide Bifolco nel rione Traiano a Napoli. Non si tratta ovviamente di coincidenze, di agenti fuori controllo o di “mele marce”: è l’intero albero che va abbattuto se si vuole porre fine alla violenza sistematica contro neri e poveri. Se si vuole spezzare l’infame ritornello “kill the poor” ritmato dai padroni ed eseguito dai suoi cani da guardia.

  • USA, UE e la glorificazione del Nazismo

    Tre paesi hanno votato NO alla risoluzione contro la glorificazione del nazismo, adottata dalla III Commissione dell'Assemblea Generale dell'ONU: si tratta di USA, Canada e, ovviamente, Ucraina.
    115 paesi hanno votato a favore, 55 si sono astenuti tra cui i paesi UE.

  • Petro Simonenko: “Ucraina unita e Ucraina Sovietica sono concetti identici”

    Oggi, anche coloro che per anni ci hanno gettato addosso fango, che hanno accusato il Partito Comunista di Ucraina di tutti i peccati mortali, che hanno incitato l'opinione pubblica alla “caccia alle streghe” e che hanno cantato le lodi di tre presidenti, devono riconoscere ormai apertamente che la federalizzazione e decentralizzazione proposte dai comunisti avrebbero preservato l'unità del paese. Ma i politici non avevano voluto ascoltare. Non volevano ascoltare i comunisti, che chiedevano un referendum e l'esame alla Rada Suprema dei problemi legati alla riforma amministrativa e al rafforzamento dei diritti delle comunità territoriali. E' quanto ha sostenuto il leader dei comunisti ucraini Petro Simonenko.

  • Il Partito Comunista di Israele si mobilita contro la nuova aggressione scatenata dal governo Netanyahu .

    Dimostrazioni contro la mortale operazione militare israeliana a Gaza si sono svolte giovedì notte (13 Novembre ndr) a Tel Aviv, Haifa e Gerusalemme di Haddash (Fronte Democratico per la Pace e l'Uguaglianza – Partito Comunista di Israele). Studenti arabi ed ebrei, militanti di Haddash, hanno preso parte anche a dimostrazioni nelle Università di Haifa e Tel Aviv e nell'Università Ebraica di Gerusalemme, giovedì pomeriggio. Attivisti in tutto il paese hanno scandito slogan come “Arabi ed Ebrei rifiutano di essere nemici”, “A Gaza e Sderot, le bambine vogliono vivere”

  • Non solo Apec: l'attivismo diplomatico cinese .

    La puntuale “crociata”

    Nell'immediata vigilia del vertice Apec (Asia-Pacific Economic Organisation) scriveva l'Economist: "Dal 10 novembre il presidente Xi Jinping accoglierà i leader mondiali per il vertice Apec di quest'anno. Era dai tempi delle Olimpiadi del 2008 che così tanti leader non si trovano riuniti nella capitale, e con la presenza dei capi di Stati Uniti, Russia e Giappone. Si tratta di un momento decisivo per la politica estera del signor Xi.