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Grecia

  • DEFAULT TOTALE

    Pubblichiamo , come come contributo alla discussione , un articolo di Giulio Palermo, compagno ed economista dell'Università di Brescia, che analizza possibilità e conseguenze di un eventuale ripudio totale del debito pubblico da parte dell'Italia.

    DEFAULT TOTALE

    Giulio Palermo

    In questo articolo, propongo una riflessione ad ampio raggio sulla possibilità che il
    movimento contro il debito si sviluppi attivamente in ogni paese d’Europa, connotandosi in senso
    anticapitalista. Invece di tifare Grecia e sperare che il governo Tsipras strappi condizioni dignitose
    nelle trattative con i creditori che strangolano il paese, l’idea è di aprire fronti di lotta al debito
    pubblico in tutti i paesi. Non ovviamente nell’intento di stabilizzare il sistema finanziario — come
    vorrebbero alcune forze favorevoli a un default negoziato e parziale — ma per far saltare l’attuale
    assetto politico-finanziario e avviare un processo verso il socialismo.
    Gli effetti moltiplicativi di un simile coordinamento anticapitalista europeo sono ovvi. Sul
    piano politico, il rafforzamento del governo Tsipras in Grecia sarebbe immediato. Se ne tocchi uno,
    ci ribelliamo tutti! Questo è il migliore messaggio che sfruttati e oppressi d’Europa possono inviare
    ai signori dell’euro e della finanza.

  • CON LA LOTTA DEL POPOLO GRECO E PER LA DEMOCRAZIA

    Salto nel vuoto oppure comoda fuga dalle proprie responsabilità: così, anche nel diversificato e a volte confuso universo della sinistra radicale, si è generalmente reagito alla decisione del governo greco guidato da Alexis Tsipras di sottoporre a referendum le misure facenti parte del nuovo diktat dell'Unione Europea. No, non è questo il momento per lanciare facili accuse a chi ha dovuto prendere tale decisione ricorrendo ad uno strumento semplicemente democratico, ma che sta producendo la rabbiosa e intimidatoria reazione di governi europei e dirigenti Ue. Rispettiamo quella decisione!

  • Fine di una leggenda

    A quanto pare la Merkel ha indotto Schäuble (che stava facendo saltare il compromesso raggiunto il 20 febbraio con Atene, già parecchio oneroso per quest'ultima) a più miti consigli riguardo alla Grecia. Questo su pressione di Obama, che ritiene che una uscita della Grecia dall'euro (e contestuale suo accordo con la Russia) indebolirebbe il fronte sud-est della Nato e quindi il suo controllo su quella parte del Mediterraneo.

    Le lezioni contenute in questa vicenda sono diverse:

  • Il reddito delle famiglie greche si è ridotto dell'86% a causa della crisi

    Secondo uno studio commissionato dall'Istituto tedesco per la ricerca macroeconomica (IMK) e riproposto dal blog KTG, in Grecia le famiglie più povere hanno perso quasi l'86% del loro reddito, mentre i più ricchi solo il 17-20%.La pressione fiscale sui poveri è aumentata del 337%, mentre l'onere per le classi superiori di reddito è aumentato solo del 9% !!! Questo è il risultato di uno studio che ha analizzato 260.000 dati fiscali e redditi degli anni 2008-2012. 

    Questi gli altri principali risultati dello studio:

  • Procaccini (Segr. Naz. PCdI): Un fatto storico la vittoria di Tsipras

    I risultati che arrivano dalle elezioni greche sono di straordinaria importanza, segnano l'avanzata complessiva della sinistra e la vittoria netta di Alexis Tsipras. E' un segno forte che il popolo greco ha inviato alla Troika di Bruxelles, è la catena dell'austerity che comincia a spezzarsi. Tuttavia, il risultato dell'estrema destra di Alba Dorata è un dato di cui non si può non tenere conto: quel dato impone alla sinistra la massima compattezza e vigilanza democratica. Ci complimentiamo inoltre con i compagni del KKE per il loro risultato di tenuta in questi anni difficili.
    La vittoria di Tsipras ed il risultato della sinistra greca rappresenta un chiaro segnale anche per noi: è tempo che anche l'Italia conosca una sinistra unita in grado di contare, essere competitiva, plurale, partecipata e che valorizzi il contributo delle differenti organizzazioni e culture politiche di cui essa è composta.
    E' per questo che in Italia lavoriamo per la ricomposizione comunista e per un fronte di sinistra che abbia una politica di massa.
    Cesare Procaccini, segretario naz.le Partito Comunista d'Italia