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PCDI

  • Esprimo la profonda soddisfazione mia e di tutto il Partito Comunista d’Italia per la riuscita della manifestazione di lancio dell’associazione per la ricostruzione del Partito Comunista. Il 20 dicembre centinaia di compagne e compagni hanno affollato il Centro Congressi Cavour di Roma per dimostrare la loro adesione convinta ad un progetto di ricostruzione di un soggetto politico comunista unitario e rinnovato. Un apporto prezioso ai processi unitari a sinistra a cui i comunisti organizzati in partito devono portare il loro contributo.

    A 20 anni circa dalla sciagurata scelta di chiudere l’esperienza del Partito Comunista Italiano e all’epilogo del renzismo a cui sono giunti i fautori di quella “svolta”, i comunisti riaffermano la loro volontà di essere parte delle dinamiche della società e di essere il soggetto rivoluzionario del cambiamento autentico.

  • Fausto Sorini, resp. Esteri Pdci:

    Nei giorni scorsi è stata lanciata una campagna per l’uscita dell’Italia dalla Nato. Una iniziativa che ha l’obiettivo di mettere in discussione l’Alleanza che è al centro di tutti i conflitti di questi ultimi anni.

    Il Pdci è fra i promotori di questa campagna e invita tutt@ ad aderire e a lavorare per dare massima diffusione a questa iniziativa. Di seguito il manifesto politico IN ITALIANO E IN INGLESE.

  • Le elezioni regionali di novembre, Emilia-Romagna e Calabria, esprimono dati drammatici di astensione e di spostamento a destra dell'elettorato . La crisi sociale morde e lascia il segno.

    Coloro che si riconoscono nel governo diventano gruppo sempre più sparuto ancorché preponderante, degna rappresentazione di una oligarchia: una vittoria di minoranza.

    In una Regione Emilia Romagna falcidiata dalle condanne e dagli avvisi di garanzia, va a votare solo un elettore su tre e la maggioranza, che si attesta al 50%, viene espressa da un elettore su sei. Non si sono mobilitate né le strutture del PD (in disarmo evidente, un disarmo evocato dal premier), né quelle del sindacato.

  • La provocatoria visita bresciana di lunedì 3 novembre del Presidente del Consiglio ad una selezionata platea di industriali dalla marcata vocazione antisindacale - con tanto di lavoratori costretti a ferie forzate pagate di tasca propria - e il suo ostentato disprezzo nei confronti della mobilitazione di lavoratori organizzati dalla CGIL e dalla FIOM è stata volta, con ogni evidenza, a rimarcare la debolezza dei lavoratori stessi sul piano politico.