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PCI PCDI

  • CON LA LOTTA DEL POPOLO GRECO E PER LA DEMOCRAZIA

    Salto nel vuoto oppure comoda fuga dalle proprie responsabilità: così, anche nel diversificato e a volte confuso universo della sinistra radicale, si è generalmente reagito alla decisione del governo greco guidato da Alexis Tsipras di sottoporre a referendum le misure facenti parte del nuovo diktat dell'Unione Europea. No, non è questo il momento per lanciare facili accuse a chi ha dovuto prendere tale decisione ricorrendo ad uno strumento semplicemente democratico, ma che sta producendo la rabbiosa e intimidatoria reazione di governi europei e dirigenti Ue. Rispettiamo quella decisione!

  • Appello a sostenere il Comitato NO GUERRA NO NATO

    Siamo in presenza di una escalation terroristica a livello internazionale che in queste ore ha visto un pericoloso innalzamento.
    Essa è volta a creare nell’opinione pubblica europea e occidentale una atmosfera di paura e di insicurezza, che giustifichi poi atti di guerra da parte degli USA e della NATO, presentati come interventi “necessari” per proteggere la sicurezza dei popoli europei.

    Gli incendiari appiccano il fuoco: poi si presentano come pompieri.
    I settori più oltranzisti del capitalismo USA non si rassegnano al fatto che viviamo ormai in un mondo in cui gli Stati Uniti devono convivere con pari dignità con altri Paesi e regioni emergenti del mondo (Russia, Cina, India, Brasile, Sudafrica..) e non possono più farla da padroni.

  • LA BOMBA ATLANTICA

    La tentazione cui vogliamo resistere è quella di adattarci ad una lettura per così dire 'minimalista' della stagione delle stragi italiane. Secondo tale lettura, avanzata anche da seri storici, per intenderci, democratici, un fattore costante di quegli episodi sarebbe la casualità, tra bombe che scoppiano per errore ed altre che per malfunzionamenti diversi non scoppiano. Tutto ciò a disinnescare una serie di letture politiche e dietrologie che molti, e noi tra loro, vorrebbero produrre mentre cercano un senso compiuto, un disegno avanzato, in quegli atti che ci hanno segnato.

    E' una lettura, quella minimalista, certamente corredata da una attenta e a volte estenuata conoscenza dei fatti. Ma, conoscendo una a una tutte le formiche che operarono in quegli anni, si corre così un primo rischio, ovvero quello di perdere di vista il formicaio, cioè di essere indotti a rinunciare a quella visione d'insieme di cui mai uno storico dovrebbe fare a meno come obiettivo.

  • 100 ANNI FA IL “TOTALITARISMO” DELLA GUERRA. OVVERO: NON E' TEMPO DI MEMORIALISTICA DELL'EROISMO E DEL SACRIFICIO

    Il 24 maggio 1915 l'Italia entra in guerra a fianco di Francia, Gran Bretagna e Russia: gli avversari sono gli imperi di Germania e Austria-Ungheria. Per la propaganda si tratta di prendere parte ad una guerra di civiltà che avrebbe distrutto l'autoritarismo – rappresentato dagli imperi centrali – liberato le nazioni oppresse e dato un contributo definitivo alla vittoria della libertà e della democrazia. Una vera e propria “missione” in armi alla quale si adegua via via anche parte del movimento operaio italiano e la gran parte dei partiti che si riconoscevano nella Seconda internazionale: i voti a favore dei crediti di guerra dei socialisti francesi e dei socialdemocratici tedeschi spazzano via le tante risoluzioni internazionaliste e pacifiste adottate negli anni precedenti (l'ultima a Basilea nel 1912). Troppi distinguo e accorgimenti tattici hanno reso semplice carta straccia l'impegno a «compiere ogni sforzo» per impedire la guerra «con tutti i mezzi ritenuti più opportuni» e «sfruttare con tutte le forze la crisi economica e politica creata dalla guerra per scuotere gli strati più profondi della popolazione e accelerare la caduta del dominio capitalista»

  • LE PENSIONI VANNO RIMBORSATE, PAROLA DI CONSULTA

    di Lucia Mango

    La vicenda del mancato adeguamento delle pensioni al costo della vita è l’ennesima pagina vergonosa che si scrive in questo paese. Il governo Monti stabilì questa misura nel 2011 col decreto ‘salva Italia’, colpendo ovviamente le pensione oltre 1250 euro, come se fossero tutte uguali. Oggi la consulta ha bocciato questo provvedimento, giudicandolo incostituzionale e pronunciando una sentenza che vale erga omnes, senza bisogno di un ricorso. Essa è, dunque, immediatamente applicativa.

    Questo significa che con una semplice domanda all’Inps, avranno diritto al rimborso, sia coloro che, con pensioni poco più alte di mille euro, in questi anni hanno dovuto fare ‘salti mortali’ per sbarcare il lunario, sia coloro che percepiscono pensioni d’oro e che già oggi gravano sulle casse dello stato per 3.515 milioni di euro.

    Nel frattempo, riguardo a questa vicenda, l’Unione Europea svela ancora una volta il proprio volto, non preoccupandosi, cioè, che venga restituito il maltolto ai lavoratori oggi pensionati che percepiscono una pensione medio bassa, ma ricordando all’Italia che è sotto stretta osservazione per quanto riguarda il pareggio di bilancio e i vincoli europei.

  • Il Partito e la duplice lotta di liberazione

    Il partito? Uno strumento vecchio, troppo Novecentesco, inutile, deleterio, poco trasparente, anti-democratico, fonte di corruzione. Da decenni – con sistematicità dall’inizio degli anni ’90 - ci raccontano tutto questo. Certo, le occasioni per dare ragione a simili accuse non sono mancate e non mancheranno, ma l’attacco allo strumento partito - che in Italia nel suo ruolo di “palestra della democrazia” ha permesso alle classi subalterne di liberarsi dall’egemonia liberale (la politica come esclusivo patrimonio del notabilato borghese) e successivamente di pensarsi come possibile classe dirigente - è parte integrante del grandioso piano di de-emancipazione politica oggi in atto che ha portato alla sostanziale fine della fase repubblicana post bellica. Proprio così: senza la presenza, politica e culturale, dei partiti di massa il nostro Paese non avrebbe goduto degli sviluppi democratici - certo contraddittori e segnati anche da tentativi di sabotaggio - seguiti alla caduta del fascismo.

  • QUESTO GOVERNO E QUESTA CLASSE DIRIGENTE NON CI DANNO LE NECESSARIE GARANZIE DI ANTIFASCISMO

  • Disordine e immigati Dichiarazione della Segreteria Provinciale PcdI Brescia sugli eventi avvenuti a seguito della manifestazione di protesta dei lavoratori immigrati di Sabato 21 Marzo.

    A fronte degli scontri che hanno segnato la città in questi giorni non possiamo che sottolineare come tutto questo sia in linea con l'impostazione che si è voluta dare al problema dei permessi di soggiorno per gli immigrati.
    Quando si rifiutano l'80% delle richieste di regolarizzazione si aderisce di fatto ad un solo criterio, ovvero quello di ritenere i lavoratori immigrati un problema di ordine pubblico e non una delle risorse della comunità. Conseguentemente le loro legittime proteste divengono ulteriore problema da risolvere con la forza e così avviene che il disordine parta dall'alto.

  • QUALE POLITICA PER IL LAVORO - SEMINARIO A CURA DI PCdI Brescia

  • Elezioni regionali Veneto, alleanze e questione morale

    Qualche giorno fa, nella riposta che abbiamo inviato come Comunisti Italiani veneti alla richiesta del segretario regionale del PD di lavorare a un programma comune per le regionali, abbiamo tentato di spiegare la distanza incolmabile tra le posizioni politiche dei due partiti. Distanza che impedisce qualsiasi accordo. Abbiamo sollevato, prioritariamente, il problema della “questione morale” e di quelle, ormai abituali, forme di finanziamento delle campagne elettorali da parte di ricchi privati che potrebbero configurare un conflitto di interesse, che sostituiscono il finanziamento pubblico e che sono inaccettabili per chi si propone di rappresentare chi vive del proprio lavoro.

  • FUORI I FASCISTI DALLE CITTA'

    Esprimo la solidarietà mia e di tutto il Partito Comunista d’Italia ai compagni del CSA Dordoni di Cremona, vittime di una assalto di gravità inaudita da parte di una squadraccia neofascista, una banda comprendente elementi anche estranei alla città che tradisce la premeditazione di questa azione. Noi da sempre siamo per lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste, in conformità alla legge ed al dettato della Costituzione repubblicana ed antifascista tanto più a 70 anni dalla vittoria della resistenza sul nazifascismo.

  • IL SOGNO COMUNISTA E' ANCORA VIVO - Un'intervista a Cesare Procaccini

    Gli ultimi anni nel nostro Paese si è verificato un disastroso abbattimento del diritto dei lavoratori, portando la stessa Italia ad affrontare una crisi infinita. Il Pdci ha voluto fondare un nuovo partito politico che riunirà tutti i grandi soggetti della vera sinistra italiana, infatti nel nuovo Partito Comunista d’Italia vi è la volontà di guidare un largo fronte, per tutelare il martoriato campo del lavoro. La libertà degli uomini è messa in pericolo dallo sconfinato sistema economico. Senza questo diritto si rischia di cadere nel macabro tunnel del non ritorno.

  • Procaccini: "Posta una pietra per la ricostruzione del Partito Comunista"

    Esprimo la profonda soddisfazione mia e di tutto il Partito Comunista d’Italia per la riuscita della manifestazione di lancio dell’associazione per la ricostruzione del Partito Comunista. Il 20 dicembre centinaia di compagne e compagni hanno affollato il Centro Congressi Cavour di Roma per dimostrare la loro adesione convinta ad un progetto di ricostruzione di un soggetto politico comunista unitario e rinnovato. Un apporto prezioso ai processi unitari a sinistra a cui i comunisti organizzati in partito devono portare il loro contributo.

    A 20 anni circa dalla sciagurata scelta di chiudere l’esperienza del Partito Comunista Italiano e all’epilogo del renzismo a cui sono giunti i fautori di quella “svolta”, i comunisti riaffermano la loro volontà di essere parte delle dinamiche della società e di essere il soggetto rivoluzionario del cambiamento autentico.

  • Fausto Sorini - Resp. Esteri PdCI - Perchè dobbiamo uscire dalla NATO

    Fausto Sorini, resp. Esteri Pdci:

    Nei giorni scorsi è stata lanciata una campagna per l’uscita dell’Italia dalla Nato. Una iniziativa che ha l’obiettivo di mettere in discussione l’Alleanza che è al centro di tutti i conflitti di questi ultimi anni.

    Il Pdci è fra i promotori di questa campagna e invita tutt@ ad aderire e a lavorare per dare massima diffusione a questa iniziativa. Di seguito il manifesto politico IN ITALIANO E IN INGLESE.

  • APPELLO per una partecipazione unitaria dei Comunisti alla manifestazione del 12 Dicembre

    Brescia 5 dicembre 2014

    I compagni del PdCI di Brescia, così come molti lavoratori, ritengono lo sciopero generale di venerdì 12 dicembre una tappa importante nel percorso aperto di costruzione di una opposizione efficace alle politiche del governo Renzi.
    Il Jobs Act, contro il quale manifesteremo, è solo l'ultimo provvedimento dei tanti che hanno marchiato con l’ingiustizia questa crisi economica, chiarendo a tutti che non la democrazia si vuole, ma il sopruso sistematico a partire dai luoghi di lavoro..
    Sottolineando che la reazione politica adeguata deve passare per la costruzione di una opposizione unita e chiara, proponiamo che si costruisca uno spezzone unitario dei comunisti, unito da uno striscione da decidere con la più ampia condivisione.
    Per chi voglia parlarne e aderire apriamo la nostra riunione di mercoledì 10 dicembre nello 'scantinato dei comunisti' in via cesare arici 15 (zona Fiumicello) alle ore 20.45

    la Segreteria del PdCI di Brescia

  • COMUNICATO SEGRETERIA DEL PDCI DI BRESCIA SULLE ELEZIONI REGIONALI

    Le elezioni regionali di novembre, Emilia-Romagna e Calabria, esprimono dati drammatici di astensione e di spostamento a destra dell'elettorato . La crisi sociale morde e lascia il segno.

    Coloro che si riconoscono nel governo diventano gruppo sempre più sparuto ancorché preponderante, degna rappresentazione di una oligarchia: una vittoria di minoranza.

    In una Regione Emilia Romagna falcidiata dalle condanne e dagli avvisi di garanzia, va a votare solo un elettore su tre e la maggioranza, che si attesta al 50%, viene espressa da un elettore su sei. Non si sono mobilitate né le strutture del PD (in disarmo evidente, un disarmo evocato dal premier), né quelle del sindacato.

  • L' IMPORTANZA DELLA FORMA-PARTITO

    falcemartello

    Quando nella società vengono meno tutte le certezze e i pilastri che la sorreggono è inevitabile che ci siano caos e confusione.Ad oggi possiamo dire con certezza che "grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è dunque eccellente", ma eccellente per cosa? per quale azione da intraprendere?

  • DICHIARAZIONE della Segreteria Provinciale del PdCI sulla visita di Renzi a Brescia del 3 Novembre 2014

    La provocatoria visita bresciana di lunedì 3 novembre del Presidente del Consiglio ad una selezionata platea di industriali dalla marcata vocazione antisindacale - con tanto di lavoratori costretti a ferie forzate pagate di tasca propria - e il suo ostentato disprezzo nei confronti della mobilitazione di lavoratori organizzati dalla CGIL e dalla FIOM è stata volta, con ogni evidenza, a rimarcare la debolezza dei lavoratori stessi sul piano politico.
  • 16 Novembre 2014 GIORNATA ROSSA !!!