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NEWS

M. Alboresi, segretario del PCI sulla censura al Brancaccio: "Le motivazioni di Falcone sono per noi inaccettabili"

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Teatro Brancaccio, Roma. E' andato in scena ieri l'incontro di varie componenti che avevano accolto l'invito della "società civile" per una nuova ricerca di unità a sinistra. La giurista Falcone, protagonista con lo storico dell'arte Montanari dell'iniziativa, ha deciso di non far parlare durante i lavori dell'Assemblea il segretario del Pci. E la motivazione, abbastanza singolare, è così sintetizzabile: ha già parlato Acerbo, segretario di Rifondazione Comunista. Sull'iniziativa in sè del Brancaccio non abbiamo molto da aggiungere a quello che abbiamo già pubblicato nei giorni precedenti. Trattasi, in estrema sintesi, dell'apripista di "Campo progressista" di Pisapia e dagli ex Pd.... per creare un nuovo Pd.
Manuela Palermi, presidente del Pci, ha scritto una nota molto critica in cui dichiara: “Quando qualcuno non ti permette di parlare, vuol dire che non vuole sentire quello che hai da dire. Il Pci ha risposto positivamente all’appello Falcone/Montanari manifestando, per correttezza politica, la sua posizione. E cioè: nessuna alleanza col Pd, nessuna riedizione del centrosinistra e il mantenimento della proprio autonomia politica ed organizzativa. Per capirci bene tra noi: il Pci non aderisce ad alcun soggetto politico, non si scioglie, ma continua con assoluta determinazione la sua ricostruzione."
Ieri al Brancaccio avebbe dovuto prendere la parola il segretario nazionale del partito, Mauro Alboresi. Come AntiDiplomatico gli abbiamo rivolto alcune domande.

28 MAGGIO - I Comunisti in Piazza Loggia anche per il Venezuela

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Domani, 28 Maggio 2017, in occasione e congiuntamente alla commemorazione della strage del 1974, alle ore 15 si terrà in Piazza Loggia un volantinaggio di solidarietà con il Venezuela e con tutti i popoli oppressi dall'imperialismo capitalista di USA, UE e alleati.

Organizzano PCI BS, PRC BS e il CS 28 Maggio di Rovato (BS)

 

" Lo studio dello sterminato numero di atti che compongono il fascicolo dibattimentale porta ad affermare che anche questo processo, come altri in materia di stragi, è emblematico dell'opera sotterranea portata avanti con pervicacia da quel coacervo di forze, individuabili con certezza in una parte non irrilevante degli apparati di sicurezza della Stato, nelle centrali occulte di potere che hanno prima incoraggiato e supportato lo sviluppo dei progetti eversivi della destra estrema e hanno sviato, poi, l'intervento della magistratura, di fatto rendendo impossibile la ricostruzione dell'intera rete di responsabilità. Il risultato è stato devastante per la dignità stessa dello Stato e della sua irrinunciabile funzione di tutela delle istituzioni democratiche, ... , ponendo una pietra tombale sui troppi intrecci che hanno connotato la malavita, anche istituzionale, dell'epoca delle bombe "

(Motivazioni della sentenza di appello del Tribunale di Milano, 10 agosto 2016.[23])

Conosciamo da tempo, se non da sempre, una verità storica sufficientemente chiara che inquadra la strage di Brescia dentro la sequela di attentati, stragi e tentate stragi, tentati colpi di stato, che nel periodo dagli anni 60 agli anni 80 ha visto muoversi Servizi segreti americani e nostrani, settori dell'Esercito e apparati dello Stato con esecutori ben riconoscibili appartenenti alla destra radicale. C'era, allora, la necessita` di ''normalizzare'' l'Italia nel quadro del fronte mediterraneo della Nato per lo piu' governato da dittature militari, c'era la necessita' di colpire e fermare quella immensa forza rappresentata da un movimento operaio compatto consapevole e vincente e da un Partito Comunista ad un passo da diventare forza di governo.

UNA FACCIA, UNA RAZZA, UNA LOTTA

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Dal sito del KKE, Partito Comunista Greco.

Uno sciopero generale di 24 ore si è tenuto in Grecia il 17 maggio 2017, così come scioperi e manifestazioni del Fronte Militante dei lavoratori (PAME) in decine di città, contro le misure che il governo di coalizione del partito “di sinistra” di SYRIZA e il partito nazionalista di ANEL hanno portato in parlamento per la discussione. Manifestazioni di protesta saranno organizzate dal PAME in tutto il paese il 18 ° di maggio, il giorno in cui i provvedimenti saranno votati.
Migliaia di lavoratori attraverso la loro partecipazione di massa allo sciopero dell 17 ° maggio in tutto il paese hanno dichiarato: “‘Non diventeremo gli schiavi del 21° secolo.’
Ad Atene lo sciopero del PAME si è concluso con una grande marcia verso il Parlamento.

Vale la pena analizzare le misure che il governo SYRIZA-ANEL ha portato dopo le trattative con i sindacati e gli imperialisti dell'UE e del FMI per la 2° valutazione del 3° Memorandum. E ' chiaro dai risultati che il governo ha negoziato con gli istituti di credito per conto degli interessi dei gruppi nazionali di monopolio e non per il popolo, con l'obiettivo di accelerare un processo di un'uscita dalla crisi capitalistica che favorisca il capitale.
La nuova serie di misure antipopolari intensifica ulteriormente l'assalto, spinge verso nuovi oneri alle famiglie, nello stesso tempo in cui si creano le condizioni migliori per le multinazionali (come ad esempio le nuove misure per la liberalizzazione del mercato e per accelerare le privatizzazioni).
In breve, le misure prevedono:

Libia, la vita rubata dei migranti.

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

di Manuela Palermi (Comitato Centrale PCI)

Accatastati sui camion, uno addosso all’altro, oppure incolonnati in lunghi cortei, storditi dal caldo e dal vento sabbioso del deserto, i migranti attraversano le rotte transahariane, quelle delle carovane beduine e tuareg. Migliaia e migliaia di uomini, donne e bambini in un viaggio che in media dura una decina di giorni. Non tutti sono africani, ci sono siriani, iracheni, afgani. Se vengono dalla Somalia il tragitto in linea retta è di quasi 4.500 chilometri e costa tra i 1500 e i 7000 dollari. Fuggono dalle guerre, dalla fame, dalla povertà, dalla disoccupazione, dall’Ebola, dall’Aids, dalle lotte tra i clan e, in questi ultimi anni, dal gruppo integralista Boko Haram.
Arrivano nei porti libici e aspettano in campi improvvisati, ammucchiati uno accanto all’altro, di salire sui gommoni che li porteranno in Italia.
Da quando è iniziata la crisi migratoria, il Mediterraneo s’è riempito di 30mila cadaveri. Ma ce ne sono molti altri che nessuno ha mai trovato e molti altri che vengono nascosti. Quanti ne muoiano nel lungo viaggio che li porta alla costa libica resta un mistero.
Per quanti accordi si facciano, per quanto governo italiano e Unione Europea mostrino i muscoli, il flusso non accenna a diminuire, anzi. Il periodo peggiore del viaggio non è la traversata del Mediterraneo. Il periodo peggiore è stare in Libia, dove il numero dei trafficanti cresce a vista d’occhio, tutti a caccia di migranti per poi venderseli tra loro. Li sottopongono ad umiliazioni di ogni tipo, le donne sono costrette a prostituirsi, i bambini vengono spesso venduti alle milizie. I trafficanti privano i migranti di ogni avere, gli tolgono soldi e beni. Poi, prima di lasciarli sulle coste libiche, li costringono a prendere lassativi per fargli espellere qualsiasi valore abbiano nascosto in corpo. Restano senza un dollaro. Devono lavorare settimane o mesi come schiavi prima di rifarsi i quattrini per il viaggio in mare. A volte restano nei campi - dove subiscono torture, esecuzioni, estorsioni - anche più di un anno.

Intervento del Primo Ministro Vietnamita Nguyen Xuan Phuc al 30° vertice ASEAN

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

In occasione del 42° anniversario della conquista di Saigon e della vittoria Vietnamita sull'invasore USA pubblichiamo l'attualissimo intervento del Primo Ministro Vietnamita Nguyen Xuan Phuc al 30° vertice ASEAN (associazione delle Nazioni del Sud Est Asiatico) tenutosi in questi giorni a Manila.
Da dangcongsan (sito web del Partito Comunista Vietnamita) traduzione di Pci Fed. Bs - Dip. Informazione

http://en.dangcongsan.vn/…/pm-nguyen-xuan-phuc-asean-should…

"Gli stati membri dell'ASEAN hanno bisogno di mantenere la loro responsabilità e lo spirito della comunità, in particolare una posizione comune sulle questioni internazionali e regionali, ad aumentare la posizione del blocco in campo internazionale, ha detto il primo ministro Nguyen Xuan Phuc in occasione della riunione nel quadro del 30 ° Summit ASEAN a Manila, nelle Filippine.
Egli ha esortato l'ASEAN ad aprire la strada del rispetto del diritto internazionale e dei principi fondamentali delle relazioni internazionali, in linea con l'obiettivo di costruire una comunità basata su regole condivise.

Il capo del governo vietnamita ha inoltre chiesto maggiori sforzi del gruppo per migliorare l'efficacia della cooperazione con i suoi partner e i meccanismi di dialogo tra i blocchi, con particolare attenzione alle attività orientate al risultato.

Nel suo discorso, il PM Phuc ha condiviso la preoccupazione comune per i recenti sviluppi della situazione internazionale e regionale, che hanno avuto un impatto multi-dimensionale sull'ASEAN e sui paesi membri.

NOI STIAMO CON I LAVORATORI - ALITALIA TORNI PUBBLICA

Scritto da Mauro Alboresi - Segretario Nazionale PCI. Postato in NEWS

di Mauro Alboresi*

Il 67% dei  lavoratori di ALITALIA, chiamati ad esprimersi in merito all'ipotesi di accordo definita tra il Governo e parte delle Organizzazioni Sindacali, ad esclusione del sindacalismo di base, relativamente al futuro della compagnia aerea, ha detto no.

Un no, chiaro ed inequivocabile, alla drastica riduzione degli organici, ad un ridimensionamento delle condizioni economiche e normative sancite dal contratto di lavoro, proposte come unica condizione per la ricapitalizzazione della compagnia, da parte di Etihad e di altri investitori, per il suo rilancio.

Dai sostenitori dell'intesa è partita, come al solito, l'accusa di irresponsabilità nei confronti dei lavoratori che rifiutano  la logica di un progressivo peggioramento delle loro condizioni, di lavoro e di vita, quale unica soluzione per il salvataggio di quella che dovrebbe essere la compagnia di bandiera, e già si danno per scontato il commissariamento e la liquidazione della stessa.

Noi stiamo con chi ha detto no.

UN RIMORSO SI AGGIRA PER LA SINISTRA

Scritto da Lamberto Lombardi - Segretario Provinciale PCI Brescia. Postato in NEWS

Sarà che siamo a marzo ma si sente l’aria del cambio di stagione, senza poter dire se quella che inizia sarà primavera. Perfino al congresso di Sinistra Italiana pare abbiano cantato l’Internazionale.

I fatti sono due, il referendum costituzionale del 4 dicembre e la fuoriuscita di Bersani dal PD fatti che, strettamente connessi tra loro, sembrano guidarci in una consecutio di considerazioni inaspettate sino a pochi mesi fa.

I dati relativi al voto referendario sono stati talmente imbarazzanti per l’establishment politico-intellettuale da venire presto, e in un modo apparentemente inspiegabile, accantonati. Pare sia successo che il popolo, inteso come sudditi o, come si intendeva marxisticamente, una classe in sé diversa dalla borghesia, si sia ritrovato a votare unito contro le riforme proposte dal Governo. Questo popolo non ha voluto sentire ragioni e, in modo talmente trasversale da riconoscersi come unico denominatore comune proprio quella identità di ceto sociale, ha snobbato e rimandato al mittente le proposte di meravigliose sorti e progressive raffazzonate dagli scribi dei signori.

Al punto che invece di una chiara vittoria le destre d’opposizione hanno subito capito di trovarsi tra le mani un problema non da poco: due terzi della popolazione, ovvero tutti coloro messi alla corda da dieci anni di crisi nera, si era ricordata nello stesso momento di tutte le false promesse che le erano state fatte in questi venticinque anni di seconda repubblica. E, per di più, l’occasione l’hanno colta schierandosi in difesa della costituzione del ’48, costituzione che non molti avevano letto sino a quel momento.

C’è n’è abbastanza, per Salvini & c. , per stare molto attenti e sorvolare, facendo finta di niente e riprendendo la campagna contro gli immigrati e la politica.