NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

NEWS

Sul cosiddetto Global Compact: "Espulsioni regolate e ordinate".

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Sul cosiddetto Global Compact: "Espulsioni regolate e ordinate".
di María Alejandra Díaz - Costituente venezuelana

 http://cntpaldia.org/sobre-el-denominado-pacto-mundial-de-migracion-expulsion-regulada-y-ordenadahttp://cntpaldia.org/sobre-el-denominado-pacto-mundial-de-migracion-expulsion-regulada-y-ordenada

Non sono migrazioni, sono espulsioni. I capitalisti globalisti progettano metodi per espellere persone, aziende e popoli dalle loro terre e dall'ordine socioeconomico, originando nuovi fenomeni.
L'élite ONU approva i trattati di portata transnazionale; l'ultimo, il Global Compact per una migrazione sicura regolare e ordinata, traccia il percorso di esecuzione dell' Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile del saccheggio e appropriazione delle risorse naturali di paesi che saranno cancellati dalla mappa della terra.

APPELLO DEL SEGRETARIO REGIONALE VENETO DEL PCI GIORGIO LANGELLA SULLA SICUREZZA SUL LAVORO

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Un'ecatombe.

Oltre tre morti sul lavoro ogni giorno!
Vi sembra che sia una cosa normale, naturale?

Nella recente comunicazione di INAIL su infortuni e malattie professionali del 2018, le cifre esposte danno una fotografia drammatica di cosa sia il lavoro, oggi, nel nostro paese. Secondo quanto riportato da INAL, nel 2018, sono 1.133 le denunce di infortunio con esito mortale con un aumento del 10,1% rispetto al 2017. Questo dato si riferisce solo gli assicurati INAIL e comprende sia i lavoratori morti sul luogo di lavoro sia quelli in itinere. Se si leggono i dati dell'Osservatorio Indipendente di Bologna, i morti per infortunio nei luoghi di lavoro sono, nel 2018, sono stati 704 (tutti documentati), con un aumento rispetto ai 634 del 2017 pari all'11%. Considerando i decessi in itinere, come fa INAIL, è facile stimare un totale di oltre 1.450. è da precisare che i dati dell'Osservatorio comprendono anche i lavoratori non assicurati INAIL.

Ma non è tutto. Dai dati INAIL si viene a conoscenza che le denunce di malattie professionali relative al 2018 sono aumentate, rispetto al 2017, del 2,8%.

VENEZUELA: IL PCV PER UN FRONTE PATRIOTTICO DI DIFESA NAZIONALE E PER UN USCITA RIVOLUZIONARIA DALLA CRISI CAPITALISTA

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Da https://prensapcv.wordpress.com

 

Nella conferenza stampa tenutasi Venerdì 25 gennaio Oscar Figuera, Segretario Generale del Comitato Centrale del PCV (Partito Comunista Venezuelano)  ribadisce che si sta sviluppando un colpo di stato lanciato dall'imperialismo USA, dai suoi lacchè nei governi dell'America Latina e la destra venezuelana servile e apolide che, disconoscendo Nicolas Maduro come presidente costituzionale della Repubblica Bolivariana del Venezuela, tenta di installare un governo fantoccio nel nostro paese e creare le condizioni per un quadro di violenza politica che aprirebbe la strada di una guerra civile che giustificherebbe la reazione internazionale e l'intervento diretto.

 

* Di fronte a questi fatti, il PCV stabilisce di: *

Attivare tutte le capacità del PCV, della JCV (Gioventù Comunista Venezuelana) e dei fronti di massa politici per promuovere la più ampia alleanza patriottica, democratica e popolare-rivoluzionaria contro il golpe imperialista.

Continuare a promuovere la solidarietà internazionale dei Partiti Comunisti e Operai, e del movimento progressista mondiale, che si sta sviluppando attraverso il Dipartimento di Politica Internazionale PCV, JCV, COSI (Comitato di Solidarietà Internazionale) e dei fronti politici di massa; espressa in decine di azioni e messaggi di solidarietà provenienti da diverse organizzazioni come il Consiglio Mondiale della Pace, la Federazione Sindacale Mondiale, Federazione Democratica Internazionale delle Donne, Federazione Mondiale della Gioventù Democratica, partiti comunisti del mondo e altre organizzazioni.

Promuovere la più ampia alleanza patriottica, democratica e popolare-rivoluzionaria, che dovrebbe avere l’obbiettivo di integrare la gestione del processo venezuelano, sconfiggere l'aggressione imperialista e risolvere i gravi problemi della nostra gente.

Promuovere un governo di ampia alleanza patriottica e democratico popolare rivoluzionario, che colpisca i settori alleati dell'imperialismo USA, principalmente i monopoli, in particolare il settore finanziario speculativo, che quotidianamente saccheggia il nostro popolo.

Sviluppare un ampio piano di mobilitazione nazionale e internazionale che incorpori il movimento operaio-contadino, comunale e popolare, civile e militare, credenti e non credenti uniti in difesa della patria.

Chiediamo che i governi nazionali, regionali e comunali esercitino la loro autorità per neutralizzare le mafie della speculazione e della corruzione che agiscono impunemente, le azioni necessarie per recuperare il potere d'acquisto dei salari e l'accesso ai beni e ai servizi di base.

Sostenere la richiesta di una riunione immediata di GPPSB (Grande Polo Patriottico Simon Bolivar, coalizione di governo alla quale aderisce il PCV) con il presidente Nicolas Maduro Moros, e, allo stesso tempo, insistere su una incontro bilaterale con il capo dello stato sulle proposte del PCV, che consentono la via rivoluzionaria di uscita dalla crisi capitalista.

Contro l'aggressione imperialista, PCV, JCV e fronti politici di massa si pongano alla testa di un più ampio fronte patriottico, democratico, popolare e rivoluzionario per sconfiggere il colpo di stato in via di sviluppo.

Esprimiamo la nostra solidarietà ai venezuelani che in tutto il mondo soffrono di atti di xenofobia promossi dai governi di destra, in particolare in Ecuador. Condanniamo questa politica asservita all'imperialismo USA che cerca di raggiungere i suoi obiettivi di dominio, dividendo, disintegrando e contrapponendo i nostri popoli.

Il PCV sostiene la decisione del governo di interrompere le relazioni diplomatiche e consolari con il governo degli Stati Uniti.

* CONTRO IL GOLPE IMPERIALISTA! *

* UNITI IN DIFESA DELLA PATRIA! *

 
 

VENEZUELA: Comunicato dell'Assemblea Nazionale Costituente in rigetto della risoluzione UE

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

REPUBBLICA BOLIVARIANA DI VENEZUELA

ASSEMBLEA NAZIONALE COSTITUENTE

 

COMUNICATO STAMPA

 

Rifiutiamo la RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO che si aggiunge al piano di colpo di stato orchestrato DAL GOVERNO DEGLI STATI UNITI

 

L'Assemblea Nazionale Costituente, nell'esercizio del suo potere originale conferitole dal popolo venezuelano il 30 Luglio 2017 e in stretta conformità con la Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge con fermezza e categoricamente la risoluzione del Parlamento Europeo, approvata il 30 gennaio 2019, con la quale si intende appoggiare un colpo di stato in Venezuela, in seguito al complotto organizzato dal governo degli Stati Uniti.

 

Condanniamo i continui attacchi del Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, che lontano dalla sua funzione strettamente legislativa per l'Europa usa il suo alto ufficio per fare pressione sull'UE e i suoi Stati membri per presentare le posizioni estremiste che cercano di scatenare la violenza e sovvertire l'ordine costituzionale in Venezuela.

VENEZUELA - Bugie contro la pace. di Carola Chavez

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

DI CAROLA CHÁVEZ (giornalista venezuelana)

da psuv.org

traduzione di comunistibrescia.org


Il 10 ottobre 1990, una ragazza di 15 anni diede una terribile testimonianza davanti alla Commissione per i diritti umani del Congresso degli Stati Uniti. Raccontò la ragazza, in lacrime, di aver visto con i propri occhi i soldati di Saddam Hussein saccheggiare un ospedale, prendere i neonati dalle incubatrici e lasciarli morire. Come avrebbe potuto il mondo non restare scioccato  di fronte a una tale immagine del male contro la più pura impotenza!

L'Iraq fu invaso, questa volta, per ordine di George Bush. Molti morti dopo il mondo venne a sapere che la testimonianza dell'innocente quindicenne era falsa; che Nariyah non era Nariyah, nessuna ragazza del Kuwait, ma che era la figlia dell'ambasciatore del Kuwait, un cucciolo sul tappeto di Washington. Che tutto era un'invenzione, una messa in scena coordinata da un'agenzia di pubbliche relazioni e un'organizzazione civile chiamata "Cittadini per un Kuwait libero". Tutto era uno spettacolo, tutto tranne la guerra che la bugia ha contribuito a produrre.

Anni dopo i creatori delle stesse bugie lui dissero al mondo che l'Iraq era pericoloso, aveva armi di distruzione di massa, che si doveva fare qualcosa prima che Saddam lo facesse contro di noi. I media sono stati orchestrati in una campagna di diffamazione mai vista prima. I presidenti del mondo si prestarono a promuovere ciò che in seguito divenne noto essere un'altra bugia. José María Aznar, allora presidente della Spagna, con gli occhi fissi sullo schermo di tutte le Televisioni come per cercare di guardare negli occhi ogni spagnolo, come un avvoltoio, ha detto: "Credimi, l'Iraq possiede armi di distruzione di massa" . Non c'era modo di provarlo, ma se è in TV, se tutte le notizie lo confermano ogni minuto, allora, deve essere vero, giusto?

No. Gli spagnoli erano più intelligenti di quanto non lo siano ora e non ci credevano. Nessuno può credere a un personaggio tanto fatale quanto José María Aznar. Marciarono in milioni di spagnoli attraverso tutte le città con il grido di "No alla guerra" come slogan. Nella democrazia spagnola la voce degli spagnoli non conta. Questo è il modo in cui la Spagna è stata coinvolta in una guerra costruita su una bugia, il resto della storia già lo conosciamo.

Poi è arrivata la Libia, e di nuovo vediamo: un massacro nella Piazza Verde che non era un massacro e non era in piazza, ma una replica spettacolare costruita in Qatar. Oltre al macello, lo scandalo del Viagra come arma di guerra: il male, Gheddafi, dicevano tutti i media mainstream, distribuiva Viagra ai suoi soldati per uscire a stuprare le donne e le ragazze. I bambini di nuovo usati per toccare i nervi dell'indignazione e del panico. Sappiamo anche cosa è successo poi con la Libia, e sappiamo come Barack Obama, il promotore del comando di scatenare l'inferno in Libia, si sia lavato la coscienza, dicendo, anni dopo, che era stato un errore. Proprio così, un errore e tutto il petrolio e le ricchezze libiche nelle tue tasche.

Maduro al popolo degli Stati Uniti: "Trump punta a rendere il Venezuela un Vietnam in America Latina"

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Il Presidente della Repubblica Bolivariana, Nicolas Maduro ha inviato un messaggio al popolo americano, per chiedere il loro sostegno a "respingere l'interferenza del governo di Donald Trump che mira a rendere il Venezuela un Vietnam in America Latina."

"Voglio mandare un messaggio al popolo americano per allertarlo della campagna mediatica, la comunicazione e la guerra psicologica che si svolge nei media internazionali, in particolare degli Stati Uniti contro il Venezuela", così inizia il video di Maduro pubblicato sul suo account Facebook https://www.facebook.com/NicolasMaduro/videos/616514302112932/.

VENEZUELA: La Cina chiama al dialogo e alla non-interferenza.

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

da Global Times traduzione di comunistibrescia.org

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha annunciato oggi di rompere i legami diplomatici con gli Stati Uniti dopo che il leader dell'opposizione Juan Guaidó si è dichiarato presidente ad interim del paese e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha formalmente dichiarato il suo riconoscimento.

Attualmente, ci sono "due regimi" che coesistono in Venezuela, il che comporta un grave rischio di disordini politici. Il rapido riconoscimento degli Stati Uniti ha portato le nazioni del gruppo di Lima a imitare e riconoscere il regime di opposizione venezuelano. Nondimeno, il ministro della difesa del paese, Vladimir Padrino López, ha rifiutato di riconoscere Guaidó, dicendo che i militari difenderanno la costituzione e la sovranità.

Un portavoce del ministero degli Esteri russo ha dichiarato che Mosca sostiene Maduro e ha accusato gli Stati Uniti di tentare un cambio di regime, questa è la questione interna della nazione.

La grave inflazione scatenata dalla crisi economica ha portato al caos politico in Venezuela e le elezioni di maggio hanno intensificato la separazione della nazione.

I cambiamenti in Venezuela non sono casi isolati. Lo sviluppo è rallentato nei paesi dell'America Latina con un'economia globale in declino. Per i partiti di sinistra è stato difficile sopravvivere e i regimi di destra hanno iniziato ad entrare sul palco.

Le forze di destra in Venezuela stanno rafforzando e aumentando la pressione sul regime di Maduro.

Negli ultimi anni, Washington ha aumentato la sua interferenza negli affari del Venezuela e di Cuba e ha tentato di riguadagnare influenza in America Latina. Il rapido riconoscimento di Guaidó ha mostrato il forte desiderio degli Stati Uniti di intervenire negli affari interni del Venezuela.

La mossa aggressiva ha un obiettivo chiaro, cioè influenzare direttamente il panorama politico del paese.

Dal punto di vista del mantenimento del sistema del diritto internazionale, tale interferenza non deve essere incoraggiata. L'indipendenza e la sovranità sono la difesa più importante per la maggior parte dei paesi per salvaguardare i propri interessi. Se qualche forza esterna si insinua nei principali affari interni di un paese sulla base dei loro valori, ci sarà un'enorme frattura nell'ordine internazionale.

Per molto tempo, gli Stati Uniti sono stati desiderosi di sostituire la legge internazionale con i propri interessi e valori geopolitici in modo da legalizzare le loro interferenze. Washington ha confuso il bene e il male definendo “normali” alcune interazioni e interferenze.

La mossa di Washington ha ovviamente costretto i paesi latinoamericani a scegliere un lato: sinistra o destra. Washington ha peggiorato le dispute in questi paesi e ha danneggiato l'integrazione regionale.

È spiacevole per il Venezuela sperimentare due regimi coesistenti. Finché l'incidente non porterà a sanguinosi conflitti che scatenano un disastro umanitario e costringerà la comunità internazionale a intervenire, le dispute politiche dovrebbero essere risolte, in primo luogo, dalle diverse forze politiche del paese.

Tutte le parti devono mantenere la calma e prestare attenzione alle possibili provocazioni e alle minacce di intervento militare in Venezuela.

La comunità internazionale dovrebbe incoraggiare le forze del Venezuela a risolvere pacificamente la questione nel quadro del dialogo. La scelta dei lati non favorirà la soluzione, ma intensificherà la rivalità, peggiorerà la situazione e potrebbe spingere la nazione in una turbolenza a lungo termine.

Il Venezuela non dovrebbe essere un altro sanguinoso campo di battaglia di una “rivoluzione colorata”.