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IL BILANCIO INVATEC/MEDTRONIC E LA MERITOCRAZIA

Scritto da PCI Fed. Brescia.

 

20.249.000 euro, su un fatturato di oltre 70 milioni.

Questo, secondo quanto riportato dal rapporto Brescia 1000 imprese a cura di Bresciaoggi, l'utile relativo all'esercizio 2017 di Invatec S.p.a. Queste dunque le performance finanziarie alla vigilia della decisione della multinazionale controllante Medtronic, primo player mondiale nel settore dei medical device, di cessare le attività in tutti e due gli stabilimenti bresciani rimasti attivi del gruppo e delocalizzare la produzione in Messico e Irlanda. Perché in fondo, in un'economia liberale, non conta quanto tu sia bravo a fare qualcosa, ma se esiste qualcuno disposto a farlo a meno.

È questa meritocrazia? Forse sì, ma finché si confrontano aree economiche omogenee. quando si iniziano a confrontare le mele con le pere, l'Italia con il Messico o l'Irlanda (che, ricordiamo, è stata soggetta a più di una procedura infrazione per la prassi di "aggiustare" le aliquote fiscali alle multinazionali) ecco che la retorica liberale della meritocrazia perde tutto il suo potere immaginifico e si svela per ciò che é, ovvero la retorica dell'ipocrisia, del sottosviluppo, della povertà e della regressione. La stessa retorica che suona il requiem delle democrazie occidentali, ormai del tutto prone e succubi agli interessi finanziari internazionali dietro una patina sempre più sottile di legittimità costituzionale.

COMMISSIONE LAVORO PCI BRESCIA

 
 

PRESIDIO CONTRO LE MORTI SUL LAVORO - SABATO 3 NOVEMBRE A BRESCIA

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Dall'inizio del 2018 sono già circa 600 i morti sul posto di lavoro, dato che raddoppia se si considerano anche quelli in itinere. Una strage quotidiana, uno stillicidio di vite per lo più ignorato dai media e dai politici.

Sabato 3 Novembre, in Largo Formentone a Brescia, contro questa barbarie il PCI organizza un presidio durante il quale verrà data lettura del "Diario delle morti bianche" estratto dai dati dell'Osservatorio Indipendente dei morti sul lavoro di Bologna.

I lavoratori e le forze politiche e sindacali sono invitate a partecipare e ad intervenire.

 

Tre morti al giorno su lavoro. Anmil, dimezzare le vittime

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Da Ansa.it con commento di G. Langella (Dip. Lavoro PCI)

Tre morti al giorno su lavoro. Anmil, dimezzare le vittime

Mattarella, dramma ferisce la società. Di Maio, ora più ispettori

Tre morti al giorno sul lavoro dall'inizio dell'anno. Una strage quotidiana e inaccettabile in un Paese civile: nella 68/ma Giornata nazionale per le vittime di incidenti sul lavoro e di malattie professionali, promossa dall'Anmil, arriva il nuovo richiamo a fare di più sulla salute e la sicurezza del lavoro e sulla prevenzione degli infortuni. Con una "sfida", lanciata dallo stesso presidente dell'Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, Franco Bettoni: "Dimezzare le vittime" nei prossimi cinque anni.

"Il dramma delle vittime degli incidenti sul lavoro ancora oggi ferisce la nostra società. Garantire a tutti la possibilità di lavorare in un ambiente sicuro è scelta di civiltà", afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio per la celebrazione annuale. Va perseguita prima di tutto "la cultura" della sicurezza, sostiene il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che assicura l'impegno a potenziare prevenzione e controlli, anche facendo entrare in campo nuovi ispettori con "un rafforzamento del personale" dell'Ispettorato nazionale del lavoro già previsto in legge di bilancio.

FRANCIA: IL PARTITO COMUNISTA VERSO IL CONGRESSO STRAORDINARIO

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Francia: il PCF verso un congresso straordinario, che si terrà dal 23 al 25 Novembre, con un documento di base votato dal 42% dei 30.000 iscritti, su circa 42000 registrati, che hanno partecipato al voto pre-congressuale. Per la prima volta nella storia del Partito Comunista Francese il documento scelto non sarà quello presentato dal Consiglio Nazionale, che ha ricevuto il 37% delle preferenze.


Per un manifesto del partito comunista del XXI secolo

(sintesi, traduzione a cura della redazione di comunistibrescia.org)

Qui la versione integrale (in francese)

http://manifestecommuniste2018.fr/-38eme-congres-du-PCF-

Il nostro 38 ° Congresso è vitale. Non c'è mai stato un maggior bisogno di lotta, di un progetto e di un partito comunista per porre fine alla distruzione sociale condotta da Macron, di imporre nuove conquiste e aprire una soluzione politica. La nostra assenza nella politica lascia la strada aperta a tutti i rigurgiti nazionalisti, populisti, xenofobi, razzisti o antisemiti. Che sfida per il Partito Comunista Francese! Ma dopo la sua scomparsa nel 2017 el'esito disastroso  alle elezioni legislative, la sua stessa sopravvivenza è in pericolo. Ecco perché abbiamo bisogno di un congresso straordinario.

Il testo emanato dal Consiglio nazionale ma votato da meno di un terzo dei suoi membri non chiarisce i termini del dibattito, non più di quanto consenta di analizzare con precisione la situazione del mondo e quella del partito.

Le sanzioni in Syria peggiorano la situazione e favoriscono i terroristi. Se ne è accorta anche l'ONU.

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Anche l'Organizzazione Mondiale per i Diritti Umani si accorge, finalmente, che le sanzioni coercitive unilaterali imposte alla Syria da Stati Uniti ed Unione Europea non solo peggiorano la situazione umanitaria ed economica nel Paese impedendo e disincentivando il commercio e la cooperazione, ma hanno creato, con il blocco delle transazioni economiche bancarie, un sistema di alternative bancarie informali (conosciuto in Africa e Medio Oriente come hawala) che impedisce il controllo istituzionale sui trasferimenti e favorisce il finanziamento dei gruppi terroristici.

Nella relazione si ricorda agli stati sanzionatori che già una risoluzione del 2012 dell'ONU ( link ) raccomanda che le sanzioni non debano essere utilizzate "come strumento di pressione politica né privare le persone dei loro mezzi di sopravvivenza di base".

Di seguito la traduzione dell'articolo dal sito della Commissione Sui Diritti Umani delle Nazioni Unite.

Il traffico di umani dall’Africa, le mafie e la complicità dei razzisti

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Da contropiano.org pubblichiano una riflessione di Fred Kuwornu, regista italiano di origini ghanesi, in risposta ad uno dei tanti articoli sull’immigrazione.

Il traffico di esseri umani nel mondo frutta 150 miliardi di dollari alle mafie, di cui 100 miliardi vengono dalla tratta degli africani. Ogni donna trafficata frutta alla mafia nigeriana 60 mila euro. Trafficandone 100mila in Italia, la mafia nuove un giro di 600 milioni di euro all’anno. Nessun africano verrebbe di sua volontà, se sapesse la verità su cosa lo attende in Europa.

Non mi infilo nell’eterna guerra civile italiana basata su fazioni e non contenuti, ma da afrodiscendente italiano e immigrato ora negli Stati Uniti credo sia arrivato il momento di parlare e trattare l’immigrazione o meglio la mobilità come un problema e fenomeno strutturale che ha vari livelli e non come uno strumento per fare politica o da trascinarsi come i figli contesi di due genitori che li usano per il loro divorzio come arma di ricatto.

Secondo stime dell’ONU, ogni anno sono trafficati milioni di esseri umani con una stima di guadagno delle mafie di 150 miliardi di dollari di fatturato ripeto 150 MILIARDI. (le allego la news di AlJaazera non de Il Giornale o il Fatto Quotidiano). Io non so se lei ha mai vissuto o lavorato nell’Africa vera e che Africani conosce in Italia o se da giornalista si informa su testate anche non italiane, ma il traffico di esseri umani con annessi accessori vari ( bambini, organi, prostituzione ) non è un fenomeno che riguarda solo l’Italietta dei porti sì o porti no, ma è un fenomeno globale che fattura alle mafie africane, asiatiche, messicane, 100 – e ripeto 100 – Miliardi di dollari alll’anno.

Diego Angelo Bertozzi: un'intervista rilasciata a Nicola Tanno sulla Belt and Road Initiative

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Riprendiamo dal Blog  Materialismo Storico  un'intervista al compagno Diego Angelo Bertozzi sulle prospettive della Belt and Road Initiative (BRI) e sul futuro della Cina. 

 
di Nicola Tanno, risponde D.A. Bertozzi
 
La Nuova Via della Seta è il grande progetto della Cina del XXI secolo. Rifacendosi all’antica via commerciale del secondo secolo d.C. della dinastia Han, la Belt and Road Initiative (BRI) è un piano per la costruzione di infrastrutture di trasporto e logistiche che coinvolge decine di paesi di tutto il mondo per un valore di più di mille miliardi di dollari. Di questo ambizioso progetto ne ha parlato Diego Angelo Bertozzi in La Belt and Road Initiative. La Nuova Via della Seta e la Cina globale (Imprimatur). In questa intervista Bertozzi, già autore di altri volumi sul paese orientale, ha discusso sulle prospettive della BRI e sul futuro della Cina.