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RESISTENZA E FORMA PARTITO

Scritto da Lamberto Lombardi - Segretario Provinciale PCdI Brescia.

A chi si riproponga di affrontare  la pratica politica facendosi  carico di dare un’efficacia al proprio agire, agire che per  le questioni collettive  deve essere collettivo, il problema  immediatamente successivo, o meglio, contestuale all'aver definito una linea politica diviene la forma organizzativa di cui dotarsi.

Problema questo che, oggi, dovrebbe essere sentito tanto più urgentemente quanto più bassa è la rappresentatività delle forze in parlamento, compagini votate ormai da non più di un elettore su due, a indicare una bassa o nulla capacità di mobilitazione.

Sembra ormai ovvio a molti individuare alla base dei problemi politici che ci angustiano proprio la carenza di democrazia, di partecipazione e queste, a loro volta, nella carenza di ipotesi e linee di pensiero differenti. Lontani, tra l'altro, da ciò che prescrive il nostro dettato costituzionale, la via maestra democratica non solo non viene rispettata ma intralciata e disattesa, visto che oggi la discussione e il confronto sono intesi come un inciampo da eliminare indirizzando gli sforzi del cosiddetto riformismo verso una esaltazione del fare senza pensare. Alzi la mano, per esempio, chi ha capito per quale motivo sono stati cambiati Monti con Letta e quest'ultimo con Renzi. Si tratta di logiche che attengono più all'ingegneria istituzionale che alla politica, più a dinamiche di corte che ad una democrazia.

MARCIA DEGLI SCALZI E BOMBARDAMENTO DELL'INDIGNAZIONE

Scritto da PCdI Federazione di Brescia.

La Federazione bresciana del PCd'I, in linea con le indicazioni sul fronte della lotta alla guerra e all'imperialismo del documento approvato in coda al Comitato centrale del 6 settembre scorso, fa proprie le considerazioni dei compagni della Casa rossa di Milano e del collettivo di redazione del sito SibiaLiria espresse pubblicamente in merito alla cosiddetta "Marcia degli scalzi". Interventi che qui riproponiamo.

I leader della protesta Libanesi rivelano collegamenti con l' apparato occidentale delle Rivoluzioni Colorate.

Scritto da Brandon Turbeville per ActivistPost.com.




By Brandon Turbeville per Activistpost.com

traduzione di emmebi per comunistibrescia.org

Nel corso delle ultime settimane, il Libano si è trovato coinvolto in proteste e disordini sociali di dimensioni che si vedevano dal 2005. Il problema originale, legittimo come può essere, è la questione della mancanza di smaltimento dei rifiuti, ma le proteste sono state presto manipolate e trasformate in un esercizio di rabbia pubblico su questioni d'ombra come "la corruzione del governo." Queste proteste sono passate da manifestazioni pacifiche a violenti scontri tra manifestanti e polizia, con "infiltrati" in gran parte responsabili del comportamento provocatorio.

Le tensioni settarie stanno cominciando ad emergere, un timore molto reale e pericoloso in Libano, con i membri del "movimento" in genere che si associano con gruppi di identità tribali (cristiani con i cristiani, musulmani sunniti con i musulmani sunniti, etc.) anche durante il proteste.

LA RESPONSABILITA'

Scritto da Luigi Tranquillino - Segreteria Regionale PCdI Lombardia - Comitato Contro la Guerra Milano.

 

Da tempo siamo di fronte alle immagini di guerra, quella visibile e quella tenuta nascosta, da tempo stiamo vedendo l'esodo, a cui spesso si dà il termine di "emergenza", diretto verso le nazioni europee...

Veniamo martellati da spot promozionali per donazioni di pochi euro al mese per la fame di bimbi che stanno in Africa, così come per quelli che perdono la vista o soffrono di altre gravi patologie, legate alla mancanza di acqua potabile...E ci dicono: potrebbe morire!

I loro Paesi soffrono per causa della guerra economico-finanziaria così come a causa dei conflitti provocati dall'occidente in Africa, Medio Oriente, e ancora in altre zone geopoliticamente rilevanti come l'Afghanistan.

Vediamo le immagini di migranti che in massa cercano rifugio, durante il loro cammino, nelle stazioni ungheresi così come ai bordi dell'entrata nell'Eurotunnel della Manica, immagini di donne e bambini.

Palmyra. L'Occidente ha armato la mano degli assassini. Ipocrisia del Pd e di tutti gli altri sostenitori di guerre

Scritto da Marinella Correggia.

Dopo l’ennesimo indicibile orrore, l’esecuzione a Palmyra dell’82enne archeologo siriano Khaled al Asaad, per mano dei terroristi del sedicente Stato islamico, in Occidente è una corsa da parte di tutti – governi, giornalisti, politici - a fregiarsi della sua memoria.  Strumentalizzando la sua morte. Ad esempio il martire sarà commemorato alle feste del Pd, ha comunicato il premier Renzi.
Peccato che molte delle organizzazioni e persone che ora si dichiarano commosse e indignate, in testa a tutti il Pd, da anni sostengano in vario modo la guerra in Siria e nel 2011 abbiano appoggiato la guerra Nato in Libia. A questi smemorati va ricordato quanto segue:
-          Il sedicente Stato islamico (nato in Iraq dopo il 2003 grazie alla guerra di Bush) è cresciuto perché in Libia la Nato (Italia compresa) è stata la forza aerea delle milizie terroriste e razziste che hanno distrutto il paese e poi sono dilagate in Africa subsahariana e in Siria;
-          In Siria lo Stato islamico è cresciuto (espandendosi dal 2014 anche in Iraq) con l’arrivo di combattenti stranieri grazie al flusso di aiuti materiali e all’appoggio politico dei paesi della Nato e delle petro-monarchie del Golfo, uniti nel cosiddetto gruppo di “Amici della Siria” (ora “Gruppo di Londra”), a vantaggio dei vari gruppi armati di opposizione. Questo ha alimentato – anche a colpi di propaganda e menzogne - una guerra che ha ucciso la Siria. E ha boicottato la pace.

Il PCdI SI ASSOCIA ALL'APPELLO INTERNAZIONALE DEI COMUNISTI RUSSI

Scritto da Fausto Sorini - Responsabile Esteri PCdI.

Dichiarazione di Fausto Sorini, segreteria nazionale PCdI, responsabile esteri

Il PCdI, in piena coerenza con le posizioni sempre sostenute di solidarietà con la lotta dei comunisti e degli antifascisti ucraini, aderisce all'appello internazionale dei comunisti russi.

Invita i suoi militanti a cogliere l'occasione delle prossime feste comuniste durante l'estate per sensibilizzare l'opinione pubblica sul dramma ucraino e sulla politica di guerra della NATO, su quello e su altri scenari, al fine di cogliere anche questa drammatica circostanza per portare avanti la campagna per l'uscita dell'Italia dalla NATO e dal sistema di guerra.