NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

I leader della protesta Libanesi rivelano collegamenti con l' apparato occidentale delle Rivoluzioni Colorate.

Scritto da Brandon Turbeville per ActivistPost.com.




By Brandon Turbeville per Activistpost.com

traduzione di emmebi per comunistibrescia.org

Nel corso delle ultime settimane, il Libano si è trovato coinvolto in proteste e disordini sociali di dimensioni che si vedevano dal 2005. Il problema originale, legittimo come può essere, è la questione della mancanza di smaltimento dei rifiuti, ma le proteste sono state presto manipolate e trasformate in un esercizio di rabbia pubblico su questioni d'ombra come "la corruzione del governo." Queste proteste sono passate da manifestazioni pacifiche a violenti scontri tra manifestanti e polizia, con "infiltrati" in gran parte responsabili del comportamento provocatorio.

Le tensioni settarie stanno cominciando ad emergere, un timore molto reale e pericoloso in Libano, con i membri del "movimento" in genere che si associano con gruppi di identità tribali (cristiani con i cristiani, musulmani sunniti con i musulmani sunniti, etc.) anche durante il proteste.

LA RESPONSABILITA'

Scritto da Luigi Tranquillino - Segreteria Regionale PCdI Lombardia - Comitato Contro la Guerra Milano.

 

Da tempo siamo di fronte alle immagini di guerra, quella visibile e quella tenuta nascosta, da tempo stiamo vedendo l'esodo, a cui spesso si dà il termine di "emergenza", diretto verso le nazioni europee...

Veniamo martellati da spot promozionali per donazioni di pochi euro al mese per la fame di bimbi che stanno in Africa, così come per quelli che perdono la vista o soffrono di altre gravi patologie, legate alla mancanza di acqua potabile...E ci dicono: potrebbe morire!

I loro Paesi soffrono per causa della guerra economico-finanziaria così come a causa dei conflitti provocati dall'occidente in Africa, Medio Oriente, e ancora in altre zone geopoliticamente rilevanti come l'Afghanistan.

Vediamo le immagini di migranti che in massa cercano rifugio, durante il loro cammino, nelle stazioni ungheresi così come ai bordi dell'entrata nell'Eurotunnel della Manica, immagini di donne e bambini.

Palmyra. L'Occidente ha armato la mano degli assassini. Ipocrisia del Pd e di tutti gli altri sostenitori di guerre

Scritto da Marinella Correggia.

Dopo l’ennesimo indicibile orrore, l’esecuzione a Palmyra dell’82enne archeologo siriano Khaled al Asaad, per mano dei terroristi del sedicente Stato islamico, in Occidente è una corsa da parte di tutti – governi, giornalisti, politici - a fregiarsi della sua memoria.  Strumentalizzando la sua morte. Ad esempio il martire sarà commemorato alle feste del Pd, ha comunicato il premier Renzi.
Peccato che molte delle organizzazioni e persone che ora si dichiarano commosse e indignate, in testa a tutti il Pd, da anni sostengano in vario modo la guerra in Siria e nel 2011 abbiano appoggiato la guerra Nato in Libia. A questi smemorati va ricordato quanto segue:
-          Il sedicente Stato islamico (nato in Iraq dopo il 2003 grazie alla guerra di Bush) è cresciuto perché in Libia la Nato (Italia compresa) è stata la forza aerea delle milizie terroriste e razziste che hanno distrutto il paese e poi sono dilagate in Africa subsahariana e in Siria;
-          In Siria lo Stato islamico è cresciuto (espandendosi dal 2014 anche in Iraq) con l’arrivo di combattenti stranieri grazie al flusso di aiuti materiali e all’appoggio politico dei paesi della Nato e delle petro-monarchie del Golfo, uniti nel cosiddetto gruppo di “Amici della Siria” (ora “Gruppo di Londra”), a vantaggio dei vari gruppi armati di opposizione. Questo ha alimentato – anche a colpi di propaganda e menzogne - una guerra che ha ucciso la Siria. E ha boicottato la pace.

Il PCdI SI ASSOCIA ALL'APPELLO INTERNAZIONALE DEI COMUNISTI RUSSI

Scritto da Fausto Sorini - Responsabile Esteri PCdI.

Dichiarazione di Fausto Sorini, segreteria nazionale PCdI, responsabile esteri

Il PCdI, in piena coerenza con le posizioni sempre sostenute di solidarietà con la lotta dei comunisti e degli antifascisti ucraini, aderisce all'appello internazionale dei comunisti russi.

Invita i suoi militanti a cogliere l'occasione delle prossime feste comuniste durante l'estate per sensibilizzare l'opinione pubblica sul dramma ucraino e sulla politica di guerra della NATO, su quello e su altri scenari, al fine di cogliere anche questa drammatica circostanza per portare avanti la campagna per l'uscita dell'Italia dalla NATO e dal sistema di guerra.

DEFAULT TOTALE

Scritto da Giulio Palermo.

Pubblichiamo , come come contributo alla discussione , un articolo di Giulio Palermo, compagno ed economista dell'Università di Brescia, che analizza possibilità e conseguenze di un eventuale ripudio totale del debito pubblico da parte dell'Italia.

DEFAULT TOTALE

Giulio Palermo

In questo articolo, propongo una riflessione ad ampio raggio sulla possibilità che il
movimento contro il debito si sviluppi attivamente in ogni paese d’Europa, connotandosi in senso
anticapitalista. Invece di tifare Grecia e sperare che il governo Tsipras strappi condizioni dignitose
nelle trattative con i creditori che strangolano il paese, l’idea è di aprire fronti di lotta al debito
pubblico in tutti i paesi. Non ovviamente nell’intento di stabilizzare il sistema finanziario — come
vorrebbero alcune forze favorevoli a un default negoziato e parziale — ma per far saltare l’attuale
assetto politico-finanziario e avviare un processo verso il socialismo.
Gli effetti moltiplicativi di un simile coordinamento anticapitalista europeo sono ovvi. Sul
piano politico, il rafforzamento del governo Tsipras in Grecia sarebbe immediato. Se ne tocchi uno,
ci ribelliamo tutti! Questo è il migliore messaggio che sfruttati e oppressi d’Europa possono inviare
ai signori dell’euro e della finanza.

ILLUMINISMO

Scritto da Lamberto Lombardi - Segretario Provinciale PCdI - Brescia.

La tragicità degli eventi di Parigi, la strage e l'omicidio di Charlie Hebdo, e ora le vicende tunisine, ci costringono a fare il punto del chi siamo in relazione al resto del mondo.
E il punto, a qualche mese di distanza dagli inizi di questa campagna terroristica, si approccia forse più serenamente, con qualche tentazione in meno di essere indulgenti con noi stessi in quanto vittime.
Tra i tanti commenti a caldo ricordiamo quello di Curzio Maltese: difendiamo l'oasi illuministica. Lo citiamo perché sintetico e divenuto argomento centrale più volte ripreso nelle considerazioni dei media, quasi un tormentone per citazioni, molte delle quali a vanvera, di intellettuali e opinionisti.