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I Comunisti di tutto il mondo celebrano i 70 anni dalla vittoria sul Nazifascismo

Scritto da da www.solidnet.org Traduzione di Marx21.it.

**Dichiarazione sottoscritta da decine di Partiti Comunisti e Operai. Per l'Italia aderiscono PCdI e PRC.

*La liberazione di Berlino da parte delle truppe sovietiche, nel maggio 1945, è il segnale della vittoria dei popoli nella Seconda Guerra Mondiale e della sconfitta del nazi-fascismo – la più violenta forma di dominio di classe generata dal capitalismo e causa diretta della guerra e della morte di decine di milioni di esseri umani.

Il ruolo decisivo nella Vittoria del 9 maggio spettò all'Unione Sovietica, al suo popolo e all'Esercito Rosso, sotto la direzione del loro Partito Comunista. Fu sul Fronte Orientale che si svolsero le grandi battaglie che decisero l'esito della Seconda Guerra Mondiale.
Celebrare il 70° anniversario della Vittoria è ricordare ed esaltare l'eroismo, il coraggio e la determinazione di milioni di uomini e donne sovietic che, a costo di enormi sacrifici e più di 27 milioni di morti, resistettero e lottarono, dando il contributo determinante alla sconfitta della barbarie nazi-fascista. Celebrare il 70° anniversario della Vittoria è ricordare ed esaltare l'eroismo, il coraggio e la determinazione di altri milioni di resistenti e combattenti antifascisti di tutto il mondo che hanno dedicato e offerto le proprie vite alla lotta per la Vittoria.

Il Partito e la duplice lotta di liberazione

Scritto da Diego Angelo Bertozzi - Segreteria Provinciale PCdI Brescia.

Il partito? Uno strumento vecchio, troppo Novecentesco, inutile, deleterio, poco trasparente, anti-democratico, fonte di corruzione. Da decenni – con sistematicità dall’inizio degli anni ’90 - ci raccontano tutto questo. Certo, le occasioni per dare ragione a simili accuse non sono mancate e non mancheranno, ma l’attacco allo strumento partito - che in Italia nel suo ruolo di “palestra della democrazia” ha permesso alle classi subalterne di liberarsi dall’egemonia liberale (la politica come esclusivo patrimonio del notabilato borghese) e successivamente di pensarsi come possibile classe dirigente - è parte integrante del grandioso piano di de-emancipazione politica oggi in atto che ha portato alla sostanziale fine della fase repubblicana post bellica. Proprio così: senza la presenza, politica e culturale, dei partiti di massa il nostro Paese non avrebbe goduto degli sviluppi democratici - certo contraddittori e segnati anche da tentativi di sabotaggio - seguiti alla caduta del fascismo.

Odessa un anno dopo, per non dimenticare.

Scritto da Giorgio Langella, Segretario Regionale PCdI Veneto.

Un anno fa a Odessa una orda di nazisti (gli stessi che erano stati chiamati, poche settimane prima, gli “eroi di Majdan”) massacrò decine di persone inermi nel palazzo dei sindacati. Le immagini che si possono trovare ancora sono raccapriccianti e descrivono quanto è successo.A distanza di un anno vogliamo ricordare quello che i nostri principali mezzi di informazione italiani hanno dimenticato. Vogliamo ricordare che, un anno fa, hanno tentato di accreditare come un “incidente che non è chiaro come sia potuto accadere” quella strage.

AMERICA!

Scritto da Lamberto Lombardi - Segretario Provinciale PCdI Brescia.

Noi, modesti abitanti di una provincia dell'impero, come un tempo lo furono gli abitanti della Bitinia o del Ponto, noi e i nostri rappresentanti si vive la nostra vita come se fosse nostra, ragionando sul nostro benessere e sui nostri problemi, sui barbari, nostri nemici, ai confini, come se tutto fosse nelle nostre possibilità, ma non è così. Siamo, a tutti gli effetti, un paese sconfitto, sconfitto due volte, prima nell'assurda guerra che portammo al mondo e poi nel tentativo di riscattare gli errori commessi. Ad ogni passo ci viene ricordato che non tutte le scelte saranno approvate, non tutte le vie di crescita e sviluppo verranno accettate, né dall'Imperatore né  dal governatore che lo rappresenta. E, col passare degli anni, questa sudditanza è opportunamente sfumata premiando i comportamenti di immedesimazione, come se oggi fossimo noi quelli che comandano, come se, noi sconfitti, fossimo i protagonisti del nostro destino e, una volta omologati alla cultura dell'impero, altrettanto importanti.

Certo non è così, e vale la pena cercare di capire la logica di questo ordine internazionale e, in particolare, la logica di chi ci rappresenta a tutti gli effetti, di chi ci ha sconfitti, gli Stati Uniti, l'imperatore. Perché questo nostro comportamento, questo peccato apparentemente veniale, di accodarsi senza discutere più, sta imprimendo una svolta decisa al nostro modello di vita e lo conduce progressivamente ad assomigliare a quello oltreoceano. Cosa ci aspetta dunque?

Appello del Partito Comunista Siriano (Unificato) ai Partiti Comunisti, operai e di sinistra del mondo

Scritto da da www.solidnet.org Traduzione di Marx21.it.

da www.solidnet.org Traduzione di Marx21.it

Da molti anni lo Stato e il popolo siriano sono vittime di una feroce aggressione terrorista, guidata da gruppi estremisti venuti in Siria da più di 80 paesi per distruggere le infrastrutture e per versare il sangue di cittadini innocenti.

Sicuramente, questi crimini non potrebbero essere perpetrati senza l'immenso supporto garantito ai terroristi dai poteri imperiali di USA, Francia e Regno Unito, e soprattutto dai loro partner nella regione, in particolare i regimi turco e del Golfo, la cosiddetta “alleanza internazionale” che ostacola tutti gli sforzi per raggiungere una soluzione politica della crisi siriana.

La Siria ha sempre messo in guardia la comunità internazionale sul pericolo che l'estremismo e il takfirismo si trasformassero in una minaccia, sul piano regionale e internazionale, ed è ciò che sta accadendo ora in molti paesi come Iraq, Libia e in alcuni stati europei.

Sri Lanka - Cosa imparare dal deposto regime?

Scritto da Articolo apparso su PEACE MESSANGER - Sri Lanka, organo ufficiale del PASOS (Organizzazione per la pace e la solidarietà Sri Lanka) - traduzione di emmebi per comunistibrescia.org.

Articolo apparso su PEACE MESSANGER - Sri Lanka, organo ufficiale del PASOS (Organizzazione per la pace e la solidarietà Sri Lanka) - traduzione di emmebi per comunistibrescia.org

Il popolo dello Sri Lanka ha scelto un nuovo presidente con le elezioni tenutesi l'8 di Gennaio, mettendo fine ad un regime durato dieci anni e guidato dall'ex presidente Mr. Mahinda Rajapaksha (di seguito MR). In questo articolo cerchiamo di esporre alcune caratteristiche del regime di MR in modo che ciò sia di aiuto ai cittadini nella costruzione del loro futuro e nella scelta dei futuri leader per lo Sri Lanka. Ci auguriamo che questo possa anche essere utile alle forze progressiste di altre nazioni per prevenire l'ascesa di regimi dispotici.