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Pechino, l'Onu e lo Yemen

Scritto da Diego Angelo Bertozzi.

Probabilmente in molti vorrebbero vedere l'Epl cinese sbarcare in Yemen e installarvi, manu militari, un governo amico e in contrapposizione alle petro-monarchie sponsor del terrorismo internazionale. Si mettano (o ci si metta) il cuore in pace: non succederà mai. Il voto cinese favorevole alla risoluzione Onu sullo Yemen - che in sostanza isola i ribelli - ha a mio avviso una - ovviamente non la sola - spiegazione: Pechino teme le ripercussioni interne, la legittimazione internazionale di ribellioni nei confronti di governi ritenuti legittimi (e quello dello Yemen lo era e lo è), in un contesto nel quale il Paese è possibile bersaglio di una "rivoluzione colorata" con agganci esterni e di rischi di secessione in aree strategiche come Tibet e Xinjiang.

QUANDO SI DICE NAZISTI AI NAZISTI - di Giulietto Chiesa

Scritto da Giulietto Chiesa, dal suo profilo facebook.

Per decisione della Rada, da giovedì 9 aprile l’Ucraina esalta come “eroico” il suo passato nazista. Non è la prima volta, ma questa volta lo fa in modo solenne, cioè “rifonda” lo stato ucraino mettendo fuori legge il partito comunista, dichiarando “criminale” ogni riferimento al comunismo, ai suoi fondatori e capi, alle parole, ai simboli del passato comunista, alle sue decisioni politiche.

PETIZIONE - Sostieni la campagna per l'uscita dell'Italia dalla NATO per un’Italia neutrale.

Scritto da Comitato promotore della campagna #NO GUERRA #NO NATO.

Le drammatiche vicende in Medio Oriente, in Nord Africa e ora in Ucraina nel cuore della stessa Europa segnano un deciso degrado dei rapporti internazionali. La pace in tutto il mondo è in serio pericolo e anche papa Francesco ha ammesso che stiamo ormai assistendo a molteplici episodi di un’unica guerra mondiale pronta a conclamarsi in tutti i suoi devastanti effetti.
     La NATO, da organizzazione formalmente difensiva da diversi decenni ha assunto un profilo aggressivo e minaccioso in aperta violazione con la Carta delle Nazioni Unite. Si dichiara che la nuova strategia della NATO è stata promossa per “difendere gli interessi dell’Occidente”, ma in realtà serve solo a salvaguardare un’egemonia globale statunitense sempre più in rotta di collisione con gli interessi dell’Italia, dell’Europa e del resto del mondo. Invece di promuovere negoziati globali si lanciano ultimatum militari e persino minacce di attacchi nucleari.
     Uscendo dalla NATO l’Italia si sgancerebbe da questa strategia di guerra permanente, che viola la nostra Costituzione, e assumerebbe una posizione di totale neutralità tra i contendenti, a vantaggio dei nostri interessi nazionali e della pace mondiale.     

FIRMA LA PETIZIONE SU CHANGE.ORG

JVP-SRI LANKA-IN MEMORIA DEGLI EROI DELL’APRILE 1971 !

Scritto da FRONTE DI LIBERAZIONE DEL POPOLO (JVP) – SRI LANKA Comitato in Italia.

Continuiamo la loro lotta!

Care compagne e cari compagni!

44 anni fa, il 5 aprile del 1971, nel nostra paese, lo Sri Lanka, il governo represse nel sangue una grande rivolta popolare e giovanile.

In quel momento, era al potere, una coalizione sedicente di “sinistra”. I partiti che la sostenevano avevano promesso al popolo, una volta vinte le elezioni, una maggiore giustizia sociale, delle riforme radicali, l'impegno a far uscire il paese dal sottosviluppo neo-coloniale.

FALLO DI CONFUSIONE

Scritto da Lamberto Lombardi - Segretario Provinciale PCdI Brescia.

Sarkozy risorge ed il centro-destra vince le elezioni regionali in Francia. Detto così è quasi una non notizia, perché non esisteva ragione al mondo, tra quelle di natura politica, per cui le potesse vincere il partito socialista.
La notizia semmai è un risvolto italiano della vicenda: Berlusconi conta su questa vittoria, vuole  risorgere anche lui. Ed il silenzio subito gli è calato d'attorno perché chi glielo dice,  adesso, che un Sarkozy in Italia c'è già, e si chiama Renzi? Casomai Silvio dovrebbe provare a fare come la Le Pen, magari con l'aiuto di Salvini, lì il campo è abbastanza libero.

Disordine e immigati Dichiarazione della Segreteria Provinciale PcdI Brescia sugli eventi avvenuti a seguito della manifestazione di protesta dei lavoratori immigrati di Sabato 21 Marzo.

Scritto da Segreteria Provinciale PCdI Brescia.

A fronte degli scontri che hanno segnato la città in questi giorni non possiamo che sottolineare come tutto questo sia in linea con l'impostazione che si è voluta dare al problema dei permessi di soggiorno per gli immigrati.
Quando si rifiutano l'80% delle richieste di regolarizzazione si aderisce di fatto ad un solo criterio, ovvero quello di ritenere i lavoratori immigrati un problema di ordine pubblico e non una delle risorse della comunità. Conseguentemente le loro legittime proteste divengono ulteriore problema da risolvere con la forza e così avviene che il disordine parta dall'alto.

ANTICAPITALISMO E ANTIFASCISMO IN EUROPA: DUE CRITICHE ALLA STRATEGIA DI SYRIZA

Scritto da Giuio Palermo - Economista Università di Brescia.

Publichiamo due brevi critiche alla strategia di Syriza di Giulio Palermo, economista dell' Università di brescia, sperando che contribuiscano a sviluppare il dibattito a sinistra, prima che il governo greco e le forze anticapitaliste siano schiacciati dall'ascesa della destra.

ANTICAPITALISMO E ANTIFASCISMO IN EUROPA:
DUE CRITICHE ALLA STRATEGIA DI SYRIZA

Syriza è in gravi difficoltà. Non per lo scontro con le istituzioni europee ma per le rivendicazioni del popolo greco. Ormai sono i fatti a dimostrarlo: il suo programma politico è internamente contraddittorio. Allentare la crisi sociale e umanitaria non è possibile all’interno delle regole dell’unione economica e monetaria. Questo è il dato. Le promesse di Syriza non possono essere mantenute.