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DEFAULT TOTALE

Scritto da Giulio Palermo.

Pubblichiamo , come come contributo alla discussione , un articolo di Giulio Palermo, compagno ed economista dell'Università di Brescia, che analizza possibilità e conseguenze di un eventuale ripudio totale del debito pubblico da parte dell'Italia.

DEFAULT TOTALE

Giulio Palermo

In questo articolo, propongo una riflessione ad ampio raggio sulla possibilità che il
movimento contro il debito si sviluppi attivamente in ogni paese d’Europa, connotandosi in senso
anticapitalista. Invece di tifare Grecia e sperare che il governo Tsipras strappi condizioni dignitose
nelle trattative con i creditori che strangolano il paese, l’idea è di aprire fronti di lotta al debito
pubblico in tutti i paesi. Non ovviamente nell’intento di stabilizzare il sistema finanziario — come
vorrebbero alcune forze favorevoli a un default negoziato e parziale — ma per far saltare l’attuale
assetto politico-finanziario e avviare un processo verso il socialismo.
Gli effetti moltiplicativi di un simile coordinamento anticapitalista europeo sono ovvi. Sul
piano politico, il rafforzamento del governo Tsipras in Grecia sarebbe immediato. Se ne tocchi uno,
ci ribelliamo tutti! Questo è il migliore messaggio che sfruttati e oppressi d’Europa possono inviare
ai signori dell’euro e della finanza.

ILLUMINISMO

Scritto da Lamberto Lombardi - Segretario Provinciale PCdI - Brescia.

La tragicità degli eventi di Parigi, la strage e l'omicidio di Charlie Hebdo, e ora le vicende tunisine, ci costringono a fare il punto del chi siamo in relazione al resto del mondo.
E il punto, a qualche mese di distanza dagli inizi di questa campagna terroristica, si approccia forse più serenamente, con qualche tentazione in meno di essere indulgenti con noi stessi in quanto vittime.
Tra i tanti commenti a caldo ricordiamo quello di Curzio Maltese: difendiamo l'oasi illuministica. Lo citiamo perché sintetico e divenuto argomento centrale più volte ripreso nelle considerazioni dei media, quasi un tormentone per citazioni, molte delle quali a vanvera, di intellettuali e opinionisti.

CON LA LOTTA DEL POPOLO GRECO E PER LA DEMOCRAZIA

Scritto da PCdI – Federazione di Brescia.

Salto nel vuoto oppure comoda fuga dalle proprie responsabilità: così, anche nel diversificato e a volte confuso universo della sinistra radicale, si è generalmente reagito alla decisione del governo greco guidato da Alexis Tsipras di sottoporre a referendum le misure facenti parte del nuovo diktat dell'Unione Europea. No, non è questo il momento per lanciare facili accuse a chi ha dovuto prendere tale decisione ricorrendo ad uno strumento semplicemente democratico, ma che sta producendo la rabbiosa e intimidatoria reazione di governi europei e dirigenti Ue. Rispettiamo quella decisione!

Appello a sostenere il Comitato NO GUERRA NO NATO

Scritto da Fausto Sorini, segreteria nazionale PCdI, responsabile esteri.

Siamo in presenza di una escalation terroristica a livello internazionale che in queste ore ha visto un pericoloso innalzamento.
Essa è volta a creare nell’opinione pubblica europea e occidentale una atmosfera di paura e di insicurezza, che giustifichi poi atti di guerra da parte degli USA e della NATO, presentati come interventi “necessari” per proteggere la sicurezza dei popoli europei.

Gli incendiari appiccano il fuoco: poi si presentano come pompieri.
I settori più oltranzisti del capitalismo USA non si rassegnano al fatto che viviamo ormai in un mondo in cui gli Stati Uniti devono convivere con pari dignità con altri Paesi e regioni emergenti del mondo (Russia, Cina, India, Brasile, Sudafrica..) e non possono più farla da padroni.

Lotta alla fame: Le ricadute globali dell'esempio cinese-

Scritto da D. A. Bertozzi per Marx21.

Per la Cina popolare arriva un altro “prestigioso” riconoscimento sulla via del rispetto e della tutela di fondamentali diritti umani: quello alla vita e la libertà dal bisogno. Un diritto e una libertà che nel 1949, anno della fondazione della Repubblica popolare, erano per larghe fasce della popolazione, soprattutto rurale, semplicemente fantascienza. Ad esprimersi con chiarezza è stato Piero Conforti, economista della Fao, a margine della cerimonia, avvenuta a inizio giugno nella sede di Roma dell’organizzazione dell’Onu, che ha premiato Pechino per avere dimezzato con puntualità il numero assoluto di persone che soffrono la fame, raggiungendo uno degli obiettivi più stringenti fissati nel 1996 al Vertice mondiale sull’alimentazione: "Avere un grande paese che ha raggiunto l’ambizioso obiettivo è qualcosa che ha un grande impatto. I progressi in Cina sono una buona notizia non solo per il popolo cinese, ma per il resto del mondo." I numeri citati nel rapporto Fao ”The State of Food Insecurity in the World 2015" parlano chiaro: il numero di persone che soffrono la fame in Cina è sceso a 133,8 milioni nel 2015 dai circa 289 milioni nei primi anni 1990, con una riduzione di circa il 54%.

Che la maggior parte dei terroristi non siano Musulmani potrebbe sorprendere, se ci si informa solo con i media governativi

Scritto da Jim Naurechas traduzione di emmebi.

Articolo originale di FAIR Fairness e Accurancy in reporting

Nell'immagine del New York Times polizia sulla scena di un attentato terroristico in un Wallmart di Las Vegas- La matrice politica dell'attacco credo sorprenderà i  lettori. (Foto: Steve Marcus / Reuters)

Dopo gli attentati di Al Qaeda dell'11 settembre 2001, il New York Times (6/23/15) riporta,

    gli estremisti hanno regolarmente eseguito piccoli assalti letali negli Stati Uniti .... Ma la composizione delle ideologie estremiste che stanno dietro questi attacchi potrebbe sorprendervi.

L'impero americano implode, sia in casa che all'estero.

Scritto da John Wright per Russia Today - traduzione di emmebi.

di John Wright*
La crisi e il caos che stanno inghiottendo il Medio Oriente e l'Ucraina sono segno del declino dell'impero Statunitense, anche Washington impara la dura lezione che nessun impero è eterno.
Sulla scia della guerra del Vietnam - la cui fine è stata segnata dalla notizia di personale degli Stati Uniti e pochi collaboratori vietnamiti evacuati dal tetto dell'ambasciata americana a Saigon nel 1975 - gli Stati Uniti entrarono in un prolungato periodo di declino in merito alla capacità di avviare importanti operazioni militari.

Nonostante il massiccio potere distruttivo del suo arsenale, i vietnamiti avevano dimostrato che gli Stati Uniti erano come un gigante dai piedi d'argilla. Il nome dato a questo periodo di ritiro è stato 'sindrome del Vietnam' e durò dal 1975 al 1991, quando gli Stati Uniti e una coalizione internazionale intrapreso la prima guerra del Golfo per contrastare le truppe irachene in Kuwait.

Ora stiamo assistendo a un periodo simile di declino imperiale per quanto riguarda l'incapacità di Washington di mettere in scena operazioni militari su larga scala, a seguito delle fallite occupazioni dell'Afghanistan e dell'Iraq, le quali nulla hanno raggiunto nulla se non l'emersione del terrorismo e dell'estremismo in tutta la regione, e per estensione nel mondo intero.