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Odessa un anno dopo, per non dimenticare.

Scritto da Giorgio Langella, Segretario Regionale PCdI Veneto.

Un anno fa a Odessa una orda di nazisti (gli stessi che erano stati chiamati, poche settimane prima, gli “eroi di Majdan”) massacrò decine di persone inermi nel palazzo dei sindacati. Le immagini che si possono trovare ancora sono raccapriccianti e descrivono quanto è successo.A distanza di un anno vogliamo ricordare quello che i nostri principali mezzi di informazione italiani hanno dimenticato. Vogliamo ricordare che, un anno fa, hanno tentato di accreditare come un “incidente che non è chiaro come sia potuto accadere” quella strage.

AMERICA!

Scritto da Lamberto Lombardi - Segretario Provinciale PCdI Brescia.

Noi, modesti abitanti di una provincia dell'impero, come un tempo lo furono gli abitanti della Bitinia o del Ponto, noi e i nostri rappresentanti si vive la nostra vita come se fosse nostra, ragionando sul nostro benessere e sui nostri problemi, sui barbari, nostri nemici, ai confini, come se tutto fosse nelle nostre possibilità, ma non è così. Siamo, a tutti gli effetti, un paese sconfitto, sconfitto due volte, prima nell'assurda guerra che portammo al mondo e poi nel tentativo di riscattare gli errori commessi. Ad ogni passo ci viene ricordato che non tutte le scelte saranno approvate, non tutte le vie di crescita e sviluppo verranno accettate, né dall'Imperatore né  dal governatore che lo rappresenta. E, col passare degli anni, questa sudditanza è opportunamente sfumata premiando i comportamenti di immedesimazione, come se oggi fossimo noi quelli che comandano, come se, noi sconfitti, fossimo i protagonisti del nostro destino e, una volta omologati alla cultura dell'impero, altrettanto importanti.

Certo non è così, e vale la pena cercare di capire la logica di questo ordine internazionale e, in particolare, la logica di chi ci rappresenta a tutti gli effetti, di chi ci ha sconfitti, gli Stati Uniti, l'imperatore. Perché questo nostro comportamento, questo peccato apparentemente veniale, di accodarsi senza discutere più, sta imprimendo una svolta decisa al nostro modello di vita e lo conduce progressivamente ad assomigliare a quello oltreoceano. Cosa ci aspetta dunque?

Appello del Partito Comunista Siriano (Unificato) ai Partiti Comunisti, operai e di sinistra del mondo

Scritto da da www.solidnet.org Traduzione di Marx21.it.

da www.solidnet.org Traduzione di Marx21.it

Da molti anni lo Stato e il popolo siriano sono vittime di una feroce aggressione terrorista, guidata da gruppi estremisti venuti in Siria da più di 80 paesi per distruggere le infrastrutture e per versare il sangue di cittadini innocenti.

Sicuramente, questi crimini non potrebbero essere perpetrati senza l'immenso supporto garantito ai terroristi dai poteri imperiali di USA, Francia e Regno Unito, e soprattutto dai loro partner nella regione, in particolare i regimi turco e del Golfo, la cosiddetta “alleanza internazionale” che ostacola tutti gli sforzi per raggiungere una soluzione politica della crisi siriana.

La Siria ha sempre messo in guardia la comunità internazionale sul pericolo che l'estremismo e il takfirismo si trasformassero in una minaccia, sul piano regionale e internazionale, ed è ciò che sta accadendo ora in molti paesi come Iraq, Libia e in alcuni stati europei.

Sri Lanka - Cosa imparare dal deposto regime?

Scritto da Articolo apparso su PEACE MESSANGER - Sri Lanka, organo ufficiale del PASOS (Organizzazione per la pace e la solidarietà Sri Lanka) - traduzione di emmebi per comunistibrescia.org.

Articolo apparso su PEACE MESSANGER - Sri Lanka, organo ufficiale del PASOS (Organizzazione per la pace e la solidarietà Sri Lanka) - traduzione di emmebi per comunistibrescia.org

Il popolo dello Sri Lanka ha scelto un nuovo presidente con le elezioni tenutesi l'8 di Gennaio, mettendo fine ad un regime durato dieci anni e guidato dall'ex presidente Mr. Mahinda Rajapaksha (di seguito MR). In questo articolo cerchiamo di esporre alcune caratteristiche del regime di MR in modo che ciò sia di aiuto ai cittadini nella costruzione del loro futuro e nella scelta dei futuri leader per lo Sri Lanka. Ci auguriamo che questo possa anche essere utile alle forze progressiste di altre nazioni per prevenire l'ascesa di regimi dispotici.

Pechino, l'Onu e lo Yemen

Scritto da Diego Angelo Bertozzi.

Probabilmente in molti vorrebbero vedere l'Epl cinese sbarcare in Yemen e installarvi, manu militari, un governo amico e in contrapposizione alle petro-monarchie sponsor del terrorismo internazionale. Si mettano (o ci si metta) il cuore in pace: non succederà mai. Il voto cinese favorevole alla risoluzione Onu sullo Yemen - che in sostanza isola i ribelli - ha a mio avviso una - ovviamente non la sola - spiegazione: Pechino teme le ripercussioni interne, la legittimazione internazionale di ribellioni nei confronti di governi ritenuti legittimi (e quello dello Yemen lo era e lo è), in un contesto nel quale il Paese è possibile bersaglio di una "rivoluzione colorata" con agganci esterni e di rischi di secessione in aree strategiche come Tibet e Xinjiang.

QUANDO SI DICE NAZISTI AI NAZISTI - di Giulietto Chiesa

Scritto da Giulietto Chiesa, dal suo profilo facebook.

Per decisione della Rada, da giovedì 9 aprile l’Ucraina esalta come “eroico” il suo passato nazista. Non è la prima volta, ma questa volta lo fa in modo solenne, cioè “rifonda” lo stato ucraino mettendo fuori legge il partito comunista, dichiarando “criminale” ogni riferimento al comunismo, ai suoi fondatori e capi, alle parole, ai simboli del passato comunista, alle sue decisioni politiche.