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Stati Uniti e Inghilterra fanno il doppio gioco!

Dall’abbattimento di un aereo britannico in Iraq , viene allo scoperto il “doppio gioco” delle forze anglo Americane in Iraq ed in Siria

Forze irachene hanno comunicato di aver abbattuto  due aerei britannici che rifornivano di armi il gruppo terrorista dello Stato Islamico (ISIS). Lo ha annunciato il Lunedì il parlamentare iracheno Hakem al-Zameli.

L’abbattimento dei due aerei britannici ha avuto luogo  Lunedì scorso nella provincia occidentale di Al.Anbar, una  zona che gli USA preferiscono mantenere come un cortile secondario del conflitto nelle vicinanze della capitale irachena, Bagdad.

L’esponente parlamentare iracheno ha dichiarato da questa zona, che è caratterizzata  da  ampi spazi aperti, arrivano informazioni ogni giorno dalla popolazione locale che ha denunciato il sorvolo di aerei del Regno Unito e degli USA che portano armamento destinato ai gruppi dello Stato Islamico..

Lo stesso A-Zameli ha anche assicurato che la sua commissione parlamentare dispone di immagini di questi aerei britannici abbattuti ed ha richiesto alle autorità di Londra spiegazioni in merito.

 

IL PARTITO COMUNISTA E IL MOVIMENTO SINDACALE

Scritto da Stefano Barbieri - Dir. Naz. PCd'I.

di Stefano Barbieri, Direzione Nazionale PCdI

Relazione al seminario sulla forma partito.
Ricostruire il Partito Comunista - Bologna, 24 gennaio 2015

Il dibattito sul rapporto tra sindacati e comunisti è un dibattito antico. Un dibattito che si è legittimamente riproposto molte volte nella storia del movimento comunista internazionale e che, in realtà, prescinde dal puro specifico sindacale e tocca la questione centrale della conquista delle masse come chiave della prospettiva rivoluzionaria.

Questo era il punto di partenza di Lenin nella sua polemica con l’ultrasinistrismo di allora, sulle questioni tattiche generali più importanti (dal sindacato appunto, alla questione elettorale).

La questione sindacale si collega strettamente a quella della conquista della maggioranza della classe operaia e del proletariato. Questo concetto è punto centrale del testo delle gramsciane tesi di Lione, approvate al 3° congresso del Partito Comunista d’Italia.

70 ANNI DI ONU... DUE DIVERSE VISIONI

Scritto da Diego Angelo Bertozzi - Pcdi Bs.

Il dibattito in vista della commemorazione del 70° anniversario della nascita dell'Organizzazione della Nazioni Unite (Onu) consente - sebbene non ce ne fosse granché bisogno - di confrontare due opposte visioni sul futuro delle relazioni internazionali (quindi del Palazzo di vetro): da una parte Samantha Power, ambasciatrice Usa, con la sua insistenza sul rispetto dei diritti umani come garanzia di pace, dall'altra Wang Yi, ministro degli Esteri cinese che ha presieduto il dibattito appena concluso al Consiglio di sicurezza, convinto che una nuova vitalità alla Carta Onu può essere garantita solo attraverso il rispetto della sovranità, dell'indipendenza e dell'integrità territoriale di ogni Paese e la salvaguardia delle autonome via di sviluppo intraprese.
Da una parte, quindi, ancora la logica dell'interventismo umanitario, del "dovere di proteggere" i popoli dalle azioni "genocide" compiute dall'Hitler di turno, a insindacabile giudizio della potenza egemone (e dei suoi alleati); dall'altra la ricerca del dialogo tra pari e la pratica difficoltosa del compromesso. Da una parte venticinque anni di guerre di aggressione, menzogne e orrore.

La Troika vuole umiliare la Grecia

 

da comunisti-italiani.it

L’atteggiamento della Troika verso la Grecia somiglia più ad una vendetta che ad un ragionamento politico. Crede proprio, il potere bancario e finanziario che si è impossessato della Ue, di poter continuare ad affamare milioni di persone? A impoverire paesi? A condurre una politica estera di ottuso colonialismo? Il popolo greco sta male, non ha soldi, non ha assistenza sanitaria, non ha lavoro. L’Italia sta un po’ meglio, ma mica tanto. Oggi la Caritas denuncia che un italiano su tre è a rischio povertà, che solo i giovani greci stanno peggio dei nostri. Ma i ricchi di fronte ai quattrini e al potere diventano ingordi, i cittadini si trasformano in fantasmi insignificanti. Ma stiano attenti, Quando un popolo alza la testa la riabbassa difficilmente.

Manuela Palermi

La gioventù democratica di tutto il mondo contro l'ingerenza imperialista in Venezuela

jcv assembleada prensapcv.wordpress.com 


Traduzione di Marx21.it

Comunicato del Partito Comunista del Venezuela

L'Ufficio Politico del Partito Comunista del Venezuela (PCV) esprime il suo pieno appoggio alla Missione Internazionale di Solidarietà con la rivoluzione bolivariana “contro l'ingerenza imperialista” che si svolgerà dal 20 al 28 febbraio a Caracas, organizzata dalla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (FMGD) che celebra 70 anni di lotta della gioventù del mondo contro l'imperialismo e in difesa della Pace e della Sovranità dei Popoli.

Lo ha comunicato in una conferenza stampa il Segretario Generale della Gioventù Comunista del Venezuela (JCV) e membro dell'Ufficio Politico del PCV Héctor Alejo Rodriguez.


La Missione si svolgerà a un anno dall'inizio dell'offensiva imperialista e dei settori più violenti dell'opposizione venezuelana con il tentativo di rovesciare il governo democratico e instaurare una dittatura di carattere fascista nel nostro paese.

“Ricordiamo che proprio un anno fa, 45 persone persero la vita a causa di tale offensiva, e incalcolabili danni furono arrecati a beni di utilità pubblica nel paese”, ha affermato Rodriguez.

In questo contesto si svolgerà la Missione Internazionale di Solidarietà con la rivoluzione bolivariana “contro l'ingerenza imperialista”, organizzata dalla FMGD.

La Missione a Caracas è composta da circa 50 delegati di 25 paesi di 4 continenti, “in rappresentanza della gioventù progressista, antifascista e antimperialista del mondo”.

A Tripoli, a Tripoli!

Scritto da Diego Angelo Bertozzi - Pcdi Bs.

A Tripoli, a Tripoli!


L’articolo 87 della nostra Costituzione è ancora fresco di modifica nell’ambito della riforma costituzionale approvata dalla Camera dei Deputati, che già l’Italia del governo Renzi si prepara alla avventura bellica che metterà fine allo spirito pacifista della nostra Carta fondamentale, relegando il già bistrattato articolo 11 tra i rottami del “secolo breve”. Basterà una semplice maggioranza, frutto di una legge elettorale che concede la maggioranza assoluta dei seggi ad una minoranza del Paese, per dichiarare guerra.

Ma meglio agire d’anticipo e lanciare subito il messaggio: nella nuova spartizione “neocoloniale” del mondo ci siamo pure noi, senza più tentennamenti e mal di pancia di sorta. E più velocemente senza lacci e laccioli del processo democratico con le sue interminabili discussioni, le sue trattative e i suoi compromessi. Ed ecco quindi la Libia, la nostra “quarta sponda” sulle cui macerie cresce la minaccia dell’Isis. Il dovere ci chiama: per l’ennesima volta la difesa della civiltà ci chiama. Che la stessa civiltà da difendere sia la prima responsabile della distruzione dello Stato libico e dell’avanzare del nuovo nemico pubblico, poco importa. Ricordarlo è semplice disfattismo, quando non dimostrazione della alleanza tra residui del comunismo e estremisti islamici in nome della lotta all’occidente capitalista.

Governo Renzi, parlamento umiliato, deriva autoritaria

Partito Comunista d'Italia – Veneto da Marx21.it

In questi giorni, in Parlamento, stiamo assistendo a una rappresentazione penosa ed estremamente pericolosa per la democrazia. Un insieme di deputati “eletti” grazie a una legge elettorale dichiarata incostituzionale nei suoi punti fondamentali sta stravolgendo la Costituzione. Lo sta facendo su imposizione del governo, in fretta e furia, tra una rissa e l'altra, durante sedute ad oltranza, senza discussione, di fronte a un'aula semivuota per l'assenza delle opposizioni e la stanchezza (o l'indifferenza) dei presenti. Il Parlamento è ormai ridotto a un gruppo di personaggi che votano senza sapere cosa stanno facendo e le conseguenze delle loro decisioni. L'importante è correre e assecondare la volontà di un primo ministro che si è circondato da ministri di dubbia capacità. Stanno riformando il paese, ci dicono, e andranno avanti comunque, costi quel che costi. Renzi, a questo proposito, continua a non considerare e criminalizzare qualsiasi voce che si oppone al suo volere. Così si lascia andare a dichiarazioni populiste su future consultazioni plebiscitarie sul suo operato. Un'ulteriore, pericolosa umiliazione di un parlamento che, secondo lui, deve trasformarsi in un'assemblea che approva i suoi decreti.


Quelle imposte dal governo, più che riforme sono modifiche costituzionali profonde e improvvisate. Nuove regole che toglieranno spazi di democrazia e che, combinate con una legge elettorale (il cosiddetto “italicum”) che ripropone con modifiche marginali e peggiorative quelle norme del “porcellum” dichiarate incostituzionali (premio di maggioranza e preferenze), consentiranno a una minoranza del paese di governare con un potere quasi assoluto. È la trasformazione della democrazia in un sistema oligarchico con un parlamento diventato un simulacro di quello che dovrebbe essere. Siamo di fronte a una svolta autoritaria ancora più marcata rispetto a quella che denunciamo, come comunisti italiani, da tempo. E non si può non rimarcare come questa politica, che ha gravi connotazioni populiste e autoritarie proprie di una destra arrogante, sia diventata caratteristica peculiare di un partito, il PD, che viene, ancora oggi e nonostante tutto, rappresentato dai mezzi di informazione come appartenente a uno schieramento progressista. È bene, invece, sfatare questa rappresentazione che è, ormai, una vera e propria “leggenda metropolitana”. La dirigenza del PD ha trasformato quel partito in una organizzazione padronale, in una “ditta” comandata da una ristretta cerchia di fedeli a un capo che risponde ai poteri forti che lo hanno insediato nella poltrona di presidente del consiglio.