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Ragioni E Conflitti - Numero 1

Scritto da PCI Fed. Brescia.

REC, Ragioni E Conflitti, il periodico online del PCI, è scaricabile online all'indirizzo 

 https://www.ilpartitocomunistaitaliano.it/2020/06/08/ragioni-e-conflitti-numero-uno/

 

Tra gli articoli un editoriale di Lamberto Lombardi (Segretario Provinciale PCI Brescia) e un forum su Comunisti e Sinistra di Classe al quale hanno partecipato Alessio Arena (Fronte Popolare), Franco Bartolomei (Risorgimento Socialista), Adriana 

Bernardeschi (La Città Futura), Mauro Casadio (Rete dei 

Comunisti), Giorgio Cremaschi (Potere al Popolo), Marco Pondrelli (Marx21), Marco Rizzo (Partito Comunista), Mauro Alboresi (Partito Comunista Italiano).

 

Buona lettura.

Stato di emergenza e Diritti Costituzionali

Scritto da Pietro Musicoo - PCI BS.

Chi scrive ritiene onesto informare il lettore che si è avvalso, per la complessità del tema, dell’articolo “Emergenza sanitaria. Dubbi di costituzionalità di un giudice e di un avvocato” scritto da Maria Giuliana Civinini, Presidente del Tribunale di Pisa e Giuliano Scarselli, Professore di Diritto Processuale Civile e Avvocato in Firenze sulla rivista Questione giustizia in data 14 aprile 2020.

di Pietro Musicco - PCI Federazione di Brescia

Il perdurare dello stato di emergenza rende necessaria una riflessione: le limitazioni alle quali siamo sottoposti ora e alle quali probabilmente, in presenza di una seconda ondata, lo saremo ancora ssono compatibili con il nostro dettato costituzionale? Meglio ancora: c'è stato effettivo bilanciamento tra il diritto alla salute e gli altri diritti limitati oppure si è elevato a principio assoluto e primario il primo?  

Fase 2: prima la sicurezza!

Scritto da PCI Fed. Brescia.

I morti sul lavoro e la Fase 2, la posizione del PCI e della FGCI del Veneto : viene prima la sicurezza!

L'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro, curato da Carlo Soricelli, ieri riportava:

“Morti 145 lavoratori (300 con i morti sulle strade e in itinere) a questi occorre aggiungere altri 321 lavoratori morti a causa del coronavirus, un conto ancora parziale, che stiamo cercando di aggiornare)”

Sono quindi, 145 i lavoratori morti a causa di infortuni nei luoghi di lavoro. Ogni settimana 8 lavoratori hanno perso la vita. Nonostante la chiusura delle attività a causa dell'emergenza coronavirus e la conseguente diminuzione delle ore lavorate, di lavoro si continua a morire.

Bisogna tener ben presente tutto questo quando si parla di riapertura delle attività e dell'inizio di quella Fase 2 che Confindustria e le regioni del nord, che sono le più colpite dalla pandemia, reclamano a gran voce. Su questo bisogna essere molto chiari. Prima di tutto viene la salute e la vita di chi lavora, solo dopo tutto il resto.

ISTRUIAMOCI, AGITIAMOCI, ORGANIZZIAMOCI

Scritto da Giulio Palermo - Economista UNIBS.

ISTRUITEVI, AGITATEVI, ORGANIZZATEVI!

La crisi morde e i lavoratori sono carne da macello. Il vampiro del capitale non ha più lavoro da succhiare alla classe operaia ma ha sempre più sete. Sta lì, nell’angolo, a divorare se stesso, in attesa che i suoi luogotenenti ingiacchettati gli portino nuovo lavoro vivo di cui nutrirsi. Ma quel lavoro per ora deve rimanere rinchiuso in casa, in un mondo ormai deserto. Ancora per un po’ i lavoratori non possono tornare a piegarsi la schiena sotto le leggi del capitale. Non certo per il loro bene e nemmeno per quello dei singoli vampiri, che si dimenano furiosamente mentre si avvicina l’alba dell’insolvenza, ma per quello dell’intero mondo delle tenebre. Perché ormai il rischio è sistemico e il capitale ha paura che dalle rivolte spontanee possa veramente sorgere il sol dell’avvenir che spazzerà via tutto.

 

La Fase Due

Scritto da PCI Fed. Brescia.

 

 

Un' analisi di Lamberto Lombardi (Comitato Centrale PCI - Fed. Brescia)

La frenesia di arrivare subito alla cosiddetta Fase 2 della gestione dell'epidemia, ovvero ad una riapertura parziale e progressiva del Paese, riconosce alcuni motivi, se non nobili, comprensibili, ma purtroppo anche troppe pressioni esercitate dagli stessi soggetti la cui credibilità sta a zero dopo che sono stati protagonisti delle medesime pressioni affinchè manco si aprisse la Fase 1.

Sono pressioni destinate a far mancare la lucidità necessaria agli amministratori ormai poco avezzi a tenere a bada le intemperanze degli imprenditori, sono pressioni che hanno già causato migliaia di morti.

Quindi urge, fra gli umani, fare il punto di quello che si sa, delle conoscenze acquisite durante tutta questa crisi sanitaria, per poter porre con lucidità degli scenari credibilmente positivi agli italiani.

COVID-19, DAL TRAMONTO ALL'ALBA

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Riprendiamo, dal sito egalite.org, un'articolo sulle diverse strategie implementate nella risposta alla pandemia di Sars-2 e le diverse concezioni dei rapporti internazionali a firma di Dario Dongo (avvocato, Presidente Associazione Egalitè) e Maurizio Biena, della Segreteria PCI di Brescia.

COVID 19. DAL TRAMONTO ALL'ALBA

Dal tramonto all’alba, Ovest ed Est, Covid-19. Paesi guidati da paradigmi socio-economici diversi affrontano un identico problema.

1) Immagini

Le immagini delle ultime settimane segnano il tramonto, a Occidente. File di autocarri militari carichi di bare a Bergamo, ospedali al collasso lì come a Brescia e Milano, eroi della sanità al fronte senza scudi, anziani uccisi al Pio Albergo Trivulzio di Milano e in altre case di cura.

Vi sono poi le fosse comuni nell’isola artificiale di Hart Island (New York, USA) e i piazzali di Las Vegas (Nevada, USA) coi senzatetto inquadrati tra le strisce dei parcheggi.

Alle carenze strutturali di un fragile modello capitalista, incapace di prevedere il ‘cigno grigio’ Covid, si aggiunge la disattenzione agli avvertimenti diramati da Cina e OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità, o WHO) a partire dal 31.12.19.

2) Alba cinese

Wuhan, capitale della Provincia di Hubei (Cina), segnala a WHO il primo focolaio di SARS-CoV-2. In relazione a un’epidemia virale emersa probabilmente il 17.11.19, individuata tra metà dicembre e i primi giorni di gennaio 2020. (1)

Il governo cinese – dopo una prima serie di misure parziali di contenimento (es. chiusura mercato del pesce, distanziamento sociale) – istituisce la zona-rossa a Wuhan (11 milioni di abitanti, 1 milione in più dell’intera Lombardia), il 23.1.20. La misura viene poi estesa all’intera Provincia dell’Hubei (circa 60 milioni di abitanti, poco meno dell’Italia). Il 29.1.20, lo stato di emergenza di livello 1 (massima allerta) è esteso a 31 Province e 44 Prefetture del Paese.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 30.1.20, conferma di essere stata coinvolta con prontezza e si congratula con la Cina per l’efficienza dimostrata. (2) L’eventuale intempestività nella divulgazione delle notizie al grande pubblico si spiega del resto con esigenze tecniche (identificare un nuovo ceppo virale) e di salute pubblica (attuare un piano efficace, prevenire reazioni inconsulte dei cittadini).

Comunicato della Federazione Giovanile di Brescia

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Con riferimento all'intervento della Segreteria Provinciale del 4 aprile 2020 riteniamo necessario proseguire la riflessione sulla ripresa delle attività produttive. 

Il contesto che man mano prende forma all'orizzonte si dimostra tutt'altro che roseo per la nostra già traballante economia. Il rischio che il Paese vada verso la più grave recessione economica dalla fine della Seconda Guerra Mondiale si sta purtroppo materializzando.

Lo Stato e lUnione Europea dispongono di risorse economiche e finanziare forse a malapena sufficienti per far fronte alle conseguenze, dirette e indirette, che questa emergenza sanitaria comporta. Inoltre, come affermato nel comunicato, non possiamo e non vogliamo rassegnarci ad un futuro da "sussidiati" per noi e i nostri figli, ad una classe lavoratrice che si vuole ridotta ad esercito industriale di riserva per le multinazionali che verranno a fare "shopping" di marchi, brevetti, "eccellenze" e maestranze, imponendo ulteriore moderazione salariale e aumento dei ritmi di lavoro con il ricatto delle delocalizzazioni.