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PER UN’EUROPA DEI LAVORATORI E DEI POPOLI

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Pubblichiamo l’Appello sottoscritto da Partiti Comunisti e da Partiti e forze della sinistra anticapitalista per le prossime elezioni europee del 2019. L’Appello, per la stesura del quale il PCI ha fornito, in ogni tappa politica e in ogni incontro, il proprio contributo, rappresenta la positiva sintesi della discussione avvenuta tra le forze firmatarie. Un documento che ha teso a superare le fisiologiche e normali diversità di vedute sull’Unione europea tra le varie forze, in virtù dell’esigenza suprema di mettere a fuoco la durezza delle politiche liberiste e antisociali dell’Ue e la necessità di un lavoro comune nella denuncia e nella lotta. L’Appello, che non vuole dettare vincoli o linee politiche ed elettorali alle forze comuniste e di sinistra dei vari Paesi, ha già l’importante funzione di porsi come un punto di riferimento per la mobilitazione delle lotte più avanzate, comuniste e anticapitaliste, contro l’Ue. A partire dalle prossime elezioni per il Parlamento europeo del maggio 2019.

( Fosco Giannini, Responsabile Dipartimento Esteri PCI)

 

IL PROFITTO UCCIDE!

Scritto da PCI Fed. Brescia.

 
10 gennaio 2019

Vi sembra una cosa normale?

C'è una notizia di ieri, 9 gennaio 2019, che dovrebbe avere maggiore risalto. È una notizia come tante di un incidente stradale. Come ce ne sono tanti. Un'automobile è uscita di strada e il conducente è morto. Stava tornando a casa dal lavoro.

Si penserà “è una tragedia, certo, ma doveva prestare più attenzione, sono cose che succedono” e si passa ad altra notizia. Quella è una notizia come tante altre. Ma si provi a leggerla con un minimo di attenzione e, magari, si tenti di ragionare su quello che si nasconde dietro a questa notizia apparentemente uguale a tante altre che raccontano di una morte per incidente lungo una strada.

Ragioniamo. Perché non è una cosa normale che Carlo Di Sarno di 47 anni, il lavoratore deceduto nell'impatto della sua automobile contro un albero, stava tornando a casa dopo aver lavorato 12 ore. Sì, non è un errore, 12 ore di seguito nello stabilimento Arcelor Mittal (ex Ilva) di Taranto. Quella stessa acciaieria nella quale è “abitudine” fare straordinari (evidentemente tanti) e si sono lasciati a casa più di 1500 lavoratori considerati “esuberi”, inutili.

Domandiamoci quale logica ci sia in tutto questo.

Si dirà che è “così va il mondo”, che bisogna contenere i costi e che lo straordinario conviene perché costa meno che assumere altri lavoratori. Si obietterà che Carlo Di Sarno lavorava per un ditta subbalpaltatrice, che, quindi, la Arcelor Mittal (ex Ilva) c'entra poco. Oppure che, magari, lavorava così a lungo per guadagnare qualcosa in più, per “arrotondare”. Questo è il “sentire comune” in una società sempre più indifferente e individualista.

Ma proprio questo è il punto.

Le condizioni di isolamento e frammentazione che vivono i lavoratori e i bassi salari fanno si che si accetti qualsiasi cosa: orari e turni spaventosi, poca sicurezza, cancellazione di diritti (anche di quelli più elementari). Perché lavorare 12 ore, quale che sia l'attività e in particolare quando questa è faticosa di per sé, comporta necessariamente mancanza di attenzione, maggiore stanchezza, alienazione. E un colpo di sonno è sempre in agguato.

Proviamo a ragionare.

Non sarebbe meglio non avere bisogno di lavorare di più per avere un salario decente? E non sarebbe meglio che tutti potessero lavorare meno ore? Certo, lavorare meno a parità di salario e lavorare tutti significherebbe minore profitto per “lorpadroni”. E allora? Non si otterrebbe forse, una società più giusta e umana?

Giorgio Langella
Segretario regionale Veneto del PCI
 

Ospitaletto (BS) - Operaio muore colpito da una ruspa.

Scritto da PCI Fed. Brescia.

E' morto oggi a Ospitaletto Larbi El Harrak , operaio marocchino, colpito da una ruspa in movimento, mentre era impegnato con altri colleghi. Per l’uomo non c’è stato nulla da fare: quando sono intervenuti i soccorsi era già deceduto.

E' l'undicesima vittima del lavoro nella nostra provincia, la settantesima della Lombardia mentre salgono a 693 le "morti bianche" in tutta Italia nel 2018, quasi il 10% in più rispetto all'anno scorso.

Ma per chi ci governa l'emergenza sono i questuanti e i poveri e la "sicurezza" si combatte mandando la polizia nelle scuole.

#socialismoobarbarie

 

 

 

Ex Ilva, operai annunciano sciopero: contestati criteri assunzioni

Scritto da Giorgio Langella (PCI - fed.reg. del Veneto).

Sono i lavoratori aderenti all’Usb (Unione sindacale di base) dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal di Taranto


I lavoratori aderenti all’Usb (Unione sindacale di base) dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal Italia (ex Ilva) di Taranto, sciopereranno per 32 ore, dalle 23 del 17 dicembre alle 7 del 19 dicembre, in quanto sostengono che l’azienda non abbia rispettato l’accordo sindacale del 6 settembre scorso, e i criteri stabiliti per assunzioni ed esuberi. Il 18 dicembre, invece, è previsto un presidio davanti alla sede del ministero dello Sviluppo economico (Mise).

Secondo il sindacato di base ci sarebbero state anche «operazioni di taglio ingiustificato del personale, con allontanamento di operai scomodi - e di ciò che diciamo abbiamo le prove - con sovraccarichi di lavoro per coloro che rimangono». «Per noi - attacca il coordinatore provinciale dell’Usb, Francesco Rizzo - è abbastanza chiaro che c'è stata la manina di alcuni capi che, in alcune zone dello stabilimento, hanno fatto un avere propria selezione in base alle proprie simpatie».

IVECO BRESCIA - UNA PETIZIONE CONTRO LA DEINDUSTRIALIZZAZIONE

Scritto da PCI Fed. Brescia.

E' stata presentata alla stampa ieri, Giovedi' 13 Dicembre ai cancelli dell'Iveco di Brescia, la petizione rivolta alle autorità cittadine, provinciali e regionali, alle forze politiche e alle associazioni industriali, per un confronto con i lavoratori e i cittadini sul futuro dello stabilimento di Brescia e, più in prospettiva, del futuro industriale della città.

L'appello, del quale si fanno promotori il Partito Comunista Italiano e la sezione bresciana del Partito dei C.A.R.C., nasce dai lavori di un intergruppo denominato "Futuro Iveco" che raccoglie, oltre ai militanti delle suddette organizzazioni, alcuni lavoratori del gruppo e di altre realtà industriali cittadine.

Lo stabilimento di via Volturno viene preso come simbolo di ciò che rimane di una città che aveva nell'industria il suo punto di forza e di ricchezza che è stato negli anni, e il processo è ancora in corso, smantellato nel nome di una terziarizzazione dell'economia che ha portato, e i dati sul livello medio dei salari lo dimostrano, ad un impoverimento generale delle famiglie e al lacerarsi del tessuto sociale cittadino e provinciale.

Rileviamo, con rammarico, che di tutte le testate giornalistiche e radiofoniche convocate si è presentato solo il Giornale di Brescia.

Di seguito il testo della petizione consultabile sul sito futuroiveco.wordpress.org  sul quale è possibile aderire alla raccolta firme.

Prorogate le sanzioni alla Russia: 3 miliardi all'anno di perdite per l'export italiano

Scritto da PCI Fed. Brescia.

L'UE, all'unanimità, proroga le sanzioni alla Russia per le (presunte) violazioni al Trattato di Minsk.

Ricordiamo al "governo del cambiamento" che l'export italiano ha una perdita di circa 3 miliardi all'anno che colpisce il già fragile settore agroalimentare dei quali 450 milioni circa nella sola Lombardia.
Prima gli interessi degli italiani o quelli della NATO?

Riprendiamo dal sito di Coldiretti:

Le esportazioni Made in Italy in Russia sono state di poco inferiori a 8 miliardi nel 2017, circa 3 miliardi in meno del 2013, l’anno precedente all’introduzione delle sanzioni. E’ quanto afferma la Coldiretti (www.coldiretti.it) in riferimento al fatto che il parlamento russo si prepara a rispondere alle nuove sanzioni Usa con un disegno di legge che limitera’ le importazioni di alcol, tabacco, generi alimentari e prodotti agricoli dagli Stati Uniti e da quei paesi che sostengono le sanzioni americane.

Francia: La CGT verso uno sciopero generale della funzione pubblica

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Il sindacato francese della funzione pubblica (Fédération CGT des Services publics) chiama ad uno sciopero generale del settore per tutto il mese di Dicembre contro le politiche del governo Macron. Di seguito il comunicato del Segretario Generale (https://www.cgtservicespublics.fr/les-luttes/actualites-des-luttes-2018/preavis-de-greve-2018/article/preavis-de-greve-preavis-de-greve-de-0-h-a-24-h-pour-les-journees-des-9-10-11) nella traduzione della nostra redazione.

 

Avviso di sciopero dalle 00:00 alle 24:00 dal 9 al 31 dicembre 2018

 

Onorevoli Ministri,

 

La situazione attuale dimostra il profondo rifiuto della politica regressiva del vostro governo.

 

In questo contesto, e nella mobilitazione avviata dalla CGT per fare di dicembre un mese di lotta, la Federazione CGT della funzione pubblica ritiene necessario agire.

 

Per troppi anni abbiamo denunciato le conseguenze delle politiche dei governi succedutisi.

 

Le riforma avviata dalla legge del 16 dicembre 2010 e le leggi HPST e MAPTAM OuR del 2012, 2014 e 2016 hanno costantemente distrutto i servizi pubblici locali: nelle nostre comunità, negli ospedali, nei servizi statali ...

 

Allo stesso tempo, i servizi pubblici: trasporti pubblici, acqua, alloggi, servizi sanitari, assistenza personale, assistenza ai minori, servizi culturali, sport, pulizia, ecc. sono stati distrutti o privatizzati. Stanno scomparendo a detrimento di gran parte della popolazione che vive alla periferia di grandi centri urbani e nelle aree rurali.

 

I salari sono stati congelati troppo a lungo e la creazione di ricchezza è riservata ai "primi della cordata".

 

Le condizioni di lavoro e di vita continuano a deteriorarsi.