NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Referendum: le riforme che dividono il paese

È forte la Costituzione che unisce un paese; è debole la Costituzione che lo divide. In questo principio trova fondamento il rigetto della riforma costituzionale Renzi-Boschi, che ha visto in parlamento un contrasto frontale su modalità, motivazioni, contenuti. Una analoga divisione si manifesta nel paese, e non può essere superata dal voto plebiscitario su sé stesso chiesto da Renzi.

Con la dichiarazione di incostituzionalità della legge elettorale (Corte cost., 1/2014) il parlamento aveva perduto la sua legittimazione sostanziale. Una elementare correttezza costituzionale avrebbe richiesto che ci si limitasse ad approvare una nuova legge elettorale conforme ai principi stabiliti dalla Corte, procedendo a nuove elezioni e solo poi, nel nuovo parlamento, ponendo mano alla revisione della carta fondamentale. Al contrario, Renzi ha assunto la riforma della Costituzione e della legge elettorale come ragioni dell’esistenza stessa del suo governo. Ha formulato le sue proposte in base al cd patto del Nazareno stretto con Berlusconi e poi naufragato. Ha approfittato dei numeri parlamentari drogati dal premio di maggioranza costituzionalmente illegittimo, senza i quali non avrebbe avuto i consensi necessari all’approvazione. Non ha esitato ad avvalersi del sostegno essenziale di transfughi e voltagabbana, noncurante dell’indebolimento in prospettiva della Costituzione riformata derivante dall’approvazione da parte di una maggioranza raccogliticcia e occasionale. Ha fatto ricorso a continue forzature di prassi e norme regolamentari, ricattando la sua stessa maggioranza con la minaccia di crisi e di scioglimento anticipato in caso di voto contrario. Così come oggi ricatta il paese con il plebiscito su sé stesso.

E` NATO IL NUOVO PARTITO COMUNISTA ITALIANO

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Relazione conclusiva del nuovo Segretario del Partito Comunista Italiano, Mauro Alboresi, al termine della Assemblea Nazionale Costituente tenutasi a S. Lazzaro di Savena (BO) il 24-25-26 Giugno. La Federazione di Brescia, oltre ad augurare buon lavoro al neosegratario e agli organismi nazionali, si congratula con i compagni Lamberto Lombardi e Rossana Dalla Fiore per la loro nomina al Comitato Centrale del nuovo PCI.

ANCORA 28 MAGGIO

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Ancora 28 maggio, ancora ferite aperte, ovunque, e ancora a chiedere la verità.

Ma ci chiediamo se la verità già non la conosciamo, dopo quella infinita serie di depistaggi e

ritardi e responsabili finti e poi veri ed esecutori, la verità che potrebbe darci il modo di tirare le somme, di

disegnare un quadro che seppure indiretto ormai ha la forza per esprimere tutti gli elementi di cui

abbiamo bisogno. Sapere chi depistava è già il passo fondamentale per capire il perché si è colpito.

Ci chiediamo se accanto alla sacrosanta necessità di verità a volte non ci si nasconda dietro alla sua

mancanza per non essere costretti a capire o a confessare di aver capito per non doverne trarre poi

le dovute conseguenze politiche.

ASSEMBLEA COSTITUENTE PER UN PARTITO COMUNISTA UNITARIO

Scritto da PCI Fed. Brescia.

 

ASSEMBLEA COSTITUENTE

PER UN PARTITO COMUNISTA UNITARIO

 

 

Per dare vita ad una rappresentanza comunista più unitaria e forte il PCdI ha deciso di sciogliersi ed affrontare, con altri comunisti provenienti dal P.R.C. e da altre realtà organizzate e non, un percorso costituente che sfocia e trova slancio nell'Assemblea Costituente per la Ricostruzione del

Partito Comunista Italiano

 

Per le province di Brescia e Bergamo la fase territoriale del Congresso si terrà a Brescia in

 

via Cimabue presso la Casa delle Associazioni

domenica 22 maggio alle ore 9.00

 

L'Assemblea Nazionale si terrà il 24, 25 e 26 giugno

 

Diamo a questo evento una grande importanza,

i lavoratori devono rialzare la testa e senza il loro contributo consapevole

non esiste Democrazia.

La verità non detta è che l'America sta sostenendo Al Qaeda: Nella propaganda sulla battaglia per Aleppo i terroristi sono ritratti come "combattenti per la libertà"

Scritto da PCI Fed. Brescia.

di Prof. Tim Anderson per Global Research, 1 mag 2016
traduzione a cura di comunistibrescia.org


Una pesante propaganda accompagna la battaglia strategica di Aleppo tra l'esercito siriano (e i suoi alleati Russia, Iran, Hezbollah e altri milizia) e i gruppi terroristici sostenuti da Arabia Turchia e NATO (Jabhat Al Nusra, Jaysh Al Islam, Ahrar Assham e ISIS) . Gli scontri hanno avuto un escalation verso la fine di aprile, quando i gruppi armati hanno colpito con centinaia di colpi di mortaio la seconda città della Siria, e l'esercito siriano ha risposto con la sua offensiva a lungo attesa.
I media occidentali ora sostengono che i cittadini di Aleppo sono minacciati dall'esercito siriano, mentre le fonti siriane mostrano i civili, stremati da attacchi di mortaio costanti, che chiedono che l'esercito sradichi tutti i gruppi terroristici.

Un bambino è stato ucciso o mutilato ogni quattro ore nella devastante guerra in Yemen.

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Claire Bernish per theantimedia.org
31 Marzo 2016

traduzione di comunistibrescia.org

Yemen - Un bambino è stato ucciso o mutilato ogni quattro ore nel corso dell'anno da quando sono iniziati gli attacchi aerei sauditi in Yemen - un aumento di sette volte rispetto all'anno precedente. Anche se questa è probabilmente una tragica sottovalutazione del vero numero, quasi un terzo di tutte le vittime civili sono bambini.
Secondo un rapporto dell'UNICEF , la campagna di bombardamenti ha comportato un tributo di sangue straordinario sulla popolazione civile in Yemen:
"Attacchi contro scuole e ospedali e la negazione di assistenza umanitaria per i bambini continuano a verificarsi. L'ONU ha verificato 51 attacchi alle strutture per l'istruzione, comprese scuole e personale scolastico. "
Sessantatre strutture sanitarie sono state attaccate, ha dichiarato l'ONU, e "servizi e infrastrutture in Yemen sono sull'orlo del collasso totale".
Anche prima della coalizione sostenuta dagli Stati Uniti e guidata dall’Arabia iniziaze l’offensiva lo Yemen era uno dei paesi più poveri del mondo. Ma gli intensi combattimenti tra tutte le parti del conflitto hanno creato una crisi umanitaria di proporzioni allarmanti - ed i bambini tendono ad essere i più colpiti.
"I bambini non sono al sicuro da nessuna parte in Yemen. Anche giocare o dormire è diventato pericoloso, "Julien Harneis, rappresentante UNICEF nello Yemen, ha detto a AFP in una email.
"Il grado di  sofferenza nel paese è sconcertante," continua il rapporto dell'UNICEF. "La violenza ha costretto la maggior parte degli yemeniti in miseria. Si stima che circa 21,2 milioni di persone - l'82 per cento della popolazione totale - abbia bisogno di assistenza umanitaria urgente. Quasi la metà di coloro che ne hanno bisogno sono bambini. "
Tale necessità non è mai stata così grande. Come spiegato nella relazione, gli attacchi aerei implacabili hanno esponenzialmente amplificato questioni umanitarie che esistevano prima che le bombe degli Stati Uniti (fornite anche dall'Italia n.d.t.) cominciassero a cadere dagli aerei e dai droni della coalizione saudita.

link all'articolo in lingua inglese

link al rapporto UNICEF (pdf in lingua inglese)

 

 

 

In Ucraina si scatena la guerra alla memoria dei combattenti contro il nazifascismo

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Dichiarazione del Partito Comunista di Ucraina
da www.solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

In occasione dell'anniversario della Liberazione del nostro paese, intendiamo richiamare l'attenzione dei nostri lettori, dei militanti antifascisti e delle loro organizzazioni, a cominciare dalla gloriosa ANPI alla vigilia del suo Congresso, sull'appello lanciato dal Partito Comunista di Ucraina in difesa della memoria antifascista, in un paese del continente europeo guidato oggi da una giunta nazionalista-oligarchica - arrivata al potere con un colpo di stato appoggiato da USA, UE e NATO e dal baccano dell'apparato mediatico dominante in Occidente -, i cui dirigenti non esitano ad ispirarsi alla peggiore eredità del collaborazionismo con gli aggressori hitleriani, offrendo spazio e copertura alle azioni criminali di bande nazi-fasciste che agiscono nell'impunità, scatenando la violenza più brutale non solo contro gli oppositori politici del regime, ma anche contro gli stessi simboli dell'eroismo antifascista.