NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

In memoria di Abd EL Salam, ucciso a Piacenza perché lottava per i diritti di tutti i lavoratori

Scritto da Giorgio Langella - Dip. Lavoro PCI.

22 ottobre 2016

 

Alcune riflessioni sulla situazione del lavoro (e le mobilitazioni del 21 e del 22 ottobre 2016). In memoria di Abd EL Salam, ucciso a Piacenza perché lottava per i diritti di tutti i lavoratori.

 

Ieri c'è stato lo sciopero generale proclamato dal sindacalismo di base al quale il PCI e altre organizzazioni politiche della sinistra di classe hanno aderito. Uno sciopero che si è svolto per contrastare le politiche devastanti del governo in materia di lavoro, contro il “jobs act”, per la difesa e l'attuazione della nostra Costituzione stravolta dalla controriforma “Boschi, Napolitano, Verdini”. Secondo le stime di USB, oltre un milione e trecentomila lavoratori hanno aderito nelle tante iniziative in tutto il territorio nazionale. Un numero altissimo, ben superiore al numero degli iscritti al sindacalismo di base, che evidenzia il successo dello sciopero nonostante l'evidente censura giornalistica che ha oscurato la mobilitazione di ieri.

 

Oggi le principali testate giornalistiche non ne fanno menzione solo in articoli relegati nelle pagine interne. Scrivono di disagi provocati dallo sciopero, seguendo la ormai nota tattica del silenzio sulle motivazioni reali di uno sciopero necessario per mantenere la schiena diritta di fronte alla protervia governativa. I “grandi” sindacati italiani ormai istituzionalizzato sono rimasti alla finestra. Contrattano al ribasso, firmano “verbali di sintesi” con il governo e accordi con Confindustria che sono penalizzanti per lavoratori e pensionati. Seguendo la logica del “contenimento del danno” continuano a conquistare posizioni sempre più arretrate. Sembra che si stiano adeguando al ruolo di elargitori di servizi che il sistema vorrebbe assegnare ai rappresentanti dei lavoratori. Un ruolo marginale, aziendale che garantisca la pace sociale ai padroni grazie alla “morale di schiavi” imposta a chi realmente produce.

IL PANE, LE ROSE E TUTTO IL RESTO DEL PASTO!

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Pranzo di autofinanziamento della Federazione bresciana del Partito Comunista Italiano - PCI
Minestra sporca
Spiedo
Contorno
Bevande incluse
Euro 20
A richiesta alternativa vege-vegan

Prenotazioni entro il 27 Ottobre al numero 3475195765

LA ``VIA CINESE`` E IL CONTESTO INTERNAZIONALE - SABATO 15 OTTOBRE A ROMA

Scritto da PCI Fed. Brescia.

 

Forum Europeo 2016
La “Via Cinese” e il contesto internazionale
 
ROMA, SABATO 15 OTTOBRE. Ore 9:00
 –
 18:00SALA CONVEGNI Hotel Massimo d'Azeglio, Via Cavour 18 (nei pressi della Stazione Termini)
Iscrizione:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
Per il terzo anno consecutivo accademici e studiosi sia cinesi che italiani promuovono un dibattito approfondito sulla “Via Cinese” con l’obiettivo di arricchire un dialogo comune ed avviare una ricerca collettiva sulle sfide che il contesto internazionale presenta.
Il Forum si pone l’obiettivo di sviluppare un dialogo tra accademici e studiosi cinesi ed italiani, attorno ad alcuni nodi che caratterizzano il contestointernazionale, come l’analisi della relazione tra l’Europa e la Cina, la necessità di una governance internazionale sul cyberspazio, le relazioni politiche ed economiche tra la Cina e le diverse aree del mondo, il tema della “via cinese” e del socialismo. L’iniziativa, unica nel suo genere in Italia, è co-promossa dallaprestigiosa Accademia Cinese della Scienze Sociali (Cass), Accademia del Marxismo cinese, dall’Associa
zione politico culturale Marx21 e le Edizioni MarxVentuno.

Pubblichiamo, sul tema, un articolo di Francesco Maringio`, membro del del Comitato Centrale PCI, uscito sulla rivista Marx21 (qui il link per il download)

PCI BRESCIA - ELETTI I NUOVI ORGANISMI FEDERALI

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Nell' Assemblea Organizzativa tenutasi a Brescia Domenica 18 Settembre, sono stati eletti  i componenti della Segreteria Provinciale del Partito Comunista Italiano:

Lamberto Lombardi (Segretario Provinciale)

Luciano Affo' (Tesoriere)

Rossana Della Fiore (Resp. Dipartimento Organizzazione)

Mauro Nico Girelli (Resp. Dipartimento Lavoro)

Giorgio Busi (Resp. Dipartimento Enti Locali e Territorio)

Maurizio ''Ozzy'' Biena (Resp. Dipartimento Informazione e Formazione)

Sono inoltre stati nominati i compagni che formeranno, insieme ai membri della Segreteria, il Comitato Federale:

IL PCI BRESCIANO ALL`ASSEMBLEA ORGANIZZATIVA

Scritto da PCI Fed. Brescia.

 

 

 

 

 

 

 

 

Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.
Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.
Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.

Antonio Gramsci, da “L’ordine nuovo”

Si svolgera' domani mattina (Domenica 18 Settembre) presso la Casa delle Associazioni di Via Cimabue 16 a Brescia, l`assemblea Organizzativa della Sezione bresciana del PCI. L'evento, che fa seguito al Congresso Nazionale svoltosi a Bologna e che coinvolge tutti gli iscritti al Partito Comunista Italiano e a chi ha richiesto l`iscrizione, comportera' l`elezione del Segretario Provinciale, della Segreteria e dei membri del Consiglio Federale. Vista l`importanza dell`evento si chiede la massima partecipazione.

PCI Federazione di Brescia

CIAO MAURIZIO, VIVRAI SEMPRE NELLE NOSTRE LOTTE!

Scritto da PCI Fed. Brescia.

E` mancato ieri notte (8 settembre 2016) il Compagno Maurizio Musolino, 52 anni. Giornalista, esperto conoscitore del Medio Oriente e del mondo arabo, che ha dedicato la sua militanza e passione politica in particolare alla causa del popolo palestinese. Convinto sostenitore dell’unità dei comunisti,

Maurizio, nonostante la malattia, aveva trovato le forze per partecipare all’assemblea costituente del PCI svoltasi a luglio a Bologna, e fino all’ultimo ha continuato a impegnarsi per la causa palestinese, la giustizia e la pace in Medio Oriente, da comunista internazionalista quale è sempre stato.

Nel porgere le nostre condoglianze alla famiglia, agli amici e a tutti i compagni, lo ricordiamo ripubblicando il video del suo intervento alla nostra Festa per il Lavoro e la Liberta` dei Popoli del 2014.

La Federazione di Brescia del Partito Comunista italiano.

 

Referendum: le riforme che dividono il paese

È forte la Costituzione che unisce un paese; è debole la Costituzione che lo divide. In questo principio trova fondamento il rigetto della riforma costituzionale Renzi-Boschi, che ha visto in parlamento un contrasto frontale su modalità, motivazioni, contenuti. Una analoga divisione si manifesta nel paese, e non può essere superata dal voto plebiscitario su sé stesso chiesto da Renzi.

Con la dichiarazione di incostituzionalità della legge elettorale (Corte cost., 1/2014) il parlamento aveva perduto la sua legittimazione sostanziale. Una elementare correttezza costituzionale avrebbe richiesto che ci si limitasse ad approvare una nuova legge elettorale conforme ai principi stabiliti dalla Corte, procedendo a nuove elezioni e solo poi, nel nuovo parlamento, ponendo mano alla revisione della carta fondamentale. Al contrario, Renzi ha assunto la riforma della Costituzione e della legge elettorale come ragioni dell’esistenza stessa del suo governo. Ha formulato le sue proposte in base al cd patto del Nazareno stretto con Berlusconi e poi naufragato. Ha approfittato dei numeri parlamentari drogati dal premio di maggioranza costituzionalmente illegittimo, senza i quali non avrebbe avuto i consensi necessari all’approvazione. Non ha esitato ad avvalersi del sostegno essenziale di transfughi e voltagabbana, noncurante dell’indebolimento in prospettiva della Costituzione riformata derivante dall’approvazione da parte di una maggioranza raccogliticcia e occasionale. Ha fatto ricorso a continue forzature di prassi e norme regolamentari, ricattando la sua stessa maggioranza con la minaccia di crisi e di scioglimento anticipato in caso di voto contrario. Così come oggi ricatta il paese con il plebiscito su sé stesso.