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Intervista a Francesco Maringiò al XX incontro internazionale dei Partiti Comunisti

Scritto da PCI Fed. Brescia.

da amna.gr

Pubblichiamo, nella traduzione di MARX21.it un'intervista che Francesco Maringiò ha rilasciato in occasione del XX incontro internazionale dei Partiti Comunisti


A più di 100 anni della rivoluzione di ottobre ci sono persone che ritengono il comunismo una cosa del passato. Lei è d'accordo? Cosa significa essere comunista nel 21° secolo?

Chi considera il comunismo una cosa del passato commette due errori principali. Il primo è quello di aver creduto alla campagna mediatica occidentale che ha cercato di far passare l’idea che la fine dell’esperienza sovietica coincidesse con la fine del comunismo nel mondo.

FMI - WB - OMC – Le spaventose minacce sulla de-globalizzazione e la guerra dei dazi - Il ritorno delle nazioni sovrane.

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Pubblichiamo, come contributo alla discussione sulla “questione nazionale”, un intervento di Peter Koenig*, pubblicato dal sito www.globalresearch.ca nella traduzione della nostra redazione.

 

I rappresentanti chiave dei tre principali criminali della finanza e del commercio internazionale, l'FMI, la Banca mondiale (WB) e l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), si sono incontrati nella lussureggiante isola di Bali, Indonesia, e hanno avvertito il mondo delle terribili conseguenze in termini di riduzione degli investimenti internazionali e do declino della crescita economica a seguito delle guerre commerciali in continua espansione avviate e istigate dall'Amministrazione Trump. Hanno criticato il protezionismo che potrebbe attirare i paesi verso il declino della prosperità. Il FMI taglia le sue previsioni di crescita economica globale per l'anno in corso e per il 2019.

Questo è puro allarmismo basato sul nulla. In effetti, la crescita economica del passato che si sostiene sia dovuta ad un aumento degli scambi e degli investimenti ha servito una piccola minoranza e ha spinto un crescente cuneo tra ricchi e poveri dei paesi sia in via di sviluppo che industrializzati. È interessante come nessuno parli mai della distribuzione interna della crescita del PIL della quale si vantano questi gestori e strumenti dell’imperialismo; nessuno sembra mai mettere in discussione il modo in cui vengono calcolati questi tassi di crescita.

Il conflitto tra capitale e lavoro è una vera e propria guerra

Scritto da PCI Fed. Brescia.

 
 
Nel conflitto tra capitale e lavoro, vera e propria guerra in atto nei luoghi di lavoro, chi vive del proprio lavoro continua a morire.

Le cause sono evidenti:
- mancanza di sicurezza,
- ritmi di lavoro sempre più alienanti,
- retribuzioni insufficienti a condurre una vita decente,
- cancellazione di diritti,
- crescente precarietà,
- competizione e divisione tra i lavoratori,
...
in poche parole, brutale sfruttamento che lavoratrici e lavoratori devono subire per sopravvivere.

Tutto in nome "dell'impresa" e "del profitto".

Nella guerra in atto non esiste alcuna "pace", nessuna "tregua".

IL BILANCIO INVATEC/MEDTRONIC E LA MERITOCRAZIA

Scritto da PCI Fed. Brescia.

 

20.249.000 euro, su un fatturato di oltre 70 milioni.

Questo, secondo quanto riportato dal rapporto Brescia 1000 imprese a cura di Bresciaoggi, l'utile relativo all'esercizio 2017 di Invatec S.p.a. Queste dunque le performance finanziarie alla vigilia della decisione della multinazionale controllante Medtronic, primo player mondiale nel settore dei medical device, di cessare le attività in tutti e due gli stabilimenti bresciani rimasti attivi del gruppo e delocalizzare la produzione in Messico e Irlanda. Perché in fondo, in un'economia liberale, non conta quanto tu sia bravo a fare qualcosa, ma se esiste qualcuno disposto a farlo a meno.

È questa meritocrazia? Forse sì, ma finché si confrontano aree economiche omogenee. quando si iniziano a confrontare le mele con le pere, l'Italia con il Messico o l'Irlanda (che, ricordiamo, è stata soggetta a più di una procedura infrazione per la prassi di "aggiustare" le aliquote fiscali alle multinazionali) ecco che la retorica liberale della meritocrazia perde tutto il suo potere immaginifico e si svela per ciò che é, ovvero la retorica dell'ipocrisia, del sottosviluppo, della povertà e della regressione. La stessa retorica che suona il requiem delle democrazie occidentali, ormai del tutto prone e succubi agli interessi finanziari internazionali dietro una patina sempre più sottile di legittimità costituzionale.

COMMISSIONE LAVORO PCI BRESCIA

 
 

PRESIDIO CONTRO LE MORTI SUL LAVORO - SABATO 3 NOVEMBRE A BRESCIA

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Dall'inizio del 2018 sono già circa 600 i morti sul posto di lavoro, dato che raddoppia se si considerano anche quelli in itinere. Una strage quotidiana, uno stillicidio di vite per lo più ignorato dai media e dai politici.

Sabato 3 Novembre, in Largo Formentone a Brescia, contro questa barbarie il PCI organizza un presidio durante il quale verrà data lettura del "Diario delle morti bianche" estratto dai dati dell'Osservatorio Indipendente dei morti sul lavoro di Bologna.

I lavoratori e le forze politiche e sindacali sono invitate a partecipare e ad intervenire.

 

Tre morti al giorno su lavoro. Anmil, dimezzare le vittime

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Da Ansa.it con commento di G. Langella (Dip. Lavoro PCI)

Tre morti al giorno su lavoro. Anmil, dimezzare le vittime

Mattarella, dramma ferisce la società. Di Maio, ora più ispettori

Tre morti al giorno sul lavoro dall'inizio dell'anno. Una strage quotidiana e inaccettabile in un Paese civile: nella 68/ma Giornata nazionale per le vittime di incidenti sul lavoro e di malattie professionali, promossa dall'Anmil, arriva il nuovo richiamo a fare di più sulla salute e la sicurezza del lavoro e sulla prevenzione degli infortuni. Con una "sfida", lanciata dallo stesso presidente dell'Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, Franco Bettoni: "Dimezzare le vittime" nei prossimi cinque anni.

"Il dramma delle vittime degli incidenti sul lavoro ancora oggi ferisce la nostra società. Garantire a tutti la possibilità di lavorare in un ambiente sicuro è scelta di civiltà", afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio per la celebrazione annuale. Va perseguita prima di tutto "la cultura" della sicurezza, sostiene il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che assicura l'impegno a potenziare prevenzione e controlli, anche facendo entrare in campo nuovi ispettori con "un rafforzamento del personale" dell'Ispettorato nazionale del lavoro già previsto in legge di bilancio.

FRANCIA: IL PARTITO COMUNISTA VERSO IL CONGRESSO STRAORDINARIO

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Francia: il PCF verso un congresso straordinario, che si terrà dal 23 al 25 Novembre, con un documento di base votato dal 42% dei 30.000 iscritti, su circa 42000 registrati, che hanno partecipato al voto pre-congressuale. Per la prima volta nella storia del Partito Comunista Francese il documento scelto non sarà quello presentato dal Consiglio Nazionale, che ha ricevuto il 37% delle preferenze.


Per un manifesto del partito comunista del XXI secolo

(sintesi, traduzione a cura della redazione di comunistibrescia.org)

Qui la versione integrale (in francese)

http://manifestecommuniste2018.fr/-38eme-congres-du-PCF-

Il nostro 38 ° Congresso è vitale. Non c'è mai stato un maggior bisogno di lotta, di un progetto e di un partito comunista per porre fine alla distruzione sociale condotta da Macron, di imporre nuove conquiste e aprire una soluzione politica. La nostra assenza nella politica lascia la strada aperta a tutti i rigurgiti nazionalisti, populisti, xenofobi, razzisti o antisemiti. Che sfida per il Partito Comunista Francese! Ma dopo la sua scomparsa nel 2017 el'esito disastroso  alle elezioni legislative, la sua stessa sopravvivenza è in pericolo. Ecco perché abbiamo bisogno di un congresso straordinario.

Il testo emanato dal Consiglio nazionale ma votato da meno di un terzo dei suoi membri non chiarisce i termini del dibattito, non più di quanto consenta di analizzare con precisione la situazione del mondo e quella del partito.