NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Chiude il supermercato U2 di Lumezzane, a casa 14 lavoratori

Scritto da PCI Fed. Brescia.

https://www.bresciatoday.it/economia/pieve-lumezzane-supermercato-u2.html

Speculazione sulla pelle di lavoratori, lavoratrici e delle loro famiglie.

È ciò che denunciano i 14 dipendenti del supermercato U2 di Lumezzane (BS), chiuso dopo solo due anni di attività, lasciati a casa senza stipendio e ai quali è stato proposto il trasferimento a Padova.

Quattordici dipendenti senza lavoro, un supermercato verso la chiusura: siamo a Lumezzane, dove si appresta a chiudere i battenti l'U2 del centro Arcadia di Pieve: era stato inaugurato solamente nel dicembre del 2020. C'è inoltre preoccupazione anche a Gardone Val Trompia, dove è presente un altro punto vendita del gruppo: da diversi mesi si presenta con gli scaffali semivuoti. Ai lavoratori di Lumezzane, intanto, è stato proposto un trasferimento a Padova o in un nuovo negozio che dovrebbe aprire a Valle. Altrimenti, licenziamento e ammortizzatori sociali.

C'è tanta rabbia per la situazione e, su Facebook, si moltiplicano i commenti di accusa alla società. Ci sono anche dipendenti che segnalano il mancato pagamento dello stipendio di febbraio: "È solo un giro di soldi che questa società fa – scrive Caterina –. Non gliene importa nulla di noi dipendenti: pensate che chiudono qui e con i nostri scaffali e attrezzi stanno per inaugurare un nuovo punto vendita in Toscana. Il negozio andava bene, hanno voluto boicottarlo loro iniziando a non fornirci più merce e, ora, a noi tocca aprire una vertenza con avvocato per poter avere i nostri TFR di anni e anni. Siamo a casa senza stipendio e ancora senza possibilità di accedere a disoccupazione. Ho detto tutto? A no, stiamo ancora aspettando lo stipendio di febbraio".

I FALÒ DEGLI OLIGARCHI

Scritto da PCI Fed. Brescia.

I FALO' DEGLI OLIGARCHI

di Lamberto Lombardi - Segretario Provinciale PCI Brescia 

L'insieme dei fenomeni collegati con quest'ultima guerra dà un quadro complesso e articolato, radicato in un passato neanche troppo vicino e carico di conseguenze per il futuro: in nessun modo è possibile dare credito alla semplificazione adottata nel descriverla dalla quasi totalità della critica giornalistica per la quale si tratta della guerra dichiarata da Putin per inconfessabili mire espansionistiche, imperiali, ecc.

Se non fosse per il rispetto della reale sofferenza dei popoli in guerra, per il rispetto dei morti, ci verrebbe da dire che il quadro della devastazione a cui assistiamo nel nostro vissuto è di assoluta drammaticità.

Non esiste valore, idea, contenuto, di quelli alla base della nostra convivenza dal dopoguerra, ma anche di molto precedenti ad essa, che non sia finito nel tritacarne per venir e ridicolizzati e resi strame per chissà quanto tempo a venire.

Le liste di proscrizione contro i diversamente pensanti ma anche verso gli stranieri indesiderati, il clima di appiattimento gioioso e acritico sulle posizioni governative sono solo il sintomo di quanto sta accadendo, mentre la malattia ci pare assai più grave.

Per quanto la coscienza critica diffusa sia molto sviluppata e forse anche maggioritaria dobbiamo notare che questo popolo dissenziente non ha gruppo dirigente.

Le borghesie italiana ed europea, che tengono saldamente in mano le redini del governo e controllano ogni livello dell'informazione e delle decisioni, appaiono afflitte da qualcosa di più di una pochezza che ha ormai raggiunto dimensioni storiche. Hanno predisposto e accompagnato nei decenni una deriva politica e cuturale che giunge fatalmente ad assumere connotati criminali.

Come i prossimi mesi si premureranno di dimostrarci.

Domenica 6 Marzo dalle ore 14.00 Presidio alla base militare di Ghedi (BS)

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Domenica 6 Marzo dalle ore 14.00
Presidio alla base militare di Ghedi (BS)
Organizza il Comitato Contro La Guerra - Brescia
 
Nota della Segreteria Provinciale PCI Brescia
 
LA GUERRA È SEMPRE CONTRO LA CLASSE LAVORATRICE
FERMIAMOLA!
Sosteniamo la proposta di neutralità dell'ucraina, avrebbe impedito la guerra ieri, può fermarla oggi.
I costi umani, economici e sociali che i lavoratori - ucraini, russi ed europei - hanno sostenuto e dovranno sostenere in nome dell'allargamento ad est della NATO, a causa delle guerre economiche e delle sanzioni, sono già evidenti e inaccettabili.
Sosteniamo l'autonomia delle regioni del Donbass, una soluzione pacifica ed immediata del conflitto che imperversa dal 2014.
L'Ucraina, il secondo paese più sviluppato dell'ex Unione Sovietica,
avrebbe potuto e dovuto essere un ponte di Pace tra Europa ed Asia, è oggi un paese povero, stremato dai conflitti interni, teatro di rigurgiti nazionalisti e nazifascisti inaccettabili in contesto europeo.
COSTRUIAMO LA PACE
FUORI L'ITALIA DALLA NATO
FUORI LA NATO DALL'EUROPA
NO ALL'INVIO DI ARMI E SOLDATI IN UCRAINA

Dal granaio europeo al grembo europeo, passato e presente dell'Ucraina

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Mentre la discussione in Italia si arrabatta tra le radici "imperiali" del conflitto tra Ucraina e Russia e la costruzione dell'ennesimo "nuovo Hitler" sui social cinesi si ragiona, marxisticamente, sulle cause recenti del conflitto, lo scontro intercapitalista e il ruolo dell'imperialismo Occidentale e della riabilitazione del nazismo.

12 Febbraio - i comunisti a Brescia contro l'espansionismo della Nato e dell'U.E.

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Alcune immagini del presidio "NATO per invadere" tenutosi il 12 Febbraio a Brescia in Largo Formentone.

La manifestazione, chiamata dalla sezione bresciana del Partito Comunista, ha visto l'adesione di P.C.I., P.R.C. e altre formazioni della sinistra di classe.

Univoca la condanna dell'espansionismo della NATO e delle folli logiche filo atlantiche che spingono la U.E. a soffiare sui venti di guerra in Ukraina anche contro i propri interessi.

Di fronte a quanto sta accadendo al confine russo e in altri luoghi del pianeta i comunisti hanno il dovere di ritrovare una voce condivisa, un analisi chiara e non subalterna alla propaganda di guerra del Dipartimento di Stato U.S.A., una lettura della situazione geopolitica non giocata sul filo dell'equidistanza tra fantomatici "opposti imperialismi".

Per un mondo multipolare, per un futuro di Pace e cooperazione.

Nel video l'intervento di Lamberto Lombardi, Segretario Provinciale del Partito Comunista Italiano di Brescia.

No alla guerra in Ukraina, Fuori l'Italia dalla NATO!

Scritto da PCI Fed. Brescia.

La Federazione di Brescia del Partito Comunista Italiano aderisce e partecipa all'iniziativa di Sabato 12 Febbraio 'NATO per invadere - Fuori l' Italia dalla NATO' chiamata dalla sezione bresciana del P.C. dalle ore 15 in Largo Formentone (BS).  ( https://fb.me/e/28WqUpPxo )

I Popoli d'Europa non possono farsi trascinare nell'ennesimo conflitto, militare o economico, dalle ottuse e servili logiche filo atlantiche dei burocrati finanziari dell'Unione Europea. Tanto meno ai nostri confini e contro partner commerciali strategici. E' una follia.
L' assetto geopolitico mondiale sta profondamente cambiando. Sempre più nazioni aderiscono al blocco emergente formatosi tra la Repubblica Popolare Cinese, la Russia e altri paesi antimperialisti a cui si contrappone un blocco atlantico ex e neo-colonialista, in difficoltà e declino, disposto a tutto pur di non perdere il proprio ruolo di predone e padrone del mondo mascherato da buon custode dei diritti umani e della democrazia.

La maschera è caduta.