Dalle prime ore della giornata di sabato scorso gli Stati Uniti d’America ed Israele, con la partecipazione, rivendicata, del Regno Unito, hanno attaccato con la propria aviazione militare l’Iran, provocando alcune centinaia di morti tra i quali la Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, alcuni esponenti di primo piano delle Guardie della Rivoluzione e, con tanti altri civili, diverse decine di bambine rimaste sotto le macerie della loro scuola materna.
L’attacco, ancora in essere, è avvenuto nonostante fossero in atto trattative tra USA ed IRAN su alcune questioni controverse, a partire da quella concernente l’uso del nucleare da parte della Repubblica Islamica, trattative giudicate positivamente dall’Oman, paese ospitante.
Trattative che i fatti dimostrano essere state affrontate per parte americana in maniera del tutto strumentale, in quanto il vero obbiettivo era e resta quello di un cambio di regime, l’affermazione di un governo disposto ad allinearsi, a sottostare ai diktat degli USA, come successivamente dichiarato da Donald Trump.
Un attacco del quale non è stata avvertita l’UE, e con essa, con poche eccezioni, tra le quali non figura l’Italia, i Paesi che la compongono, a conferma della scarsa considerazione degli USA nei loro confronti, nonostante si siano prodigati a più riprese ad assecondarne le politiche, nonché della loro inconsistenza sulle grandi questioni che connotano la fase.
Gli USA, sempre più immersi nella loro politica imperialista, ed Israele, sempre più preda di una deriva sionista, illiberale, fascista, e che continua nella politica genocida nei confronti del popolo palestinese, con tale attacco confermano di muoversi in spregio al diritto internazionale, alla Carta delle Nazioni Unite, al ruolo ed alle funzioni ricondotte agli organismi internazionali, a partire dall’ONU, di ricondurre il tutto alla logica del più forte.
Siamo di fronte ad un attacco criminale ed illegale non provocato nei confronti di uno Stato sovrano, e le dichiarazioni dei leader europei protese, con poche eccezioni, tra le quali si segnala quella del governo spagnolo, a giustificarlo in nome della libertà, della democrazia, etc., suonano oltremodo false, ipocrite, sanciscono la doppia morale, il doppio pessimo dell’Occidente, acuendo il solco tra lo stesso e la restante parte del mondo.
Sono infatti sparite le distinzioni tra aggrediti ed aggressori usate in altre occasioni, nessuna azione di denuncia, di contrasto nei confronti di questi ultimi, gli USA ed Israele, è all’orizzonte, anzi, la corsa è a chi prima di altri, più di altri si allinea.
Ciò che si evidenzia con chiarezza è la condivisione di una politica che puntando ad un cambio di regime in Iran persegue l’obiettivo di gestire le sue immense risorse naturali, a partire dal petrolio, modificando radicalmente i rapporti in essere con la Cina, che di esso fa in larga parte uso, e che continua ad essere considerata dall’Occidente come nemico sistemico.
Siamo di fronte ad un attacco che rischia di allargare il conflitto all’intera regione e non solo (la risposta iraniana allo stesso dice tanto al riguardo).
Quanto sta accadendo in Iran, ciò che è accaduto recentemente in Venezuela, che si prospetta in relazione a Cuba, etc. confermano che i veri nemici della pace sono e restano gli USA, Israele ed i loro alleati, la NATO.
Come Partito Comunista Italiano ci opponiamo a tale politica imperialista, insistiamo per la soluzione politica, negoziata dei conflitti, rivendichiamo il diritto dei popoli all’autodeterminazione, a decidere liberamente del proprio futuro.
Chiediamo pertanto che cessi l’aggressione nei confronti dell’Iran, la deriva bellicista in atto.
Ciò che sta accadendo spinge in direzione del baratro, occorre rimettere al centro la pace.
PARTITO COMUNISTA ITALIANO
