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Brescia - raccolta firme per il PCI

Scritto da PCI Fed. Brescia.

#brescia - Calendario (in aggiornamento) dei banchetti per la raccolta firme per presentare la lista del #PartitoComunistaItaliano alle #elezionipolitiche2022
 
Giovedì 4 Agosto
Mercato del Villaggio Sereno
Mercato del Quartiere Abba
 
Venerdì 5 Agosto
Mercato di Fiumicello
Mercato del Villaggio Prealpino
 
Sabato 6 Agosto
Piazza Vittoria
Mercato di S. Polo
 
Martedì 9 Agosto
Mercato di Casazza
Mercato della Badia
 
Mercoledì 10 Agosto
S. Polo
 
16 Agosto dalle 8:30 alle 12:00
👉Mercato Q.re Casazza
 
17 Agosto dalle 8:30 alle 12:00
👉Mercato Badia via Prima
👉Mercato S.Polo zona Margherita d'Este
 
18 Agosto dalle 8.30 alle 12:00
👉Mercato villaggio Sereno
 
19 Agosto dalle 8:30 alle 12:00
👉Mercato villaggio Prealpino
👉Mercato Q.re Fiumicello
 
20 Agosto dalle 8.30 alle 12:00
👉Mercato via S,Faustino
 
DAL 10 al 18 Agosto
Festa di Radio Onda d'Urto (S. Eufemia Buffalora - BS)

15 AGOSTO 1944 - L'ECCIDIO DI BOVEGNO

Scritto da PCI Fed. Brescia.

BOVEGNO (BS) 15 agosto 1944
NOI NON DIMENTICHIAMO!
Nell'estate 1944 l'alta Valtrompia era saldamente controllata dalle forze tedesche. Nonostante ciò erano attive anche alcune formazioni partigiane, di formazione ed orientamento politico differente l'una dall'altra. Accanto alle truppe d'occupazione naziste erano attivi nella repressione anti-partigiana i reparti militari e polizieschi della Repubblica Sociale Italiana. Tra questi uno dei più temuti era la cosiddetta Banda Sorlini, una banda di repressione dipendente dall'Ufficio Politico Investigativo della Questura Repubblicana di Brescia ma spesso al diretto servizio dei tedeschi. Era guidata da Ferruccio Sorlini, un ex-squadrista che era stato tra i primi a mettersi ad disposizione dei nazisti dopo l'8 settembre ma che era stato ben presto allontanato dai comandi a causa dei suoi metodi brutali invisi anche a parte degli stessi fascisti repubblicani bresciani.
Il 12 agosto 1944 due SS rimasero feriti in uno scontro a fuoco con i partigiani a qualche chilometro a sud di Bovegno. Per rappresaglia vennero incendiate alcune case della località Aiale ed un uomo, scoperto appartenere alla Resistenza locale, venne fucilato. Poco dopo venne anche saccheggiato e bruciato parte dell'abitato di Magno, situato a breve distanza.
In quegli stessi giorni un gruppo di partigiani attivi nell'alta val Trompia entrò in contatto con il generale Luigi Masini e concordò con lui che si recasse in paese per costituire una Brigata Matteotti. L'appuntamento con l'ufficiale venne fissato per la sera del 15 agosto presso l'osteria di Cimavilla, a metà strada tra Bovegno Piano e Bovegno Castello.
 
A Bovegno la sera del 15 agosto, un razzo solca il cielo ed è il segnale d’inizio della spedizione punitiva nazifascista in ritorsione. Tre autoblindo, diversi camion carichi di truppe nazifasciste, camionette e motociclette si concentrano all’ingresso di Bovegno.

AI COMPAGNI DI UNIONE POPOLARE

Scritto da PCI Fed. Brescia.

 
E' nostro dovere augurare ai compagni di Unione Popolare la migliore riuscita.
Lo facciamo al di là delle formalità, convinti che ogni sforzo di una sinistra in difficoltà possa tornare utile per cambiare un panorama politico che non lascia speranza, ad oggi, per un futuro sereno dei lavoratori e delle loro famiglie.
Lo facciamo perché a nessuno di noi possiamo augurare di sbagliare in questo preciso contesto politico.
Se la povertà, triplicata in pochi anni, se lo sfruttamento del lavoro, ritornato a quello degli anni bui del secolo scorso, se la progressione verso un orizzonte di guerra sono fatti che non trovano spazio nelle cronache politiche è proprio perché non ci siamo, affogati in un sistema elettorale e in una cultura che nulla concede ad una opposizione politica di classe.
Il sistema elettorale maggioritario con sbarramento, i rimborsi elettorali riservati, in sostanza, solo a chi vince le lezioni sono la cifra di una democrazia tronca a fronte di un autoritarismo strisciante.
Rompere l'accerchiamento e l'oblio diventa imperativo, il miraggio di un manipolo di parlamentari che conquisti lo spazio per cominciare a cambiare la politica rischia di diventare così la nostra stella polare.
Ma non sia intesa come vuota e settaria polemica la domanda: siamo sulla strada giusta?

Lombardia maglia nera per le morti sul lavoro, la Giunta se ne fotte.

Scritto da Dipartimento Lavoro PCI Lombardia.

Oltre che per avere “immobilizzato” il 44% dei fondi stanziati per il Covid (circa due milioni di Euro) la Corte dei Conti boccia la Giunta Lombarda anche sulle politiche di contrasto agli infortuni sul lavoro. Nel rapporto si rileva come, a fronte di un aumento delle denunce di infortunio e delle morti sul lavoro sia nel 2021 che nel primo semestre ’22 (58 i morti sul lavoro in regione, Brescia maglia nera con 15 infortuni mortali al 22 Luglio) siano invece al livello del 2020 (con il lockdown ecc.) il numero delle ispezioni e sia diminuito il numero delle imprese ispezionate. Anche sui morti i nostri governanti “fanno la cresta”, come su tutto ciò che spetterebbe “al popolo”.

Fontana durante l’audizione nemmeno commenta su questi punti, risponde solo in merito alle Olimpiadi di Milano Cortina, i morti della pandemia e quelli sul lavoro non meritano risposta.

Intanto sul lavoro, quando c’è, si continua a morire, come ricorda ogni giorno Carlo Soricelli dalle pagine del suo blog https://cadutisullavoro.blogspot.com/ aperto nel 2008 per ricordare i martiri della Tyssenkrupp ed unico sito di informazione che si occupa di censire “tutti” i caduti sul lavoro al di la dell’istituto previdenziale di appartenenza o della regolarità o meno del contratto di lavoro.

Dall’inizio dell’anno sono morti 850  lavoratori, 449 di questi sui luoghi di lavoro i rimanenti in itinere e sulle strade, In questi “numeri” ci sono anche i morti sul lavoro non assicurati all’INAIL (oltre 4 milioni di lavoratori) in più i morti in nero e i milioni di agricoltori, spesso pensionati che continuano a lavorare per le magre pensioni.

IL PCI APPOGGIA LO SCIOPERO DELLA SCUOLA DEL 30 MAGGIO

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Quello del 30 maggio si preannuncia essere uno sciopero epocale del comparto scuola italiano. Dopo l’inizio della smantellazione della scuola pubblica iniziata dal governo Amato con il decreto legge 29/1993 che disciplinava il pubblico impiego, il governo Draghi, non eletto dai cittadini, con fare liberista ma liberticida, impone con un decreto legge, DL36/22, la sua autorità sulla scuola senza dare ascolto né ai lavoratori della scuola né alle necessità dei cittadini che la scuola deve istruire. FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e GILDA Unams chiamano la categoria alla mobilitazione contro l’invasione di campo operata dal Governo in materie come salario e carriera, che sono di esclusiva competenza della contrattazione.

L’Esecutivo, facendosi scudo di una presunta e indimostrata indicazione dell’Unione Europea, è intervenuto in materia di salario e di carriera varando un Decreto Legge che introduce percorsi di formazione incentivata con valutazione finale.

Si tratta di un’ipotesi elaborata fuori da ogni sede di confronto, divisiva della categoria e come tale del tutto inaccettabile.

SANITÀ - UN'INIZIATIVA DEL PCI A BRESCIA

Scritto da PCI Fed. Brescia.

Il Partito Comunista Italiano, Federazione di Brescia, organizza e invita a partecipare al dibattito

 

LA RIFORMA SANITARIA MORATTI FONTANA E LE PROBLEMATICHE DELLE NASCENTI CASE DI COMUNITA'

PROSPETTIVE CRITICHE E PROPOSTE DI MIGLIORAMENTO

PER UNA SANITÀ PUBBLICA GRATUITA - UNIVERSALE - DI QUALITÀ

 

introduce e coordina

ALBERTO MARINO     PCI BRESCIA

 

intervengono

ANGELO BARBATO    FORUM PER IL DIRITTO ALLA SALUTE

ANTONINO CIMINO    MEDICINA DEMOCRATICA BRESCIA

GIORGIO BARBIERI    MMG  FP CGIL

 

16 Maggio 2022 ore 18

Casa delle Associazioni,  via Cimabue 16 - BRESCIA

S. POLO

 

Art. 1 - Omicidio sul lavoro

Scritto da PCI Fed. Brescia.

di Dipartimento Lavoro PCI

IL PARTITO COMUNISTA ITALIANO CHIEDE CHE SIANO INASPRITE LE PENE PER CHI SI RENDE RESPONSABILE DELLA MORTE DI UN LAVORATORE

Il PCI è da tempo impegnato sulle “questioni del Lavoro” tra le quali prioritaria è quella della salute e della sicurezza di chi lavora. Su questo tema abbiamo sempre sostenuto che chi, per puro profitto, non rispetti le normative in materia di sicurezza sul lavoro debba essere punito severamente.
Pertanto accogliamo con favore e sosteniamo la proposta di Legge, per inserire nel Codice Penale “l’omicidio sul lavoro” presentata ieri in conferenza stampa dalla componente parlamentare di ManifestA! e da Usb.