Il PCI di Brescia sarà al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori dell’OM Iveco
Di PCI Federazione di Brescia
Come temevamo e avevamo già espresso in un precedente comunicato, la famiglia Agnelli, attraverso la holding Exor guidata da John Elkann, ha venduto un importante asset commerciale al colosso indiano dell’automotive Tata Motors. Un’operazione di OPA che frutterà alla finanziaria della famiglia Agnelli circa 3,8 miliardi di euro, con un premio per gli azionisti compreso tra il 22% e il 43%.
Come PCI – Federazione di Brescia, esprimiamo profonda preoccupazione per il futuro dei siti produttivi italiani coinvolti, in particolare quelli di Brescia, Suzzara e Bolzano. Denunciamo con forza l’assenza del Governo italiano in questa trattativa: non bastano le rassicurazioni del ministro Urso, espresse a mezzo stampa, a garantire la tenuta occupazionale e industriale di questi stabilimenti.
Ancora una volta assistiamo al disimpegno della famiglia Agnelli, oggi Elkann, dal settore produttivo nazionale. Si conferma la scelta di abbandonare la manifattura e l’economia reale in favore della speculazione finanziaria e del profitto immediato. È la logica del capitalismo globalizzato, che agisce senza alcuna mediazione politica o sindacale, alla ricerca del massimo rendimento, anche a scapito del tessuto industriale e sociale del nostro Paese.
Il PCI di Brescia denuncia la totale assenza di una politica industriale di lungo periodo, in un contesto in cui una classe dirigente compiacente continua a permettere, in silenzio, lo smantellamento progressivo del nostro sistema produttivo. In gioco non ci sono soltanto migliaia di posti di lavoro, ma la tenuta del sistema industriale nazionale, la credibilità delle istituzioni democratiche e il futuro del Paese.
Queste sono le drammatiche conseguenze del liberismo economico dominante negli ultimi decenni, secondo cui la politica dovrebbe “restare fuori dal mercato” e limitarsi ad amministrare a fatti compiuti.
Per questo il PCI invita tutte le organizzazioni sindacali, le istituzioni locali e nazionali a costruire un fronte comune di mobilitazione e lotta, per difendere con i fatti ogni singolo posto di lavoro e garantire la continuità produttiva nei territori coinvolti.
Il PCI di Brescia sarà al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori dell’OM Iveco, e ribadisce la propria solidarietà incondizionata.
Il posto di lavoro si difende con la lotta!
IVECO, UNO SPEZZATINO PER GLI INTERESSI DEGLI AGNELLI
Di PCI federazione di Torino
La notizia era nell’aria da settimane, ma ieri è stata data la notizia ufficiale: Iveco Group è stata venduta all’indiana TATA per 3,8 miliardi di euro. La parte del gruppo che produceva mezzi per il settore della difesa invece è stata ceduta a Leonardo, società di proprietà del Tesoro italiano.
E’ l’ennesimo spezzatino che colpisce un grande gruppo industriale nel nostro Paese, una società che, anche nei periodi più duri della crisi economica, ha sempre lavorato e garantito la produzione per le proprie lavoratrici e lavoratori.
Solo negli stabilimenti torinesi (Torino e San Mauro T.se) sono occupati più di 8000 dipendenti, di cui 2500 nella produzione di motori, lavoratrici e lavoratori altamente specializzati, senza considerare i lavoratori dell’indotto. La Federazione Torinese del Partito Comunista Italiano esprime forte preoccupazione per il futuro dei dipendenti IVECO e auspica la continuità produttiva degli stabilimenti torinesi.
Al tempo stesso condanna l’atteggiamento dell’ex azionista di maggioranza, Exor, la finanziaria della Famiglia Agnelli che ha fatto “cassa”, per l’ennesima volta, sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori italiani.
